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“Del giornale non me ne importa … una stramaledetta cippa!”

By   /  19 novembre 2017  /  No Comments

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Uno dei nostri abbonati, sollecitato al pagamento per il rinnovo, ha risposto che “… del giornale non gliene importa una cippa!”. Naturalmente io utilizzo un’espressione un tantino più edulcorata. L’originale era piuttosto greve. Pur avendo egli tutto il diritto di respingere al mittente questo materiale cartaceo, lo inviterei la prossima volta a farlo in maniera meno piccata e grossolana. È stato abbonato per parecchi anni, con lui ho anche avuto rapporti di familiarità. Non posso tuttavia far passare sotto silenzio tale spregio che mi infastidisce e amareggia oltremodo. E provo a spiegare perché. Il giornale, questo giornale, ha una storia meritevole in un contesto come il nostro: una preziosa storia ormai trentennale. Grazie all’iniziativa di giovani intellettuali e operai che negli anni ottanta lo fondarono. Si trattava di esponenti della classe operaia che sapevano leggere libri e diffondere idee attraverso l’ordito della scrittura.

Al giorno d’oggi, la redazione, oltre che su qualche firma storica, può contare su una squadra di giovani, entusiasti e appassionati, che sanno guardarsi intorno con vorace curiosità e catturare gli umori circostanti. Certo Il Mondo di None non è il New York Times o Le Figaro, ma possiede una sua autorevolezza: ha la pretesa di raccontare storie – non verità inossidabili, ma nemmeno fake news – e sviluppare idee. Questo decoroso – insisto – prodotto culturale che è Il Mondo di None (scusate la presunzione!) nasce, prima dalla grinta e dall’inventiva dei collaboratori, grazie anche al supporto del tessuto frizzante del territorio nel quale respira, poi dall’attenzione, rivolta non soltanto all’interno, ma anche al di fuori delle mura cittadine. L’obiettivo primario è quello di essere uno stimolo utile per descrivere, analizzare ed interpretare quello che avviene intorno a noi. Per quanto ci riguarda, cerchiamo di farlo al meglio, soprattutto con onestà intellettuale. Abbiamo sicuramente concorrenti agguerriti: facebook e similari, che nelle loro varie articolazioni, il più delle volte si presentano come fiumi di parole approssimative, di giudizi logicamente sgrammaticati verso questo o quell’argomento. Noi non disdegniamo questi nuovi strumenti (appartengono all’oggi con la loro pancesca immediatezza), ma preferiamo tuttavia forme di pensiero più meditate, che si esprimono attraverso un’elaborazione più lenta e faticosa. Non apparteniamo certo alla categoria degli haters (odiatori) che sbandierano banali volgarità e sconci insulti su facebook; abbiamo rispetto di tutti e nello stesso tempo esigiamo lo stesso riguardo. Per questo al gentile abbonato, che ha mandato a stendere la signora che lo invitava a rinnovare l’abbonamento al giornale, rispondiamo con una schietta e divertita risata.

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