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Si parla di musica…Musica Insieme

By   /  16 maggio 2017  /  No Comments

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Con Gian Michele Scotta proviamo a tracciare una sintetica storia dell’Associazione Musica Insieme.

È stata fondata nel 1993 da Cristina Scarca, insegnante di Educazione Musicale alla scuola media A. Gobetti, con la collaborazione del collega Franco Scaglia e Rita Mineo insegnante alla scuola media di Piossasco e con il determinante sostegno dell’Amministrazione Comunale nelle persone dell’allora Sindaco Domenico Bastino e dell’Assessore Giovanni Garabello.

Com’è nata Musica Insieme? È nata dalla passione di Cristina: molti ragazzi avevano il desiderio di imparare a suonare uno strumento oltre il solito flauto dolce. Pochi allievi all’inizio, come insegnanti lei, un violinista e un violoncellista, tutti maestri qualificati. Anno dopo anno però il numero degli allievi andava aumentando arrivando ad avere pìù di 50 allievi. Come sede l’Amministrazione aveva concesso l’utilizzo di alcune aule della scuola Elementare Don Paolo Albera; i locali erano un po’ improvvisati, c’era il pianoforte in un’aula, una batteria nell’altra, per i violini e i violoncelli non era un problema, gli allievi lo portavano da casa. Alcuni anni dopo, con la scomparsa della figura del custode, la sede si trasferiva in questa sede che era l’alloggio del custode e che la scuola aveva adibito parte ad aula insegnanti e parte a magazzino e archivio. Quando la biblioteca civica si trasferì dalla scuola all’attuale sede, i locali furono concessi, grazie al contributo del Vice Sindaco Stefano Rizzo e del Sindaco Maria Luisa Simeone insieme alla paziente mediazione di Giovanni Garabello, alla nostra Associazione. Con il nuovo direttivo abbiamo deciso di programmare la sistemazione dei locali e, con la nuova riorganizzazione, dal 2013 le attività sono andate aumentando e anche il numero degli allievi è andato via via ad incrementarsi arrivando al numero di 116

Tutti di None? No, oggi arrivano da Candiolo, Castagnole, Airasca, Volvera, Lombriasco, il bacino d’utenza si è allargato. Lo scorso anno, siamo stati tra i partner del Progetto “Studiamocela Insieme” finanziato dalla Compagnia San Paolo che per “Musica Insieme” prevedeva il compito di formare due cori attraverso la selezione dalle due scuole, media ed elementare, di allievi che fuori dall’orario scolastico erano seguiti da uno dei nostri Maestri, cori composti da circa trenta allievi ciascuno. Quest’anno stiamo ripetendo la fortunata esperienza, aggiungendo un terzo gruppo: il coro dei genitori. Gli allievi sono seguiti da nove insegnanti altamente qualificati. Gli strumenti più richiesti sono il pianoforte, la chitarra, la batteria e il violino e a fine settimana vengono accolti una decina di bimbetti che muovono i primi passi nella musica con una lezione collettiva sulla “Ritmica di Base”. Abbiamo poche richieste sugli strumenti a fiato che sono seguiti soprattutto dalla Banda Filarmonica che negli ultimi anni ha aperto molto al settore giovanile e questo non può che farci piacere! Quello che è importante è che i giovani che amano la musica siano accompagnati e incoraggiati.

