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Bar Mario

By   /  17 dicembre 2017  /  No Comments

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  • Ciao, Mario!
  • Oh, ciao, Ahmed, come sta tua madre?
  • Sta meglio, ti ringrazio. Ciao Lara!
  • Ciao Ahmed. Oggi vieni a casa mia ad aggiustarmi quel tubo che perde? L’idraulico che ho chiamato l’altro ieri, mi ha fatto un disastro, tu lavori molto meglio.
  • Eh, adesso questi arabi vengono qua a rubarci il lavoro – interviene Sandro.
  • Ciao, Sandro! Ma dai, cosa c’entra adesso questo? Ahmed è un ragazzo come gli altri ed è pure bravo, nel suo lavoro.
  • D’accordo, però intanto gli italiani fanno la fame. Altro che quella buffonata dello sciopero della fame “a staffetta”!
  • Ma guarda che io sono italiano – sbotta Ahmed.
  • Però i tuoi genitori vengono dal Marocco, e ancora oggi non parlano tanto bene l’italiano!
  • Ci credo, la loro lingua madre è l’arabo, sono venuti qua che avevano trent’anni! Io ho studiato qui, la mia lingua è l’italiano e conosco Leopardi, Cavour, Gramsci… E poi i miei migliori amici sono Paolo e Mattia, Loro sono italiani, no?
  • Adesso tiriamo pure fuori lo Ius Culturae, ma intanto stiamo perdendo la nostra identità, le nostre tradizioni, i nostri valori. Vogliamo arrivare alla completa islamizzazione dell’Italia? Non possiamo neanche più esporre il crocifisso “per non urtare la loro sensibilità”! Fa fatemi il piacere!
  • Senti Sandro – lo interrompe Lara – ma di quale identità, di quali valori parli? Quelli dei pompieri che danno fuoco ai boschi? Quelli degli imprenditori che sghignazzano sui terremotati? Quelli dei falsi invalidi o di coloro che si comprano una licenza, una laurea, un diploma qualsiasi? Mi dispiace, ma io non mi ci ritrovo, in questi “valori”.
  • Ma cosa c’entra? Quello della legalità è un problema nostro, ma se arrivano anche gli immigrati il problema si moltiplica. E poi basta vedere come trattano le loro donne, le chiudono in casa e le fanno uscire solo mascherate!
  • “Nostre”? “Vostre”? Ma come parli? Le donne non sono mica oggetti – si indigna Ahmed. E ad ogni modo, non mi pare che le “vostre” donne possano girare tanto tranquillamente, qui in Italia. Giulia, la mia fidanzata da tre anni, che è di famiglia nonese, quando prende il treno per andare all’Università, a Torino, più che degli immigrati ha molta paura di un gruppetto di figli di papà italiani che non perdono occasione per molestarla. Sono persino arrivati a metterle le mani addosso.
  • Sì, Sandro – si intromette Lara – credo di poter dire che si può parlare di educazione, più che di culture diverse. La nostra educazione, quella delle famiglie italiane, sta vacillando, e se i nostri ragazzi possono imparare qualcosa dai figli degli immigrati, ben venga lo Ius Soli!
  • E poi – interviene di nuovo Ahmed – parli proprio tu che sei veneto? Anche tu non sei nonese, i tuoi vengono da Padova!
  • Sì, ma io sono nato qua!
  • Anch’io!!
  • Va bene, ragazzi – li interrompe Mario – questo caffè ve lo offro io, non litigate per queste sciocchezze. Ahmed, anche il mio bar ha bisogno di te, il lavello di là in cucina è intasato e non riesco a disostruirlo.
  • Ok, vedo di passare stasera prima di tornare a casa. Grazie per la colazione Mario, ciao a tutti!

Marco Gambella

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  • Published: 1 mese ago on 17 dicembre 2017
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  • Last Modified: dicembre 17, 2017 @ 12:47 am
  • Filed Under: Attualità

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