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Il ritorno alla politica attiva dell’ex sindaca Simeone Segretaria del PD locale

By   /  4 gennaio 2017  /  No Comments

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Ho incontrato Maria Luigia Simeone nella redazione del giornale, lunedì 17 ottobre. Il giorno prima c’era stata la passeggiata “Ecogastronomica”, da via Molino a San Ponzio lungo la pista ciclabile, organizzata dalla sezione locale del partito democratico, a guida dell’ex Sindaca. Il giorno dopo invece sarebbe arrivato l’ennesimo attacco da parte degli esponenti di “Progetto Comune” al vicesindaco Roberto Bori, purtroppo proprio nel giorno della scomparsa della mamma (n.d.r. ad onor del vero, nel momento in cui sono venuti a conoscenza del lutto, hanno cancellato il post su facebook, si sono scusati per “l’involontaria indelicatezza” e hanno mostrato vicinanza umana a Bori).

Spiegaci le ragioni che ti hanno spinto ancora una volta a diventare protagonista della vita politica nonese, accettando l’incarico di segretaria del circolo del Partito Democratico di None?

Appena uscita da ‘Palazzo’, dopo due mandati da sindaca, ho avuto la fortuna di fare la nonna di uno splendido nipotino e quindi ho dedicato tempo e amore per dare una mano a mia figlia. Poi, una volta che il bambino è cresciuto e ha cominciato ad andare a scuola, ho capito che la politica mi mancava. In quel momento Ignazio Drago, dopo parecchi anni di eccellente conduzione del circolo prima dei DS poi del PD, aveva palesato l’intenzione di lasciare. Preoccupazione degli iscritti dei dem nonesi, quindi, era quella di trovare un nuovo segretario. Fui così interpellata da Cetrangolo, che a nome degli iscritti, mi avanzò la proposta. Non feci molte riflessioni, ma accettai di istinto, come il più delle volte mi capita di fare. Sarà un oncarico a tempo, in quanto, appena possibile, ho intenzione di passare il testimone, magari ad giovane che condivida la stessa passione politica.

Tu sei una renziana della prima ora o come si dice, una ‘renziana di ferro’.

Non smentisco, anzi lo ribadisco senza tentennamenti. Ne ammiro, l’ambizione, la determinazione e la tenacia nel voler cambiare lo stato delle cose in questo nostro paese. E tener la barra dritta, nonostante il logoramento continuo ed ossessivo che il segretario del PD e capo del governo è costretto a subire da parte della minoranza interna del suo stesso partito. Non posso abdicare al mio irriducibile ottimismo, per questo sono convinta che alla fine ce la farà. C’è una bella frase di Bob Dylan, il recente premio Nobel per la letteratura, che più o meno suona così: “Essere giovani significa tener aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro”. Ecco io credo che porterà l’Italia in porti sicuri. Ci vuole solo un po’ di pazienza, ma alla fine, io penso, realizzerà il suo sogno. Sia ben chiaro, anche lui ha i suoi difetti: a volte è un po’ strafottente, un po’ sbruffone. Un toscanaccio! Tuttavia è un’incredibile risorsa per il Paese: parafrasando la citazione di Dylan, è uno di quei giovani che lascia sempre aperto l’oblò della speranza, anche in un mare in tempesta. Inoltre, non è che in giro si vedano esponenti politici in grado di contendergli la leadership del paese. Non certo Salvini o i vari epigoni di Grillo, che si rivelano essere piuttosto degli arruffapopolo.

Da quel che affermi non ci sono dubbi che al referendum del 4 dicembre voterai ‘sì’.

Assolutamente! Voterò sì, perché è la prima importante occasione per dare una svolta decisiva al paese. Questo paese va snellito nelle sue istituzioni e procedure, insomma sburocratizzato. Quello che si deciderà il 4 dicembre non va banalizzato. Per decidere, mi sono preoccupata di entrare nel merito dei contenuti della riforma e ho capito che il voto determinerà il futuro del nostro sistema politico: se proseguire con l’assetto del 1948, a mio giudizio un po’ obsoleto, che tra l’altro era stato pure criticato da autorevoli costituenti, come Calamandrei e Dossetti, od optare per il cambiamento. Non è detto che ogni cambiamento sia di per sé migliorativo: bisogna pertanto guardare i contenuti della riforma, se questi, al di là di alcuni difetti tecnici, perseguano veramente un vantaggio per il nostro sistema politico. È in discussione il futuro del Parlamento, del Governo, delle Regioni e di alcuni moderni diritti di partecipazione dei cittadini. L’instabilità, documentata da dodici governi negli ultimi venti anni, verrà finalmente superata? Cesserà il dominio del Governo sul Parlamento con la sequenza decreti legge-maxiemendamenti-fiducia? Si potranno sollecitare nuove forme di partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche? La riforma, dal mio punto di vista, risponde positivamente a questi interrogativi.