I rapporti con la Filarmonica, che ha una storia bicentenaria, come sono? Dico che ci accomuna l’amore per la musica, con metodi e obiettivi diversi, forse ci si rapporta ancora poco e questo a volte crea una sensazione di imbarazzo, ma ultimamente sia da una parte che dall’altra si sta instaurando attraverso il dialogo e il rispetto reciproco un bel rapporto. Ricordo con piacere che in occasione del bicentenario della Filarmonica abbiamo invitato la Banda Giovanile a partecipare alla terza edizione del “Concerto d’Inverno” consegnando al giovane direttore Diego Bruno una targa in ricordo della serata, così come ricordo con piacere gli inviti dell’ex Presidente Michele Merlino a tutte le manifestazioni da loro organizzate, sono questi momenti significativi che evidenziano il comune amore per la musica e per le nuove generazioni che hanno bisogno del sostegno di chi li ha preceduti. Da questi presupposti può nascere una proficua collaborazione tra le due realtà. Volevo però portare a conoscenza di alcune realtà nate recentemente nella nostra scuola di musica, prima fra tutte il coro giovanile “Le Piccole Note”, diretti dalla Maestra Loreta Pinna (già direttore del coro giovanile “Le Voci in Note” di Torino), il coro delle nostre bravissime ragazze si è già distinto in diverse occasioni e lo scorso anno ha vissuto un’esperienza magnifica: il gruppo insieme ai cori scolastici del nostro Comprensorio è andato a Napoli alla manifestazione intitolata “La Piazza InCantata”, facendo così parte di un coro formato da 13.000 persone provenienti dalle scuole di molte regioni italiane. La manifestazione patrocinata e finanziata dalla Regione Campania, è stata per i ragazzi un’esperienza indimenticabile! La seconda realtà che è stata inaugurata è il coro polifonico per voci adulte “None Voices Emsemble” diretto da Davide Caltabiano, un giovanissimo direttore che sta appassionando tutto il gruppo!

Anche a Torino viene organizzata ogni anno una rassegna di cori. Sì, siamo già andati in diversi posti: al Valentino per la rassegna natalizia, ma anche all’accensione dell’albero di Natale nel 2015 e alla “Turin Marathon Choral” Sono esperienze per me nuove, però mi affido alla capacità e alla professionalità dei maestri. È bello vedere questi insegnanti pieni di passione e di un contagioso entusiasmo. Per esempio l’insegnante di chitarra che insegna al lunedì (Mattia Bena), faceva parte del gruppo “Jamin-a” di Stefano Corongiu, che si esibiva sul repertorio di Fabrizio De André, era difficile vedere un teatro vuoto in occasione di una delle loro esibizioni. Con loro abbiamo organizzato una serata nella seconda edizione del “Concerto d’Inverno”, presso la sala del cinema-teatro Eden di None riempendo la sala con un grande successo di pubblico. Il programma didattico prevede anche che gli allievi siano partecipi a serate di ascolto musicale e per questo periodicamente organizziamo eventi musicali anche di alto livello come il Concerto di Natale 2015 con il coro “VOX VIVA” diretto dal M° Dario Piumatti, in un altro concerto corale è intervenuto il “Coro da Camera” di Torino diretto dal M° Dario Tabbia.

Solitamente chiedo qualche accenno biografico. Tu sei di None? Io sono qua da trent’anni, non sono nonese: sono nato a Murello, un piccolo paese in provincia di Cuneo, nelle campagne intorno a Racconigi. Sono arrivato nel 1984, avevamo comprato un pezzo di terreno e costruito la casa. L’Indesit era già in crisi.

Quando sei entrato in Musica Insieme? Io sono entrato nel 2010, il Presidente era ancora Cristina Scarca. Poi sono subentrato io, che dal punto di vista musicale sono un po’ arrugginito; ho ripreso a studiare la tromba, che suonavo molti anni fa. Dal 2012 c’è stata una riorganizzazione che ha visto anche un ricambio degli insegnanti, e un nuovo direttivo del quale fa parte l’amico Giovanni Garabello e la Segretaria Nadia Cusimano

