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E se domani, tra le varie anime della sinistra, si cercasse un po’ di dialogo, almeno qua a None?

By   /  16 maggio 2017  /  No Comments

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Mentre Roma brucia, a causa della rabbia violenta e talvolta incontrollata dei taxisti e degli ambulanti, con il beneplacito di leghisti, fascisti di Forza Nuova, berlusconiani e della raggiante Sindaca di Roma, insieme al suo mentore, il postcomico Beppe Grillo, ebbene, mentre Roma brucia, nel partito democratico si assiste all’ennesimo sfoltimento: l’ala sinistra, quella bersaniana postcomunista, postulivista, o semplicemente post, si estromette dalla dialettica interna. Con tutte le conseguenze del caso. E così, alla mia veneranda età, mi tocca ancora una volta diventare parte di una nuova e immancabile divisione nel cosiddetto campo della sinistra o centrosinistra. Un’altra scissione. Ad ascoltare le parole di ogni protagonista dello psicodramma, nel pd, che piano piano va sciogliendosi come neve al sole, sussistono ragioni e torti da una parte e dall’altra. A mio modesto giudizio, tralasciando ogni pulsione faziosa, c’è una ragione che regna sovrana: la mancanza di ascolto che, secondo qualche manuale tascabile di psicologia, consiste nell’uscire fuori “da se stessi” (estasi), ma senza perdere il rapporto con sé medesimo, tentando di sintonizzarsi sullo stato d’animo dell’altro, sbirciare nella sua prospettiva e, sia pure per un solo istante, condividere un linguaggio unico. Questa attitudine all’ascolto nella sinistra è sempre mancata, perché chi si riconosce in quei valori è persuaso di avere, nel taschino della propria coscienza politica, la patente migliore per cambiare il mondo e rendere tutti più felici. Da sfilare al momento opportuno. Un sole dell’avvenire da indicare sulla linea irragiungibile dell’orizzonte. None spesso ha rappresentato un laboratorio politico, in grado di coagulare, quando le leadership locali avevano spessore intellettuale, forze provenienti da storie diverse, ma capaci di rinunciare ad una parte del proprio patrimonio genetico di convinzioni, pur di condividere un cammino comune (senza alcun riferimento alla conquista del Palazzo d’inverno). Al momento ci sono soltanto impercettibili tentativi di ascolto. Restiamo in attesa di un’azione più determinata ed efficace.

Gregorio Codispoti

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