Loading...
You are here:  Home  >  Mondo Sociale  >  Current Article

Intervista al Comandante della Polizia Municipale di None Silvano Bosso

By   /  4 gennaio 2017  /  No Comments

    Print       Email

Prosegue la serie di interviste a personaggi nonesi. Questa volta ho incontrato per i lettori de Il Mondo di None, Silvano Bosso, il comandante del Corpo di Polizia Municipale. In una mattina di pioggia autunnale, mi fa entrare nel suo ufficio, moderno ed essenziale.

Una piccola storia personale di Silvano Bosso.

Arrivo a None nel 1997, dopo tre anni di esperienza ad Airasca, dove nel 1994 vinsi il concorso come agente. Fino a tutto il 2001 sono stato vice comandante con l’allora comandante Giuseppe Corsini, grande uomo che mi ha insegnato molto e che mi ha dato delle ottime opportunità. All’epoca, il Sindaco era Domenico Bastino, il quale ritenne opportuno darmi la possibilità di un’esperienza di comando; dal 2002 quindi, sempre a seguito di concorso, ottengo l’incarico di Comandante del Corpo di None che, tra pensionamenti e blocchi delle assunzioni, oscilla tra le sette e le otto unità.

Una ogni mille abitanti.

Sì, un numero che rispetta la legge-quadro di Polizia Municipale. Per un verso, se si parla di compiti di polizia municipale, una cifra coerente. Se si considera però che questo Ufficio oltre alla Polizia Municipale gestisce Protezione Civile, Commercio su aree pubbliche e Segnaletica, è carente, e ovviamente questa carenza rappresenta una coperta corta, si cerca di scaldarsi comunque con la coperta che si ha a disposizione. Il mio lavoro a None si conta, in pratica, con le edizioni di “None al cioccolato” (sorride), sono arrivato a None per la prima edizione, oggi siamo alla diciannovesima, quindi diciannove anni di lavoro qui a None.

Quando c’è stata la convenzione con gli altri Comuni?

Noi iniziamo questa esperienza nel 2011 su quattro Comuni, con Candiolo, Piobesi e Virle, nel 2012 entra anche Castagnole. Si tratta di una convenzione della durata di sei anni, quindi il 2018 sarà un anno di rinnovi, modifiche e cambiamenti, non se n’è ancora parlato ed è tutto da decidere. Ad oggi, ritengo che alla luce di quanto è stato fatto di concerto con l’Amministrazione (il termine “concertazione” è per me basilare), sia stata un’esperienza positiva.

Come sono i Nonesi al volante?

Mah, conosco di peggio, nel senso che i Nonesi al volante rispecchiano quello che è il popolo italiano con storia ed educazione diversi da quello svedese o norvegese, che hanno un’altra storia ed altra educazione. Questo è il popolo italiano con i suoi pregi e i suoi difetti, sicuramente più pregi che difetti. Al volante è frequente l’infrazione e di conseguenza è frequente anche la sanzione. Con frequenza più o meno intensa ma, ahimè, di sanzioni sicuramente se ne emettono. Abbiamo fatto lavori per un forte abbattimento di talune infrazioni…

La velocità?

In primis metterei il rosso, come risultato: sono almeno dieci anni che si lavora sul controllo tecnologico del transito con il semaforo rosso. Quando installammo, una decina di anni fa, i due rilevatori fotografici, il “Rosso-stop”, eravamo sull’ordine di 1.500 sanzioni all’anno, siamo arrivati a meno di 150: sapere dell’esistenza di uno strumento fisso modifica le abitudini dell’automobilista. Sulla velocità, specie se si considerano determinate zone, sono stati fatti dei lavori importanti, come ad esempio in via Torino, altezza Mercatò: siamo partiti molti anni fa con un intenso lavoro sanzionatorio, abbiamo aggiunto dei rilevatori di velocità, senza effetto sanzionatorio, e in seguito delle telecamere, che pur non rilevando la velocità rappresentano un deterrente. Il tutto, combinato assieme, ha dato un buon risultato: in quella zona di accesso al paese l’automobilista tendenzialmente rallenta.

Non ci sono più incidenti?

Dire che si siano azzerati è eccessivo. Possiamo dire che era una zona di incidenti frequenti, anche gravi, e negli ultimi dieci anni ne abbiamo registrati davvero pochi, il numero è drasticamente sceso. Investimenti sono stati fatti nella videosorveglianza, efficace nel campo della sicurezza e della microcriminalità, così come sulla circolazione stradale; avere telecamere sulle strade, abbinate all’azione di vigilanza e di controllo sul territorio e ad altri strumenti come ad esempio i dossi, aiuta a migliorare il controllo di guida e ad abbattere la velocità.

Scout Speed. Per molti è una parolaccia.

