Loading...
You are here:  Home  >  Politica  >  Current Article

Colpo di scena in Consiglio comunale: Enzo Garrone rinuncia al suo mandato di Sindaco

By   /  28 febbraio 2017  /  No Comments

    Print       Email

Mancavano pochi minuti alle otto, quando, dopo una lunga discussione su due mozioni presentate dal gruppo di minoranza “Progetto Comune” – la prima in merito al licenziamento dei lavoratori della Safim; l’altra sugli eventi meteorologici del 24 e 25 novembre dello scorso anno – il Sindaco Enzo Garrone ha preso la parola per articolare una manciata di frasi che si possono così sintetizzare, cercando di non tradirne il contenuto: “A None c’è una forte tensione sociale: frizioni e chiacchiere da bar. In questi tre anni ho profuso impegno e sacrificio in ogni atto amministrativo per risolvere i problemi della comunità. Sono stato oggetto di attacchi immeritati, per questo, oggi 27 febbraio, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Sindaco”. E senza aggiungere altro, ha infilato l’uscita. Un silenzio surreale ha avvolto l’aula, come la nebbia in Val Padana: i presenti hanno cominciato a guardarsi, cercando una risposta nelle parole del vicino. Un fulmine a ciel sereno, un colpo di teatro, non si sa bene quanto premeditato o effetto di una scelta impulsiva. La voce di Garrone era rotta dall’emozione. Nessuno sceneggiatore, neanche il più attrezzato, avrebbe potuto concepire un finale così sorprendente da lasciare tutti a bocca aperta. Che ci fosse una strana aria nella sala consiliare, lo si è capito immediatamente, non appena iniziata l’Assemblea. Pubblico da grandi occasioni, costituito per lo più dai cittadini che hanno subito danni a causa dell’alluvione di novembre e che legittimamente attendono risposte concrete da parte delle istituzioni, dal livello locale a quello nazionale. Sui volti dei componenti della maggioranza espressioni non proprio rilassate. Dopo un minuto di silenzio a ricordo della recente scomparsa di due esponenti di rilievo della politica di None: Domenico Bastino e Luigi Ravetto, è iniziata la discussione sul primo punto all’ordine del giorno relativo ai licenziamenti della Safim. Ecco la lettura della mozione da parte di Giovanni Garabello, esponente della minoranza, che ha analizzato i fatti accaduti nell’azienda di via Supeja Gallino, in frazione Palmero, specializzata nello stoccaggio e distribuzione degli alimenti destinati ai supermercati. Garabello, prima ha fatto una disamina della situazione del mondo del lavoro in Italia, citando a più riprese Guglielmo Forges Davanzati (docente presso l’Università del Salento che ha bocciato il Jobs Act di Renzi come “una proposta sostanzialmente vuota), poi ha chiesto al Consiglio di esprimere solidarietà agli operai licenziati.

Ecco la risposta di Enzo Garrone, che ha detto di parlare a ragion veduta, in quanto testimone di quanto successo negli ultimi anni nell’azienda di Palmero: prima ha ribattuto, sostenendo che non si fosse nel contesto di una conferenza sul lavoro e quindi poco azzeccate risultassero tutte le analisi di politica del lavoro formulate nell’intervento di Garabello, poi ha considerato niente affatto condivisibili i contenuti della mozione di “Progetto Comune”, perché non corrispondenti alla ricostruzione dei fatti.

Secondo punto all’ordine del giorno, il più interessante per la platea dei presenti: vicende alluvionali del novembre 2016, che hanno visto il coinvolgimento degli abitanti della stazione e delle vie Amerano, Molino, Volvera, Benedetto Croce e del Villaggio San Lorenzo 2.

La parola a Laura Ferrari. Nelle seconda mozione ci sono: prima un excursus storico sulle alluvioni del 1994 – 2000 – 2002, poi una successione di azioni concrete, che possano andare al di là della manutenzione ordinaria, rivelatasi insufficiente per la minimizzazione dei rischi.

“Progetto Comune” ha parlato di interventi strutturali che vedano come protagonisti e finanziatori: la Città Metropolitana, la Regione Piemonte, l’Autorità di Bacino e l’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po). C’è stato insomma l’invito a fare pressione per attivare ogni tipo di intervento, in una sorta di santa alleanza con i Comuni limitrofi, per la messa in sicurezza del territorio. L’argine costruito nel 2010 parallelamente alla statale è risultato efficace, in quanto, non solo ha protetto l’area industriale e l’abitato della zone, ma anche evitato l’alluvione del centro del paese, come avvenuto nel 2002. È mancata però un’opera strutturale prevista negli studi passati, ovvero la cassa di laminazione governata, che si doveva realizzare nel Comune di Volvera.

Il Sindaco, anche in questo caso, è intervenuto puntualmente, elencando le cose fatte: pressioni, incontri, sopralluoghi. Nelle sue parole c’era soprattutto una risposta circostanziata a chi l’ha accusato di lassismo per quanto riguarda l’evento alluvionale.

Alla fine c’è stata la presentazione del comitato dei cittadini della zona alluvionata: il responsabile ha ringraziato maggioranza e minoranza (mancavano Messa e Casciani) e ha chiesto che rappresentanti del comitato possano presenziare alle varie riunioni, come uditori.

La mozione è stata votata all’unanimità, quindi anche con la condivisione di “Solidarietà e Progresso”.

Sulle dimissioni di Enzo Garrone non esprimo alcuna considerazione, perché, pur avendo richiesto spiegazioni a chi è più vicino al Sindaco, le risposte sono state piuttosto vaghe ed elusive.

Solo una cosa mi permetto di dire: purtroppo il cortile, il campiello che è facebook si sta riempiendo di tante voci. Con molto pudore mi limito a dire che molti interventi abbondano di ipocrisia. Il «Mondo di None» seguirà con attenzione l’evolversi della situazione. Garrone ha tempo venti giorni per formalizzare le dimissioni o per ritirarle. Sicuramente a None tira una brutta aria.

Gregorio Codispoti

    Print       Email
  • Published: 10 mesi ago on 28 febbraio 2017
  • By:
  • Last Modified: febbraio 28, 2017 @ 1:49 pm
  • Filed Under: Politica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also like...

In ricordo di Domenico Bastino

Read More →