Solitamente, a questo punto, parliamo di giovani. I giovani Nonesi, che rapporto hanno con la musica? Intendo dire se la musica serve ad insegnare loro a stare insieme. Sì, certo, la musica può educare a stare insieme. I ragazzi imparano che ognuno ha la propria voce, ma mettendosi insieme possiamo formare un coro. È complicato, perché facilmente si abituano a fare (o a pensare di fare) le cose da soli. Io non potrei pensare di vivere senza occuparmi dei problemi giovanili, non si può non voler bene a questo mondo che in qualche modo viene molte volte emarginato; non mi occupo soltanto dei giovani che frequentano “Musica Insieme”, ma anche un po’dell’oratorio. Quest’anno la Parrocchia di None ha acquisito la gestione di una casa alpina di Usseglio, che, insieme ad altri collaboratori dovremo gestire, collaborerò volentieri, perché si tratta di dare delle opportunità di crescita verso i giovani. Purtroppo la nostra società (potremo dire il mondo degli adulti) ci ha messo a disposizione tutta una serie di prodotti consumistici di alta tecnologia senza dare un’educazione adeguata verso gli utilizzatori che risultano essere soprattutto i giovani i quali rinunciano così alla vita dell’insieme preferendo il virtuale al reale. Quello che avviene qui, nella scuola di musica, insegna che per suonare uno strumento o cantare in un coro non devi affidarti alla tecnologia, ma devi confidare sulle tue capacità, sulla volontà di crescere imparando con umiltà, costanza e pazienza. Le lezioni sono individuali, ma l’obiettivo è formare dei gruppi. A gennaio siamo stati in biblioteca, dove gli insegnanti hanno mostrato ai ragazzi in che modo si forma un gruppo. Abbiamo puntato sull’esperienza della musica attraverso un tema sulle sigle dei cartoni animati, un bel momento per mostrare ai ragazzi come realizzare qualcosa di bello da vedere ed ascoltare. E a loro è piaciuto, nessuno di loro guardava il cellulare. È fondamentale che capiscano che con lo stare insieme si cresce tre volte tanto, che se sogni da solo rimani lì, ma in due il sogno puoi realizzarlo. Imparano a fare gruppo, a stare insieme, a parlarsi. Alla loro età non possiamo pretendere che facciano gli stessi discorsi degli adulti.

Diceva Ravel che la musica deve per prima cosa creare emozione. Senti questo nei ragazzi, quando vengono qui, oppure è tutto soltanto tecnica? All’inizio, certo, è solo tecnica, infatti andrebbero via tutti. All’inizio faticano con la tastiera disegnata per imparare dove e come mettere le dita, anche con la chitarra bisogna disegnare i puntini per imparare la diteggiatura. Tutti dicono “Ma qua non imparo niente”. In realtà, quando cominciano a fare il primo pezzo, hanno paura di arrivare impreparati. Ad alcuni genitori succede di lamentarsi per l’assenza di un insegnante, perché il figlio, a casa ce la mette tutta per fare bella figura con lui. Ma così non va bene, perché devi provare per te stesso. L’insegnante si rende conto subito se tu hai provato soltanto per cinque minuti o se l’hai fatto tutti i giorni. Questo è un discorso educativo che va fatto in due direzioni: verso i ragazzi, ma anche verso le famiglie. Noi cominciamo già con la ritmica di base, abbiamo un gruppo di una decina di bambini dai 4 ai 6 anni, che in sostanza giocano con gli strumenti, prendono confidenza. Dopo due anni, hanno già ben presente lo strumento che intendono scegliere, e non scelgono tutti lo stesso, magari perché l’ha scelto l’amico. No, chi sceglie la chitarra, chi il violino, chi il pianoforte, chi la batteria. Hanno già un’idea della musica che vogliono approfondire e dello strumento cui vogliono dedicarsi.

Quanti strumenti vengono insegnati, qua? Attualmente batteria, chitarra in tutte le sue versioni (acustica, classica, elettrica basso), pianoforte, violino, flauto traverso. E poi abbiamo i cori.

Quindi, dicevamo, ci sono ragazzi che hanno più costanza nell’esercizio e altri che si dimostrano più distratti? Ah, sicuro! Abbiamo ragazzi che vengono accompagnati dai genitori, e molti altri che non ne hanno bisogno, vengono qua perché appassionati. Ne abbiamo diversi che proseguono la loro strada al Conservatorio, e questo per noi è il massimo, perché quando dicono da dove vengono, si sentono rispondere “Ah, Musica Insieme di None, sì, abbiamo già avuto molti allievi provenienti da quella Associazione!” Capisci che fa piacere, il merito va ai nostri insegnanti.