Una delle grandi difficoltà delle democrazie occidentali è costituita dalla estraneità dei cittadini alla politica. Sei sicura che questa riforma riuscirà a riattivare la partecipazione popolare alle decisioni per bene del Paese?

Questa riforma, ad esempio, riconoscerà il diritto dei cittadini al referendum propositivo e a vedere prese in considerazione, entro un certo termine, le proposte di legge di iniziativa popolare, che oggi finiscono in un cestino.

Torniamo alle questioni locali. In che modo pensi sia possibile, attraverso il circolo dl PD, coinvolgere i giovani, nella militanza politica?

Sembra banale dirlo, ma la prima cosa da fare è far capire ai giovani che la parola ‘politica’ non ha a che fare con il malaffare, l’illegalità o quanto di più negativo ci sia nella società; esiste anche un modo onesto e appassionato dell’agire politico. Nel mio percorso di sindaca, ho incontrato parecchi amministratori competenti, entusiasti e soprattutto perbene. Negli ultimi anni, purtroppo, c’è stato un decadimento generale della classe politica e la scelta più facile sono stati ancora l’estraniamento, l’indifferenza, o la critica aprioristica, senza alcuna controdeduzione o spiegazione. Oppure presa di posizione se non quella del “tutto purché sia contro”. La responsabilità del decadimento politico e amministrativo, occorre sottolineare, non è soltanto dei “politici”, ma anche di chi non partecipa, di chi resta sempre in silenzio o semplicemente a guardare. Nel mio piccolo, attraverso il nostro circolo e con il supporto del Direttivo e degli iscritti, sto avvicinando alcuni giovani, ne ascolto le ragioni, poi propongo loro lo spazio del nostro circolo, come luogo di formazione e di crescita umana, morale e culturale. Attraverso la libera discussione e la partecipazione, imparando dalle diverse esperienze degli iscritti, si può diventare cittadini consapevoli e, perché no, arrivare un giorno ad amministrare il paese. Tutto sommato, dopo soltanto pochi mesi, abbiamo già avvicinato e coinvolto diversi giovani che possono essere un’ottima risorsa già per oggi e in particolare per domani.

Qual è la prima proposta che vuoi rivolgere all’Amministrazione?

Certamente! La più importante è sollecitare le autorità competenti al fine di smuovere risorse umane ed economiche e realizzare un parcheggio nell’area che appartiene al Comune lungo la Statale. Trovo prioritario questo progetto per gli utenti del trasporto ferroviario, vedendo il disordine che si crea nei pressi della stazione, all’arrivo e alla partenza dei treni.

Quali sono le principali linee programmatiche che intendi portare avanti nella tua nuova carica?

Con il Direttivo e tutti gli iscritti del Partito, è intenzione impegnare il partito in tre campi: l’ambiente, la casa e il lavoro (con una particolare attenzione alla disoccupazione giovanile). Il lavoro rappresenta per tutti una priorità in quanto necessario ad affermare la dignità sociale dei nostri cittadini e nello stesso tempo assicurare prosperità per il futuro. Metteremo in campo parecchie iniziative. Alcune le abbiamo già realizzate, per quanto riguarda i temi del lavoro e dell’ecologia: il 18 giugno c’è stato il primo degli incontri programmati sul lavoro, dove abbiamo vagliato le possibilità di occupazione ed orientamento al lavoro nella Provincia di Torino. Il prossimo sarà il 4 dicembre, dove incontreremo alcuni imprenditori del territorio per verificare le possibilità di sviluppo in questa zona.

Come giudichi la Giunta attuale?

Positivamente! Penso che Enzo Garrone e la sua squadra stiano lavorando con determinazione per il bene della collettività, sulla stessa linea delle amministrazioni precedenti. Il mio augurio sincero è che facciano meglio rispetto ad esse.

Quale segno pensi di avere lasciato alla fine dei tuoi due mandati da sindaca?

Credo di avere lasciato un paese più riappacificato e coeso, meno astioso. Di questo vado orgogliosa.

Gregorio Codispoti

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  • Published: 1 anno ago on 4 gennaio 2017
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  • Last Modified: gennaio 4, 2017 @ 11:00 pm
  • Filed Under: Politica

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