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Intervista al nuovo Segretario del circolo PD di None – Alessandro Cattelan

By   /  17 dicembre 2017  /  No Comments

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Delinea brevemente il tuo profilo biografico. Alessandro Cattelan, 24 anni, perito industriale con una specializzazione in Energia Nucleare (Itis Pininfarina di Moncalieri) ed attualmente studente in Chimica (Università degli Studi di Torino). Ho origini venete (i nonni materni erano orginari di Monselice (PD) mentre il nonno paterno era originario di Contarina – Porto Viro (RO). Il nonno Oscar – paterno – si trasferì a Torino dopo l’alluvione del Polesine in cerca di lavoro, mentre i nonni materni partirono più tardi per cercar fortuna, in Fiat. Amo sempre sottolineare le mie origini e il legame che ho con i nonni. Hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita ed è per questo che amo rivolgere loro il mio pensiero. Di loro ho sempre ammirato il coraggio, la voglia di mettersi in gioco partendo da zero (con la classica valigia di cartone dell’emigrante) in una società che spesso li ha discriminati per le loro orgini e che mi ha portato a voler approfondire l’Italia e la Torino degli anni ’60, dove era normale vedere cartelli con sopra scritto “Non si affitta ai meridionali” e via dicendo. Ho sempre amato ascoltare i discorsi dei nonni sul loro trasferimento e sulla Guerra. In particolare era interessante ascoltare i discorsi di nonno Gastone-materno-, Partigiano che mi ha trasmesso i valori della Resistenza e dell’Antifascismo. Anche se lui ormai non c’è più da molti anni, non ho mai dimenticato quei racconti carichi di orgoglio e di profonda riconoscenza verso la vita per esser riusciti a sfuggire ad alcuni agguati dei Tedeschi. E’ per questo che da ragazzino (anni delle superiori) ho partecipato attivamente al Progetto Memoria visitando anche il campo di raccolta di Fossoli (MO) e quello di concentramento di Dachau. Esperienze terribili ma di grande formazione (pensa che a Dachau non sono quasi riuscito a respirare durante la visita). Nel mentre è nata in me la passione delle tematiche ambientali, che sicuramente chi ci legge conosce, strettamente collegata a quella delle automobili (essendo cresciuto a pane e Fiat non poteva andare diversamente). Fortemente convinto che lo sviluppo Green porterà ad un innalzamento della qualità della vita ed ad una ripresa economica. Una sorta di “Nuova Rivoluzione Industriale”.

Una tua definizione personale, non fondata su citazioni o altro, della politica. Quando mi chiedono che cos’è per me la politica rispondo sempre che la sua essenza risiede nella parola stessa. Il suffisso da cui deriva è “poleìs”, ovvero la definizione della città nella sua complessità. Questo evidenzia come sia importante tutti partecipino attivamente alla vita pubblica. Per farlo non è sia essenziale candidarsi o iscriversi ad un Partito politico. Ma è importante partecipare, far presente le proprie idee, i propri disagi, per poter davvero lasciare un mondo migliore a chi verrà.  La politica è anche questo: partecipare e far presente alle istituzioni preposte i propri disagi. Stare in casa a lamentarsi, non portare la propria voce al di fuori non porta di certo al tanto sognato “Bene Comune”. Ecco perché vorrei proprio il nostro Circolo diventasse centro di ascolto dei cittadini, un luogo che diventi punto di riferimento per riportare le problematiche del territorio o più semplicemente per passare un po’ di tempo in compagnia.

Fai un commento su queste due frasi: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela” di Berlinguer e “Non è serio, in politica, contare sulle convinzioni, la devozione e le belle qualità dell’anima” di Lenin?

