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“La carrozza delle 20 e 36.” Intervista a Valeria D’Amico e Simone Repele

By   /  19 novembre 2017  /  No Comments

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La danza è arte, passione, un mezzo di comunicazione creativo con le sue sfumature, un concentrato di emozioni sia per chi la pratica che il pubblico, entrambi ricoprono un ruolo fondamentale. Sfumature, esistono varie tipologie di danza, infinita, ognuno la interpreta come desidera a seconda di ciò che gli viene trasmesso. Anche gli insegnati ricoprono un ruolo fondamentale, passione e professionalità, in abbinamento al talento ed alla perseveranza, hanno permesso a “Il Mondo a passo di danza”, di creare veri e propri talenti, oggi anche all’estero, tra cui spiccano i nomi di Simone Repele, Gabriele Aime e Selene Martello, proiettati verso un futuro da professionisti, un orgoglio per Nadia Dini e Raffaella Ravetti. Le Nostre insegnanti hanno sempre trasmesso che la disciplina e l’impegno, sono nozioni fondamentali, utili, dentro e fuori la scuola, ma soprattutto che solo grazie al sacrificio è possibile raggiungere i propri obbiettivi, indipendentemente dal risultato, l’importante è averci provato, senza alcun rimpianto. In occasione della replica de “la carrozza delle 20 e 36”, saggio di fine anno della nota scuola nonese, abbiamo incontrato Valeria D’Amico, insegnante presso il Mondo a passo di danza, la quale ha seguito le orme della madre, Nadia Dini, e Simone Repele, una delle quattro stelle nate artisticamente a None. Valeria, quanto ha influito su di te l’esempio di tua madre?Mi ha trasmesso l’umiltà e la costanza, dentro e fuori la danza, ma devo molto anche a Raffaella che conosco dall’età di 4 anni.” La tua passione è nata direttamente con te… “La passione per il teatro mi ha affascinato fin da piccola, intorno ai 13 anni ho aspirato a quella che oggi è la mia professione di danzatrice, un passione che mi ha sempre trasmesso libertà. Un desiderio ed una aspirazione nate grazie a Nadia e Raffaella. Quale ruolo ricopri ne “Il mondo a passo di danza”? “Insegno danza contemporanea/moderna ad un gruppo di ragazze di 13 anni. E’ stato sorprendente assistere al loro entusiasmo, nato ad inizio corso ed evoluto durante l’anno fino al saggio, non si è mai spento.” Che esperienze hai avuto all’estero? “Sono stata a Rotterdam, mi sono laureata presso la Codarts, accademia per la danza contemporanea, sono rimasta in Olanda un anno a lavorare come danzatrice e poi sono ritornata in Italia per proseguire gli studi, dove continuo a svolgere il mio ruolo di ballerina ed insegnante. All’estero ho lavorato per  Piet Rogie, Destite Danst, Roberto Zappalà, Daniele Ninarello.”Cosa trasmetti ai tuoi allievi? “Il mio entusiasmo per una disciplina attraverso la quale sono cresciuta ed il rispetto per il proprio corpo che rappresenta il veicolo della danza stessa. Cerco di trasmettere che non esiste distinzione tra danza ed ambiente esterno, essa rappresenta la filosofia applicata entro le leggi della fisica del corpo.” Simone, quanto ha influito il Mondo a Passo di danza nella tua carriera artistica? “Questa accademia mi ha fornito le prime basi e la conoscenza della danza, il valore aggiunto delle mie insegnanti è stato quello di offrirmi la possibilità di esprimermi senza alcun vincolo e critiche, un atteggiamento che ha premesso di velocizzare la mia crescita. Sono sempre stato affascinato dalla metodologia di insegnamento della danza moderna da parte di Raffaella ma anche da quella classica di Nadia, un ramo che non conoscevo.“ Cosa ti hanno trasmesso Nadia e Raffaella? “Hanno permesso al mio lato artistico di crescere ed evolversi grazie alla libertà di esprimermi che mi hanno concesso.” Raccontaci la tua esperienza all’estero. “Ho intrapreso la mia formazione accademica all’Accademia del balletto di Amburgo in Germania, mi sono diplomato dopo tre anni come ballerino classico, ho fatto parte per un anno della compagnia olandese introdans e per concludere, sono stato preso a Ginevra al balletto dell’opera. Oggi sono 3 anni che faccio parte della compagnia, ballando le coreografie più importanti nell’ambito mondiale.” Quali sono i tuoi obbiettivi? “Proseguire la mia carriera artistica, ho 23 anni ma ancora molto da imparare e fare. Amo la coreografia, avrei piacere in futuro di entrare nel mondo coreografico e diventare Direttore Coreografico della mia compagnia, mi ha affascinato la direzione e l’idea di coreografare per un gruppo di ballerini. Amo l’Italia, nonostante purtroppo, manchino servizi completi, ma in futuro non escludo l’idea di tornare a Torino e riaprire la Compagnia del Reggio, sarebbe il mio sogno”

Luca Dragotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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