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A difesa della scuola di None

By   /  2 marzo 2017  /  No Comments

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Negli ultimi giorni, a None, è scoppiato un putiferio in merito a voci su atti di bullismo accaduti in uno dei plessi dell’Istituto Comprensivo di None. Noi, in quanto giornale locale, non abbiamo fatto altro che raccogliere le opinioni contrapposte, sia del Dirigente scolastico, che ha difeso la scuola, sia di una delle mamme la quale, sia pure dopo un anno, ha voluto denunciare un episodio da lei giudicato vessatorio nei confronti della figlia.

Vorrei dunque esporre il mio punto di vista e farlo, non in quanto responsabile di questo “fogliaccio”, che è il «Il Mondo di None», piuttosto come ex insegnante, per più di un ventennio, presso la scuola media.

Episodi di prevaricazione di qualche ragazzo su questo o quel compagno sono sempre accaduti, è innegabile, ma l’attenzione e la prontezza degli insegnanti hanno portato ogni volta alla giusta sanzione, per cui ogni tipo di abuso è stato stroncato sul nascere. Affermo questo a ragion veduta, perché conosco bene i miei ex colleghi attivi nei vari plessi e so quanto il fenomeno del bullismo sia sempre stato affrontato con la necessaria professionalità e competenza, a qualunque livello, a partire dal collaboratore scolastico al docente, fino ad arrivare al dirigente, e in ogni ordine scolastico. Ciò premesso, vorrei articolare alcune considerazioni. Anzitutto è giusto discuterne, senza nascondersi dietro un dito: la scuola negli anni lo ha fatto con programmi di formazione rivolti al corpo docenti (io medesimo, come molti altri insegnanti, ho fatto parecchi corsi di aggiornamento sul bullismo, nei suoi diversi aspetti di violenza fisica e/o psicologica; poi, a più riprese, sono intervenuti a scuola: esponenti della Polizia municipale e dei Carabinieri, nonché psicologi specializzati, per discuterne con i ragazzi. Quindi, ripeto, il tema è stato sviscerato in tutte le sue valenze e casi di molestie, che si potessero configurare nel più ampio fenomeno della prevaricazione del più forte sul più debole, raramente sono accaduti.

Non mi permetto di valutare l’episodio citato, non essendone stato testimone, né avendolo approfondito con i diretti interessati.

Sicuramente ci sono alcune azioni che si possono fare: innanzitutto migliorare la collaborazione tra scuola e famiglie, privilegiando la coeducazione: solo così è possibile realizzare un clima sereno per il successo scolastico dei ragazzi. Un ambiente positivo consente infatti il miglioramento, tanto dei risultati scolastici quanto del benessere degli alunni, e persino una riduzione notevole dei problemi scolastici, in particolare del bullismo e delle disuguaglianze.

Nella scuola che ho conosciuto io e che ancora conosco, questo clima esiste, perché tutti gli attori educativi hanno a cuore, non soltanto la buona riuscita degli alunni, ma anche e soprattutto la loro evoluzione da soggetti “ignari” a cittadini consapevoli e responsabili. Molti insegnanti dell’Istituto Comprensivo di None hanno fatto proprio il messaggio del priore di Barbiana, quel Don Milani sempre attuale: “il piacere di sapere per non essere subalterni”. L’obiettivo, insomma, è sempre stato ed è ancora quello di inculcare negli allievi l’autonomia, la riflessione critica, la comunicazione, e non ultime la conoscenza e le abilità

Purtroppo, in questo paese, piuttosto gossiparo, c’è sempre chi intenzionalmente rema contro l’istituzione scolastica. E lo fa in ogni luogo, reale o virtuale. Così le parole acquistano inesorabilmente le stesse dinamiche di una frana che, prima di essere tale, parte da pochi detriti e poi, man mano che il pendio declina a valle, per la forza di gravità raccoglie altri sedimenti e si trasforma in un cumulo di materiale solido sempre più consistente. Questo è il meccanismo per cui tutto diventa fake news (notizie false) e violenza mediatica.

Concludo dicendo che l’istituzione scolastica va sempre difesa, a qualunque livello, sia per tutelare la professionalità di chi opera, sia per garantire il benessere dei soggetti educativi. Anche l’amministrazione comunale, nonostante il baillame del momento, deve adoperarsi molto di più in tal senso. Ogni rappresentante istituzionale lo deve fare nel proprio ruolo di competenza, cosa che purtroppo non sempre è avvenuta.

Gregorio Codispoti

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  • Published: 12 mesi ago on 2 marzo 2017
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  • Last Modified: marzo 2, 2017 @ 2:14 pm
  • Filed Under: Attualità

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