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela”.  La correlazione potere – politica nasce da lontano ed è un concetto che si è sviluppato nella civiltà antica. E’ anche per questo che la storia greco-romana mi ha sempre affascinato. Incredibile è osservare come il volere di una persona ha da sempre influenzato la “vita della gente”, in ogni suo aspetto. Mi viene da pensare agli imperatori romani ed alla lotta tra religione pagana-cristiana. Fino alla battaglia di ponte Milvio (del 28 ottobre tralaltro) non si prospettava neppure lontanamente l’Impero potesse convertirsi al Cristianesimo, principalmente per ragioni politiche. Stesso motivo per cui dopo Roma divenne Cristiana. L’ultimo Imperatore pagano fu Flavio Claudio Giuliano. L’avere delle responsabilità grandi che incidano sulle decisioni della vita pubblica, fa emergere troppo spesso l’avidità dell’uomo che porta alla corruzione ed al malaffare. L’ho visto bene sviluppando la mia tesina di maturità incentrata sul tema delle “Ecomafie”, facendo riferimento alla trasmissione “Vieni mia con me” di Fazio e Saviano. Ma non sempre politica è macchina di potere e clientela, soprattutto nei territori ci sono delle persone entusiaste ed appassionate che hanno a cuore le loro cittadine. Queste non meritano di essere fermate od insultate solo perché, altre, accecate dall’avidità hanno fatto il male delle loro Comunità. Ed è importante che questo sia fatto attraverso delle strutture partitiche che debbono essere trasparenti. Perché come stabilisce la Costituzione sono proprio le strutture partitiche a dover rappresentare la voce del territorio in Parlamento. “Non è serio, in politica, contare sulle convinzioni, la devozione e le belle qualità dell’anima”.  Dopo aver letto questa frase mi sento davvero tranquillo. Ritengo, infatti, importante nella vita avere un buon senso dell’umorismo e non prendersi mai così seriamente. In fin dei conti chi non sa ridere non è una persona seria (dai miei ricordi lo diceva Chopin). Forte di questo spirito allegro, farò serenamente leva sulle mie convinzioni.

Da dove  nasce il tuo impegno politico?

Il mio impegno politico nasce da un forte senso di sfiducia, persuaso che le cose non potessero cambiare. Alle superiori ero un ragazzo timido e stavo abbastanza sulle mie. Classica vita scolastica, un giro di amicizie fidate, la fidanzata con cui condividevo tutto e la mia famiglia. Un giorno, di fronte alla notizia degli ennesimi tagli alla “Scuola” da parte del Governo ed al disinteresse di chi ricopriva il ruolo di rappresentante, decisi di candidarmi. La risposta fu sorprendente perché, quel ragazzino che più di tanto non si era mai esposto, godeva in realtà della fiducia di molti. Andando oltre le mie aspettative, fui eletto. Anni dopo mi sono avvicinato a dei progetti che si rifacevano allo stile delle campagne americane dell’ex Presidente Obama per il coinvolgimento dei cittadini, facendo volantinaggi e porta a porta per raccogliere idee ed informazioni su come i cittadini percepiscono le problematiche della città. Poi dopo ho maturato l’idea di iscrivermi al Partito ed ho così cercato un Circolo che organizzasse eventi ed attività coinvolgendo i più giovani.

Ora a None sei un personaggio pubblico. Chi e che cosa ti hanno spinto a traslocare idealmente da Torino per occuparti a pieno titolo di una cittadina di provincia?

Parlare di personaggio pubblico mi sembra un po’ eccessivo, trovo sia più corretto affermare che negli ultimi anni avendo svolto diverse attività come l’organizzazione di eventi o la collaborazione con questo giornale, ho conosciuto molte persone. In parte l’idea di spostarmi a None è per me un ricordo dei nonni che, come dicevo all’inizio negli anni ’60 si trasferirono dal Veneto proprio qui a None, prima di spostarsi definitivamente per la vicinanza al lavoro, in periferia a Torino. Certo, un grande merito va all’ex Segretaria Maria Luisa Simeone, che ha saputo coinvolgere dei giovani (anche perché non sono l’unico che ha collaborato con il circolo) con iniziative ricche di stimoli e spunti di attualità. Grazie a lei ed agli altri iscritti l’attività non si è semplicemente fermata all’ordinarietà di un circolo. Prima di tutto si sono costruiti degli arricchenti rapporti umani, che hanno visto anche un dialogo tra generazioni (in cui qualche volta si sono evidenziate posizione opposte) permettendo ai più giovani di crescere prima di tutto a livello “personale”. Altro fattore molto interessante, che mi ha spinto ad avvicinarmi ad una piccola cittadina è il fascino che hanno i piccoli comuni (come parlo questo mese in AmbientiAmoci), cuore pulsante dell’Italia e che debbono essere valorizzati. Essendo cresciuto in periferia, so bene cosa significa crescita a due velocità. None ha molte potenzialità che spero siano valorizzate sempre più.

