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“Il re è morto, lunga vita al re!” A Garrone I succede Garrone II

By   /  10 marzo 2017  /  No Comments

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Nelle monarchie francesi prerivoluzionarie, con l’espressione «Il re è morto, lunga vita al re!» si annunciava al popolo, nello stesso tempo, la morte del re e l’avvento del suo successore: in tal modo si voleva affermare la continuità ininterrotta dell’istituto monarchico.

Riferendo questa formula al Sindaco Enzo Garrone, che il 27 febbraio ha rassegnato le dimissioni dalla sua carica per poi ritirarle qualche giorno dopo, precisamente l’8 marzo, si intende sottolineare che la data di lunedì 27 segna una cesura tra due momenti distinti di questa sindacatura. Dalle ceneri di Garrone I rinasce, come la mitologica araba fenice,  Garrone II. Insomma c’è un prima e c’è un dopo.

La crisi è durata poco più di una settimana, ma si è trattato comunque di uno shock benefico, di una scossa sconvolgente, che ha prodotto ripercussioni, non solo sulla sua maggioranza, ma anche sulla minoranza e, azzardo a dire, sull’intera comunità nonese.

Insomma, Garrone  con la sua rinuncia, per fortuna temporanea, ha creato un notevole scompiglio, in quanto ha costretto amministratori e amministrati a fare delle riflessioni.

Andiamo per gradi. Anzitutto sono stati indotti a riflettere i componenti di “Solidarietà e Progresso”, che sovente hanno lasciato il sindaco da solo. Basti l’esempio di alcuni consigli comunali, in cui Enzo Garrone, più di una volta, si è trovato solo e soletto  a rintuzzare gli attacchi puntuali di “Progetto Comune”.

Di certo qualche riflessione l’avranno fatta anche i consiglieri di minoranza, che pure di fronte alla decisione imprevista del Sindaco, per primi e più di altri, hanno palesato il loro rammarico, esternando pubblicamente una qualche forma di solidarietà. Dovrebbero fare qualche considerazione a proposito della modalità di alcuni loro interventi, talora permeati di eccessiva vis polemica. Mi riferisco ad esempio ad alcune mozioni che talora sembravano vellicare i malumori dei cittadini. Occorre tuttavia ammettere che quello è il naturale modus operandi di ogni opposizione: fare le pulci, ovvero analizzare con rigore puntiglioso l’azione di chi amministra il paese. Di questo bisogna render loro merito.  L’importante però è non raccogliere qualunque uggia popolare. L’unica cosa che sconcerta, almeno per quanto è a mia conoscenza, è scoprire che non c’è mai stata un’occasione in cui l’impegno del sindaco e dei suoi assessori abbia ricevuto un qualche apprezzamento da parte degli avversari politici. Possibile che non ne abbiano azzeccata una che sia una?

Anzi no! C’è da evidenziare un paradosso: proprio nel consiglio, dove si è consumato il “gran rifiuto” di Garrone, si è svolta una seduta che ha visto finalmente lo spirito di collaborazione tra le parti contendenti raggiungere l’acme maggiore: l’argomento all’ordine del giorno riguardava le legittime rimostranze di quei cittadini di None (via Stazione, Via Molino, via Volvera, Villaggio San Lorenzo 2) che hanno subito danni a seguito dell’ultima alluvione. Finalmente in quel caso abbiamo assistito ad una prospettiva di lavoro compartecipata: ci sono stati ascolto e dialogo da entrambe le sponde (Garrone-Ferrari), fino ad arrivare alla condivisione della strada da percorrere per minimizzare in futuro i rischi alluvionali e mettere in sicurezza il territorio. Cosa auspicabile d’ora in avanti per il bene comune, naturalmente nel rispetto dei rispettivi ruoli (e per cortesia, se dovesse ancora capitare, nessuno parli di inciuci !).

Una riflessione la devono fare anche quei cittadini, piuttosto inconsapevoli, che spesso spendono il loro tempo a secernere i propri umori biliosi su qualunque faccenda, ricorrendo spesso all’insulto, nelle piazze virtuali, dove domina incontrastata la tecnica narrativa del flusso di coscienza, ovvero della libera e incontrollata rappresentazione del pensiero. Gli adepti sembrano parlare a ruota libera, senza mai entrare nel merito delle questioni, facendo di tutto per azzerare il benché minimo indizio di clima positivo.

Lo shock ha costretto anche me a riflettere, pigro e indolente quale qualche volta sono. Dovrei, col giornale che dirigo, essere più presente rispetto alle questioni di palazzo, perché riguardano la vita dei cittadini, ed essere di pungolo e stimolo nella discussione politica.

Dopo tutta questa manfrina, adesso che come Sindaco c’è Garrone II, bisogna augurarsi che il paese possa migliorare anche per quanto riguarda le relazioni umane, il comune vivere civile, perché condivido appieno il giudizio con cui il 27 febbraio ha dato una motivazione, sia pure frettolosa quasi dal “sen sfuggita”, alla propria rinuncia. Allora disse che a None tirava una brutta aria, che la qualità della vita collettiva rischiava di peggiorare a causa delle tensioni e frizioni sociali.

Scusate il tono paternalistico! Rimbocchiamoci le maniche tutti quanti se vogliamo contribuire a costruire una comunità inclusiva e solidale. Non chiudiamo gli occhi su quanto c’è di buono, su quanto si possa fare per correggere gli errori. Gli errori di tutti.

 

Gregorio Codispoti

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  • Published: 9 mesi ago on 10 marzo 2017
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  • Last Modified: marzo 10, 2017 @ 9:44 pm
  • Filed Under: Politica

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