Mi riferivo all’importanza di educare i ragazzi alla perseveranza nell’esercizio quotidiano e costante. Non tutti i ragazzi sono portati a farlo. Non tutti, ma molti. Per esempio sul pianoforte non mi aspettavo di vedere dei ragazzi fare tali progressi. Il nostro dirigente scolastico era un pianista, un giorno si è stupito venendo a sapere che quello che sentiva suonare, passando per strada, non fosse un insegnante, tanto era bravo, ma un allievo. Sono soprattutto le ragazze, le migliori. Ma c’è anche un ragazzino che, nell’attesa della sua lezione, si mette al piano che abbiamo qua fuori e si esercita. Poi, quando si mette il “vestito” del ragazzino, è agitato come gli altri, ma seduto lì si trasforma. Questi ci sono, e anche i ragazzi che li imitano, per cui diventano anche di esempio. Abbiamo esempi di ragazzi che studiano violino: entrano la prima volta a lezione e speri che sia anche l’ultima (ride) tanto era la frenesia e l’agitazione, poi, con l’aiuto dei genitori già dopo il primo anno vedi in loro un cambiamento, imparano a controllarsi, migliorano il rapporto con gli altri… Soprattutto grazie agli insegnanti.

Allargando il discorso, che rapporto hanno i Nonesi con la musica? In genere buono, ma poco costante. Però si interessano… Ai concerti c’è molta gente, anche in quelli di un certo livello, quelli per un pubblico selezionato. Il repertorio del “Coro da Camera di Torino”, ad esempio, normalmente è rivolto ad un pubblico selezionato , però la chiesa era quasi piena, hanno venduto molti CD, era un giovedì sera e nonostante tutto questo direi che c’era una buona partecipazione. Per il resto manca la costanza, manca la voglia di mettersi in gioco. Abbiamo fatto molta fatica per radunare una trentina di genitori per formare un coro. Sì, trovo che a None l’interesse per la musica e per la cultura in generale ci sia. Ci sono molte associazioni, anche al di fuori dell’ambito musicale, la biblioteca è molto frequentata ed è ricca di iniziative, però mancano collaboratori.

None è una città culturalmente molto vivace. Sì, c’è un elevato associazionismo. Forse persino troppo, alcune associazioni, a mio parere, potrebbero unire le proprie forze: bisogna comprendere che insieme si lavora meglio.

La migliore qualità e il peggior difetto dei nonesi. Secondo me il difetto è quello dei paesi in genere, cioè quello della diffidenza iniziale verso chi arriva da fuori, ma questa cosa i nonesi la superano molto in fretta e poi ormai la maggioranza della popolazione viene da fuori. Dopo qualche anno, diventa più facile vivere qua, ti apprezzano e ti stimano. La qualità migliore penso che sia la capacità di aggregazione. Ci sono realtà, come detto in precedenza che potrebbero raddoppiare le forze se si unissero. Personalmente confido nei giovani, hanno un altro spirito, loro sapranno cambiare.

A proposito di giovani, tra i giovani che fanno musica ci sono anche stranieri? Sì, soprattutto rumeni. Trovo che abbiano una sensibilità musicale più elevata, rispetto a noi italiani. La classe di violino è salita grazie a loro, oggi due di loro sono al Conservatorio. Intendo dire che sono ad alti livelli, e anche i genitori ci tengono molto. Noi non abbiamo questa sensibilità, pensiamo che sì, se sai suonare sei al centro dell’attenzione, ma in fondo… Ma in genere in tutta l’Europa dell’Est esiste una maggior sensibilità nell’ambito musicale.