Adesso che sei diventato segretario del circolo del partito democratico locale, in che modo ricoprirai tale profilo e quali sono le linee programmatiche che intendi seguire? La sera della mia elezione ho pronunciato un discorso che mette al centro diversi temi come i Diritti, la Green Economy, i più Giovani ed il ruolo che devono svolgere i circoli nelle realtà locali. Ruolo che è reso ancor più difficile dall’avvento dei populismi, veri e propri fenomeni alimentati dalla mancanza di risposte precise in alcuni contesti della Politica. Compito dei circoli è quello di ascoltare le opinioni ed i pareri delle persone e favorire la risoluzione di piccoli problemi che attanagliano la vita quotidiana.

Penso che tu abbia ben chiaro qual è il quadro politico locale, per quanto concerne la cosiddetta area progressista, con le sue divisioni e spaccature, che, sia pure con qualche fatica, le parti antagoniste stanno cercando di risolvere. Come intendi muoverti in un ambito così problematico?

Trovo non veritiero definire l’ambito molto problematico. Quando ero bambino, ero solito trascorrere parte del periodo estivo nel piccolo paese di Coazze, famoso perché ai primi del Novecento ci soggiornò Pirandello. Ecco, in questo piccolo borgo sorge un Campanile riportante la scritta “Ognuno a suo Modo”. (arrivo al perché parlo di coazze, non temere) Io non so quali siano state le dinamiche che hanno determinato delle fratture all’interno del Centrosinistra nel passato e tantomeno voglio approfondirle perché, dal mio punto di vista, finchè viene garantito ad ognuno di dire la sua, come recita la famosa scritta sul Campanile, non ci sono problemi. Io dico semplicemente che il partito democratico, nacque 10 anni fa con l’intento di unire le diverse idee del centrosinistra nell’ottica di un obiettivo comune richiedendo da parte di tutti i soggetti politici una grossa attitudine al compromesso. Credo oggi più che mai nell’intento di dieci anni fa ed è per questo che il nostro Circolo è aperto a chiunque si riconosca nel manifesto dei valori del centrosinistra.

In che modo pensi di coinvolgere i tuoi coetanei nell’impegno sociale e politico. Hai già pensato a qualche strategia per stimolarli in tal senso?

Sono dell’idea che l’unica strategia superflua, sia quella di insistere con loro affinchè si avvicinino. I giovani hanno bisogno di esempi positivi da parte dei più grandi e non di sermoni che li spingano a fare qualcosa che non sentono proprio, riprendendo in parte una frase del grande Sandro Pertini. Quello che faremo sarà continuare con l’organizzazione di eventi che possano coinvolgere anche i più giovani. Di pari passo, lavoreremo sul trasformare l’immagine dei circoli, non più soltanto luogo di confronti politici tra iscritti ma punto di appoggio anche per eventi legati al mondo del volontariato. La tessera non rappresenterà solo più l’appartenenza ad un programma politico, che di certo rimane fondamentale e su cui è giusto concentrarsi ma soprattutto l’adesione ad un progetto che vede la partecipazione diretta delle persone. Un cammino di coinvolgimento, che proverà a rivolgersi a tutti: giovani e meno.

Quali sono gli obiettivi personali che tu intendi raggiungere per quanto riguarda l’attività politica? I miei obiettivi personali sono i classici di un ragazzo della mia età, soprattutto in un momento difficile come questo, dove cercare fortuna in un altro Paese sembra l’unica soluzione. Prima di tutto vorrei riuscire a costruire una mia autonomia sperando gli studi e gli approfondimenti che sto facendo mi permettano di trovare un’occupazione appassionante. Non so cosa riserverà il futuro, per il momento preferisco concentrarmi su queste cose dedicando parte del mio tempo libero all’attività su base volontaria di Segretario (Coordinatore di Circolo) della Sezione Nonese.

Concentrandoti su None e sui suoi problemi (ad esempio desertificazione industriale, ambiente, questione giovanile), cosa faresti per migliorare la situazione? Il bacino del Pinerolese ed in particolare None, hanno subito nell’ultimo decennio la Crisi economica in maniera netta con la chiusura di diversi poli industriali. è  evidente che rialzarsi dopo un colpo così aspro al cuore dell’occupazione della zona è tutt’altro che facile. Da quello che ho avuto modo di vedere, per uscire da questo vortice molte realtà della zona, stanno puntando su prodotti di alta qualità che creino del valore aggiunto puntando sul “Made in Italy”. è  questo il caso, ad esempio, dell’industria cioccolatiera. Chiave della ripresa è anche valorizzare le tante realtà sul territorio, portando a conoscenza i modelli virtuosi.

Gregorio Codispoti

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