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Terremoto

By   /  19 novembre 2017  /  No Comments

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  • Ciao Paolo, bentornato!
  • Ciao Mario. Purtroppo le vacanze sono finite, ero in Campania, a Procida.
  • Ah! – interviene Luca – E hai sentito il terremoto di Ischia?
  • Eccome, se l’ho sentito! Ma non così forte come là. Tanti turisti sono rientrati di corsa e molti stando dando disdetta. Ma noi ci siamo fermati. Sono posti stupendi e poi chi subisce i danni della Natura può essere aiutato a ripartire anche e soprattutto attraverso l’economia locale, che in quelle zone significa turismo. Pensa alla solidarietà scattata per acquistare Grana e Parmigiano o le fantastiche norcinerie.
  • Hai ragione Paolo, molti Italiani sono brave persone e si aiutano nelle difficoltà. Ma anche in questo terremoto, o forse più che in altri, sono venute a galla tante situazioni in cui i cittadini non fanno poi quella gran bella figura…
  • Che cosa intendi Luca? Parli di quelle case abusive che si sono sbriciolate? In fin dei conti è stata “solo” una scossa di magnitudo 4, non come quella di una anno fa in centro Italia, che ha raggiunto i 6 gradi della scala Richter. In altre parti del mondo non avrebbe causato danni. Una volta seppelliti i morti e finiti i discorsi dei politici e dei giornali, che citano cifre di edifici abusivi come se prima nessuno lo sapesse, tutto ricomincerà come sempre.
  • Cioè Paolo? La colpa è del Governo, che non è mai in grado di gestire una emergenza vera. E di fare applicare le leggi: si ricomincerà a costruire dove non si può e usando i materiali e le tecniche meno costose. Così furbizie e scorciatoie di imprenditori pronti a ridere per un nuovo terremoto, che sarà una fortuna per le loro tasche, ci ricadranno addosso in forma di macerie, di frane, di alluvioni…
  • No, Luca, la colpa in Italia non è sempre solo del Governo, di qualsiasi colore sia. Non è colpa del Governo se le case sono costruite con la sabbia: le leggi ci sarebbero, sono i cittadini a non rispettarle. Il nostro è un popolo ingegnoso, come dicevo prima anche generoso. Ma incapace di darsi delle regole e soprattutto di rispettarle, e di assumersi la responsabilità individuale dei propri atti. La colpa da noi è sempre di qualcun altro. Un popolo civile rispetta le regole perché è tenuto a farlo, perché sa che sono dettate dal buonsenso, non perché teme le sanzioni. Tanto prima o poi un nuovo condono metterà tutto a posto.
  • Giusto, Paolo. Hai sentito del sindaco di Licata? Quello che voleva fare applicare la legge e abbattere case costruite senza permesso, Dopo anni di minacce, ora la sua stessa giunta lo ha sconfessato. Uno che almeno ha provato a rispettare la legge. Se non altro, rientrato nell’anonimato vivrà più tranquillo. Pazzesco! Il fatto è, che dovremmo tutti cambiare mentalità. Invece ognuno di noi, nel suo piccolo…Un garage, una mansarda, tolgo un pilastro e allargo il salone: tanto chi vuoi che se ne accorga? Al limite aspetto il condono e mi metto a posto.
  • E poi una bella scossa o un’alluvione. Anche qui a None ne sappiamo qualcosa. Per fortuna almeno non abitiamo in una zona troppo sismica. L’Italia è un Paese bellissimo, ma da questo punto di vista è proprio disgraziato!
  • No, ragazzi, qui vi sbagliate. E i Giapponesi che cosa dovrebbero dire? E in California? Solo perché ci troviamo su una linea di confine di una zolla continentale e siamo pieni di faglie dovremmo smettere di costruire? Ma allora lo splendore delle opere d’arte che vengono a vedere da tutto il mondo? E’ un dato di fatto che molti ponti romani reggono alle alluvioni e che i costruttori delle cattedrali forse tenevano conto più dei nostri imprenditori della deriva dei continenti…
  • Ma sentite il nostro Mario: un vero esperto di geologia e geografia!
  • E allora? Sono sempre state la mia passione. D’altra parte se Matteo, il proprietario del Cult Café è un appassionato di storia, io potrò esserlo di geografia, no?
  • Giusto, Mario. Bella fortuna nel nostro paese: come nella migliore tradizione risorgimentale, nei caffè si discute di tutto e si costruisce l’Italia.
  • Certo, ragazzi, ma intanto domani devo tornare in ufficio. E con la crisi, non vorrei che anche lì arrivasse qualche terremoto….
  • Allora buon lavoro Paolo. E anche a te, Luca. E quando volete riparlarne, mi trovate qui. Insieme al mio fantastico espresso e ai miei aperitivi speciali!
  • Certo, Mario! Alla prossima.

Marco Gambella

 

 

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