Sì, nell’Europa orientale c’è una cultura musicale più approfondita. E per quanto riguarda gli altri? Avete anche marocchini, per esempio? No, però non dispero di vederne. Al sabato abbiamo aperto l’oratorio e ci sono molte famiglie marocchine che vi portano i loro bambini. Significa che c’è fiducia, se ci affidano i bambini, è un’apertura molto positiva, va contro a tutte quelle stupidaggini che dicono in TV sugli immigrati. Non ci ricordiamo più di quando eravamo noi ad andare in giro per il mondo, in America. Per risalire bisogna toccare il fondo, e spesso non basta neanche.

Hai un sogno? La scuola civica. E che i giovani si riprendessero. Io non riuscirei a vivere se non avessi questi giovani intorno, potrei starmene in pensione, tranquillo, invece son qua, perché penso che i giovani abbiano bisogno di qualcuno che dica “Dai, che ce la fai!”. Confido che i giovani non abbiano paura di costruire qualcosa. La scuola civica sarebbe un obiettivo da cui partire, perché poi da lì bisogna andare avanti.

Se non avessi limiti di tempo e di denaro, cosa vorresti realizzare per None? Un luogo in cui fare musica e spettacolo. Il teatro che abbiamo è fatto per il cinema, se ci metti un coro non rende e non si sente, devi per forza mettere i microfoni. A Candiolo abbiamo il Teatro dei Bottoni, a Piossasco c’è il Mulino, fatti per la musica. Qua non esiste un locale adatto, la palestra non è fatta per la musica, il cinema va bene se hai l’attrezzatura, l’oratorio forse va meglio, ma siamo in un luogo da cui la gente entra ed esce e le luci sono quello che sono. A Candiolo siamo andati lo scorso anno, abbiamo speso qualcosa, ma avevi tutto a disposizione, luci e strumentazione. Eravamo su un palcoscenico, i ragazzi erano meno a contatto col pubblico, però sapevano di essere protagonisti. Un locale per queste cose ci vuole. Non ci sono soldi, ma abbiamo imprenditori e possibili finanziatori per un progetto che potrebbe dare un ritorno. Abbiamo la De Coll’, l’ex fabbrica di cioccolato, che cade a pezzi, basterebbe organizzarsi e cominciare. Non pretendiamo tutto subito, ma almeno cominciare… Qui a None, se devo organizzare qualche saggio ben fatto, non è possibile, devo andare a Torino o a Candiolo. Gli ultimi tre saggi li abbiamo fatti a Torino, all’Educatorio della Provvidenza di Corso Trento. Lì porti solo i pianisti, il palco illuminato, l’acustica rispettabile, gli spettatori tutti seduti, e sono in molti ad arrivare.

E nonostante tutto questo… Nonostante tutto questo i musicisti a None ci sono. Ma anche la Filarmonica, che prova in un solaio! Se in duecento anni non sono riusciti ad ottenere niente loro, figuriamoci noi. Ci vuole un cambio di mentalità nell’Amministrazione, anche quando c’era Giovanni Garabello, che è violoncellista e possiede questa sensibilità musicale, non si è potuto far nulla.

Insomma bisogna imparare a stare insieme, come dicevamo prima, imparare ad essere un’orchestra. Credo che in questo la musica sia educativa. Allora diciamo, se dovessimo prendere come metro la vita umana, siamo in un momento in cui stiamo procedendo carponi (ride), gattoniamo! Bisogna aver pazienza e fra poco inizieremo a camminare. Se iniziassimo a far correre le persone, ci sarebbero problemi maggiori. Se forzi qualcuno ad agire, ottieni dei “Non ho tempo”, “non ce la faccio”, quindi bisogna avere la pazienza di aspettare. Si tratta di tessere una tela lentamente, se andassimo di corsa ci faremmo male ed io ho già sbattuto troppe volte il naso…

Marco Gambella

 

 

 

 

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  • Published: 5 mesi ago on 16 maggio 2017
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  • Last Modified: maggio 16, 2017 @ 11:52 am
  • Filed Under: Musica

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