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“Aiutaci tu, mamma chitarra!” – Intervista a Cesare Micanti

By   /  19 novembre 2017  /  No Comments

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Cari amici e amiche de “Il Mondo di None”, come state?

I primi caldi di questa stagione cominciano a rendere più piacevoli le giornate vero? Però, come ben sapete, per sopportare meglio le alte temperature bisogna bere molta acqua e non uscire nelle ore più calde della giornata.

Quindi se volete passare nel migliore dei modi il vostro tempo tra le mura di casa, vi consiglio di leggere questa intervista ad un personaggio nonese, un grande amico, nonché ottimo professionista che da qualche anno gravita sulle frequenze radiofoniche.

Non avete ancora capito di chi sto parlando?

Ecco a voi Cesare Micanti, voce e volto di RadioReporter97.it.

Buona lettura.

 

“Ciao Cesare e grazie per aver accettato l’intervista. Racconta ai nostri lettori che ancora non ti conoscono, chi è Cesare Micanti?”

 

“Ciao Claudio, grazie innanzitutto per questa opportunità, dunque sono nato l’11 gennaio 1980, era un venerdì…forse così è troppo vero?

Allora posso dirti che sono nato e ho sempre vissuto a None, che fin da ragazzino ho bazzicato nelle associazioni del paese e che ho cercato sempre di far divertire le persone intorno a me…e senza mai indossare il naso rosso! (ride N.d.A.).”

 

“Da qualche tempo sei entrato a far parte della squadra di RadioReporter97.it, com’è iniziata questa tua avventura?”

 

“Tutto è iniziato per scherzo, da un paio d’anni trasmettevo in web radio, la mia prima fu Radio HT Space space ( non smetterò mai di ringraziare il grande Fabio Bonanno che per primo ha creduto in me), poi il passaggio a Carma Radio di Carmagnola infine il grande passo a Vida Network una web radio/tv.

Un giorno il mio grande amico Salvo Buono doveva partecipare ad un’intervista a Radioreporter e mi portò con sé.

Gli studi, il profumo di radio, insomma…fu amore a primo ascolto.

Sono piaciuto fin da subito al mitico direttore Jacopo Pastorino e da li una grande evoluzione fino ad oggi dove conduco un mio spazio con un format da me ideato che si chiama “Diamo voce alla tua voce”, dove io e la mia collega Claudia Bava intervistiamo emergenti della musica e non.”

 

“Cosa vuol dire per te lavorare all’interno di una radio che ha un ottimo seguito di pubblico?”

 

“Sicuramente è stimolante, ti invoglia a fare sempre meglio, ricevere feedback positivi ogni volta mi entusiasma.

Le esterne, la gente che inizia a fermarmi per fare foto con me è una cosa emozionante, vuol dire che stai facendo bene e che fai bene alle persone, le fai divertire, svagare.”

 

“Ci sono degli episodi che ricordi con piacere, relativi a qualche tua intervista con personaggi del mondo dello spettacolo?”

 

“Il personaggio che ricordo con più affetto è sicuramente Francesco Gabbani.

L’anno scorso partecipò come giovane proposta (sono giovane anch’io visto che ho solo un anno in più), il giorno prima di esibirsi venne nel nostro camper per l’intervista e sentendo la canzone gli dissi che secondo me aveva buone possibilità di vittoria (il brano era AMEN).

Il caso volle che vinse sul serio.

Il sabato sera ero con i miei collaboratori a cena in un ristorante, ad un tratto entrò Francesco con tutto il suo entourage, li per li mi salutò e via; durante la serata venne da me, mi abbracciò ringraziandomi per la previsione dei giorni prima. Siamo ancora amici adesso e ogni tanto ci sentiamo.”

 

“Quali consigli puoi dare ai ragazzi che vogliono intraprendere la tua strada?”

 

“Sicuramente provarci, inviare demo, contattare web radio e poi frequentare un corso da speaker se è veramente la strada che vogliono intraprendere. Per fortuna lo speaker non ha età, può essere fatto dai 15 ai 99 anni.”

 

“La musica è una parte fondamentale della tua vita. Che rapporto hai con essa?”

 

“Amo la musica, la adoro, vivo per lei, ogni istante della mia vita è caratterizzato da essa.

Non c’è momento della giornata che non mi fermi ad ascoltare qualcosa, nuovo o vecchio che sia.

Suono la chitarra e forse tu Claudio ricordi qualcosa, cari amici lettori dovete sapere che io e lui abbiamo suonato insieme in un gruppo ai tempi che furono, insieme a Francesco ed Elisa.

Facevamo cover dei Nomadi, poi siamo passati ai Litfiba…suonavi la batteria vero Cla? (ride N.d.A.).

In un secondo tempo ho fondato un gruppo con altri amici Fabio, Salvatore e Marco, facevamo cover di Ligabue, pensa che siamo finiti addirittura sull’inserto settimanale de “La Stampa”, “Torino Sette”.”

 

“Stila una playlist dei tuoi 5 pezzi preferiti con le relative motivazioni.”

 

“Ah…pensa che questa è solitamente una domanda che faccio ai miei ospiti.

Io sono un amante del rock, lo adoro, trovarne 5 però è dura.

Sicuramente sono legato però a pezzi anche meno rock tipo “Un pugno di Sabbia” dei Nomadi, proprio perché mi fa tornare indietro ai tempi in cui si suonava assieme, “Ho messo via” di Ligabue ha caratterizzato parte della mia vita, “Ho imparato a sognare” dei Negrita  ha una parte del testo che mi commuove ogni volta “tra una botta che prendo e una botta che do, tra un amico che perdo e un amico che avrò”.

“Wind of change” degli Scorpions perché suscita in me una continua voglia di cambiare e di cercare sempre cose positive in tutto.

Infine “Eye of the tiger” dei Survivor, una sera durante una puntata la dedicai ad un piccolo amico che doveva subire un intervento agli occhi molto delicato, per fortuna andò molto bene.”

 

“Cosa ti aspetti dal futuro? Nuovi progetti all’orizzonte?”

 

“Il futuro mi riserva grandi sorprese, in cantiere ci sono molte novità e tanta tecnologia, non posso dirvi che trasmetteremo da Marte ma ci proveremo sicuramente. (ride N.d.A.).

Continueremo anche il prossimo anno con un progetto scuola lavoro con il liceo dell’istituto sociale di Torino dove faremo corsi da speaker che a me piace definire corsi del saper parlare, del sapersi esprimere, saper rispettare dei tempi precisi del parlato anche nella vita di tutti giorni è fondamentale.”

 

“Carta bianca per chiudere questa chiacchierata”

 

“Addirittura carta bianca?!

Allora ti faccio il discorso che ho fatto ad un ragazzo a cui ho fatto il corso di speaker, il giorno che riuscirai a trasmettere all’ascoltatore la tua passione, la tua gioia nel fare lo speaker non vorrà dire che sei arrivato, non si arriva mai, c’è sempre da imparare…ma sicuramente farai meglio il tuo lavoro e dall’altra parte avrai guadagnato stima ed ammirazione.

Il verbo trasmettere in radio, la trasmissione radiofonica per me è questo…TRASMETTERE le proprie emozioni tramite il microfono e far stare bene l’ascoltatore almeno nel momento in cui ti ascolta…grazie Claudio e grazie a voi amici e amiche de “Il Mondo di None”.”

 

Claudio Clay Mangolini

 

 

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  • Published: 4 settimane ago on 19 novembre 2017
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  • Last Modified: novembre 19, 2017 @ 11:48 pm
  • Filed Under: Musica

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