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AmbientiAMOci

By   /  16 maggio 2017  /  No Comments

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Vintage. E’ questo il termine per indicare un oggetto recante uno stile che recupera od imita modelli di epoche passate, assumendo in questo modo un carattere di esclusività. Questa volta, però, invece di far riferimento ad un gianduiotto (caro ai Nonesi per via della tradizione cioccolatiera), oppure ad un mito tutto italiano come la Fiat 500, questo concetto si può estendere anche ai blocchi del traffico causati dall’inquinamento atmosferico. Il problema delle polveri sottili, di cui si è parlato già nello scorso numero, sta assumendo sempre più rilevanza. A testimoniarlo sono le numerose ordinanze emesse dal Consiglio comunale del capoluogo piemontese. Quanti ricordano le giornate di blocco totale del traffico in piena crisi petrolifera, con le biciclette che invadevano le vie del centro cittadino? Qualcosa di simile sta accadendo di nuovo oggi, poiché queste giornate ecologiche possono forse essere ricordate più per le multe contestate che per la moltitudine di biciclette in giro per la città. Ma perché si parla di multe contestabili? L’ordinanza del Comune di Torino fa riferimento ai bollettini Arpa sulle concentrazioni di PM10 che vengono emessi giornalmente, con un ritardo nell’aggiornamento durante il weekend. E proprio il caso ha voluto che nel primo weekend di Febbraio, complici anche le condizioni metereologiche, il livello delle polveri sottili si sia drasticamente abbassato, mentre a causa del ritardo di comunicazione il provvedimento è stato revocato non prima della Domenica pomeriggio. A questo punto le sanzioni possono essere di fatto contestabili. Ma la battaglia alle polveri sottili non finisce qui. Con un post sui social network, la prima cittadina di Torino ha invitato i Piemontesi ad un utilizzo responsabile dell’auto, invitando a ridurne l’utilizzo per gli spostamenti brevi. L’apprezzabile appello ad un cambio di mentalità ed all’assunzione di maggiore senso di responsabilità, cozza però con la politica che troppe volte vive di annunci e non dà il buon esempio. Non è infatti un segreto che il vicesindaco Montanari sia stato sorpreso a bordo della sua auto blu (tanto odiata quanto amata) mentre era in sosta in un parcheggio riservato ai disabili. Bisogna prendere atto che, se la situazione deve cambiare, i primi a dover dare l’esempio sono proprio gli amministratori locali, punto di riferimento per i cittadini. Mettere al bando i veicoli più datati riservando particolare attenzione a quelli alimentati a gasolio (categoria euro 4 e precedenti, senza neppure distinguere i veicoli dotati di filtro antiparticolato FAP), da sola non può rappresentare una soluzione al problema. Drammatico sarebbe se queste misure ottenessero come risultato il mettere in luce uno squilibrio sociale tra chi, forte di un benessere economico, può permettersi un veicolo nuovo e chi no. Lo squilibrio potrà risultare ancora più evidente se alcune misure vengono tralasciate. E’ riduttivo infatti pensare di poter risolvere il problema rimandando gli interventi volti al miglioramento della viabilità ed al contenimento delle emissioni, come ad esempio il potenziamento del trasporto pubblico locale, il rilancio del car sharing comunale e i progetti di “onda verde” nelle arterie più trafficate della città. Fortunatamente l’aria a None, come riportano i dati forniti dall’Arpa, relativi alla presenza delle polveri sottili, risulta migliore rispetto al capoluogo di Regione. Mediamente la concentrazione di PM10 è riportata tra i 35 ed i 50 μg/m3, con dei picchi di concentrazione nei giorni meno piovosi compresi tra i 50 ed i 100 μg/m3. Questo, però, non significa che non si debba prestare attenzione all’utilizzo dell’auto. Effettuare la giusta manutenzione, controllando spesso la pressione dei pneumatici, favorisce minori consumi di carburante con un notevole guadagno per il portafogli e l’ambiente.

Alessandro Cattelan

 

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  • Published: 8 mesi ago on 16 maggio 2017
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  • Last Modified: maggio 16, 2017 @ 10:36 am
  • Filed Under: Ambiente

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