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In ricordo di Domenico Bastino

By   /  16 maggio 2017  /  No Comments

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Caro Domenico,

 

ricordo con commozione, ammirazione e riconoscenza il tuo volerti allontanare dagli ambienti del conservatorismo cattolico per passare dalla parte dei ceti popolari ed a fianco del PCI. Devo riconoscere che questo tua scelta costitui’ la svolta negli equilibri culturali e politici di None.

Abbiamo vissuto momenti entusiasmanti insieme nell’amministrazione comunale, quando una sensibilita’ nuova riusci’ ad affermarsi dando cittadinanza a gruppi sociali emarginati: penso ai meridionali rimasti ai margini del mondo nonese. Non dobbiamo dimenticare che grazie alla nostra amministrazione i meridionali acquisirono rilievo politico sociale, e senza il loro appoggio tu non avresti fatto il Sindaco ed io l’assessore. Nacque in simile contesto l’esperienza di “Solidarieta’ e Progresso” che valorizzava la parte migliore del mondo laico, di quello socialcomunista e di quello cattolico (al quale tu appartenevi). Restai perplesso, anzi direi ferocemente contrario all’allargamento della maggioranza alla D.C. , perchè vedevo in quel partito il cavallo di Troia che ti avrebbe scalzato, come infatti accadde, con la, per fortuna breve, esperienza del Dr. Caballini sindaco.

Dopo quella esperienza, ti presentasti candidato sindaco per il tuo secondo mandato ed ottenesti un voto plebiscitario (quasi il 60 %) a conferma che la lista “Solidarietà e Progresso” si era consolidata in un efficace blocco politico sociale. In tale tornata elettorale su tua indicazione fu nominata vice sindaco M.Luisa Simeone, la quale nelle elezioni amministrative seguenti (sempre su tua proposta ed accettata dall’intera lista) fu candidata sindaco.

Sin dall’inizio M.Luisa fu accolta con avversione da coloro che avevano guidato precedentemente il Comune, quasi il suo operato fosse un reato di lesa maestà: parliamoci chiaro chi ha esaurito il proprio ciclo politico, come e’ capitato a noi due, non deve pretendere nulla dagli altri; se siamo interpellati forniamo il nostro parere ed i nostri consigli, altrimenti dobbiamo avere il coraggio o l’umiltà di metterci da parte ed evitare di essere invadenti o pretendere di ritornare ad essere protagonisti. E’ assurdo considerarci sempre e comunque dei protagonisti della scena perchè i primi attori sono destinati, negli anni e negli avvicendamenti politico-sociali, a cambiare, è il naturale meccanismo che permette l’espressione delle molteplici verità in un civile confronto, ognuno con le proprie idee. Preferisco avere molte verità (alla faccia di Ratzinger) ,che tutti possano discuterne con i loro, pur limitati, strumenti.

Poi, in tempi recenti succede il patatrac. In occasione delle ultime elezioni amministrative mi ritrovo la lista di Solidarietà e Progresso ed una tua lista che ha l’intento di rompere il blocco politico-sociale che , in altri tempi, avevamo creato. Non capisco questa scelta: rinnovamento, cambio generazionale?. La scelta di non proseguire sulla stessa strada, impegnandosi magari ad evolverla, potrebbe tuttavia, in questi tempi politici molto confusi rappresentare un possibile rischio di apertura verso quei pensatori isolati, orientati sempre di più alla ricerca di un nuovo rivoluzionarismo di maniera portato avanti   da un qualche soggetto che potrebbe presentarsi a governare in modo fanfaronesco (vedi M5S). Un esempio del clima attuale è senz’altro rappresentato dalla critica estemporanea all’inadeguatezza del nuovo sindaco Garrone perche’ “capetto Fiat”. Forse è bene ricordare che Luciano Lama nel ’77 al Palasport di Torino urlava “anche i capi sono dei lavoratori”, e che il caro Annibale Mazzoni era contemporaneamente capo reparto e delegato sindacale alla OSI dove lavorava, nonché segretario della sezione comunista nonese. Questi cittadini avevano ed hanno sicuramente diritto ad essere parte attiva, partecipe della società civile.

 

Caro Domenico, questa lettera voleva essere un ricordo di quanto avevi ed avevamo fatto e vissuto insieme, ma ci sono troppe cose, persone e vicissitudini, quindi ho deciso di esprimere pensieri in libertà. Il piccolo spaccato dei miei ricordi,   qui raccontato, ha interessato la nostra esperienza politica perchè è stata una avventura irripetibile, che ci ha visti uniti , condividendo un progetto,   con il profondo rispetto reciproco e soprattutto con grande onestà intellettuale.

Noi eravamo come fratelli, la nostra regola era dirci tutto, a viso aperto , soprattutto quando avevamo visioni differenti. Se devo proprio dirti tutto devo confessarti che la tua dipartita, per me penosissima, mi ha aiutato ad avere dimestichezza con la morte , non quella altrui, ma la mia. Lo so, è un argomento che ho tirato in ballo in altre occasioni, ma tu sai che è un tema che sento molto. Mi piacerebbe reincontrarti, la tua religione lo prevede, io non ci credo e non ci spero molto. Comunque e’ stato bello conoscerti, discutere, litigare , lottare insieme; non mi resta che abbracciarti forte forte. Ciao Domenico. Ciao amico mio. Grazie ancora.

Nello

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  • Published: 7 mesi ago on 16 maggio 2017
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  • Last Modified: maggio 16, 2017 @ 11:58 am
  • Filed Under: Politica

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