(Ride) Una parolaccia che si traduce sostanzialmente con “autovelox moderno”. Quando sono arrivato si utilizzava l’autovelox, sostituito poi con il telelaser, che negli ultimi anni abbiamo rimpiazzato con lo “scout speed”. E’ efficace se utilizzato con costanza in un determinato luogo. Negli anni scorsi abbiamo avuto numeri enormi, rapportati alla popolazione di None, con l’utilizzo costante del telelaser su via Torino, altezza Mercatò, per tornare sull’esempio di prima. È stato efficace, ma per lo Scout Speed è diverso. Stiamo parlando di uno strumento che costa circa 40.000 euro e, pur compensato dai proventi delle sanzioni, si tratta pur sempre di denaro pubblico, e occorre fare molta attenzione a come renderlo efficace. Un conto è testarlo in convenzione, come abbiamo fatto con il Comune di Luserna, altro discorso è acquistarlo. Diciamo che utilizzarlo “random”, un giorno al mese dal mattino alla sera, certo che è efficace, perché l’automobilista percepisce che un determinato controllo esiste. Ma se io faccio di quello strumento un uso più mirato, su quei tratti di strada in cui esiste una maggior pericolosità, come la statale 23 davanti al “Pulcinella”, la via per Castagnole, la statale 23 davanti ai capannoni ex Indesit, rettilinei nei quali per distrazione, per fretta, per abitudine si tende ad andare veloce, e lo utilizzo con costanza e con l’esperienza di chi, da molti anni sulla strada, percepisce quali siano i veicoli che potrebbero infrangere il codice della strada in termini di eccesso di velocità, e lo faccio tutti i giorni, allora è più efficace. Il metodo di lavoro è una delle scelte che rientra nell’ambito dell’autonomia operativa dell’agente di polizia stradale, rispondendo a chi lamenta una disparità di trattamento per le moto, data la mancanza della targa anteriore.

Cosa risponde a chi le dice che ha preso una multa perché andava a 64 km/h?

(Sorride) Posso comprendere che umanamente la cosa sia irritante, tecnicamente se il limite è dei 50 e lei faceva i 64 si è già risposto da solo.

Prima ha citato la Indesit. Come è cambiata None, vista dalla strada, dopo la crisi dell’Indesit?

Vista dalla strada è cambiata poco, dopo l’Indesit. Da quel punto di vista, nella zona industriale None ha sette capannoni che non ospitavano solo l’Indesit. Io non ho vissuto la Indesit degli anni Settanta, che aveva migliaia di lavoratori, ho vissuto quella che aveva numeri minori, qualche centinaio. Ora si sono ridotti, ma per fortuna esistono altri capannoni che movimentano la zona. Dal punto di vista del traffico, più che per la Indesit, None è cambiata per due grandi fattori: il primo è l’apertura dell’autostrada nel gennaio del 2006, che ha fortemente ridotto il traffico sulla statale 23 per Pinerolo. Il secondo fattore, sempre dal punto di vista della circolazione stradale, è stata la chiusura della discoteca “Ultimo Impero”. Un pubblico di 5.000 persone che si spostava nelle notti di venerdì e sabato comportava un lavoro particolare di controllo del rispetto delle regole del Codice della Strada, che questo Comando ha sempre svolto. Nel momento in cui chiude un colosso del genere, ecco che il palcoscenico stradale notturno del weekend crolla drasticamente.

Il rapporto dei giovani con la strada: come la vivono? Che rapporto ha la Polizia Municipale, con i giovani?

Un buon rapporto, non difficile, il giovane ha il gran pregio di non essere permaloso, non è prevenuto, puoi rapportarti molto liberamente perché accetta il richiamo. Talvolta si irrita per il verbale, ma c’è comunque un rapporto piacevole, da quel punto di vista. Essendo l’età in cui si è portati a fare tutte le esperienze, va monitorata costantemente, a partire dalle scuole; le medie sono un ambiente estremamente importante per far maturare l’approccio con i giovani. Il nostro percorso inizia dalla scuola materna, con i programmi di educazione stradale e i progetti mirati all’educazione alla legalità, condivisi con l’Istituto Comprensivo per abbracciare tutta la popolazione scolastica nonese. I programmi che vengono mantenuti attivi, nei confronti dei giovani, sono quelli volti al controllo e alla prevenzione per il corretto utilizzo dell’arredo urbano e dello spazio pubblico, o spazi privati esposti al pubblico, pensiamo alle scritte o ai piccoli atti di vandalismo. Negli anni sono cambiati tantissimo, le scritte sui muri hanno avuto un enorme calo quando sono stati intrapresi lavori di pulizia dei muri insieme ai giovani, ovviamente dopo averli sanzionati. Dopo la sanzione abbiamo cercato di coltivare il senso civico. Gli atti di vandalismo al cimitero non appartengono ai giovani, ma ad una categoria di persone che ha un certo stile di vita. I grossi furti di rame, ad esempio dai tetti delle cappelle, vengono da stranieri, mentre i furti, più frequenti, di oggetti e scritte, appartengono a connazionali.

Com’è, a proposito, il rapporto con gli stranieri di None? C’è una forte comunità marocchina, come sappiamo.

Mah, None non ha avuto una grande ondata di immigrazione straniera, la comunità marocchina dovrebbe rappresentare circa una sessantina di famiglie. Come tutte le comunità marocchine è abbastanza chiusa, ma i rapporti con i suoi rappresentanti sono buoni, ci si conosce, si chiacchiera, si condivide. È gente che ha al suo interno dinamiche che rispecchiano quelle di una comunità locale, nel senso che la loro microcriminalità rispecchia quella dei nostri connazionali, e sono sostanzialmente ben integrati. Sulle dinamiche familiari, vi sono alcuni aspetti legati alla loro cultura che talvolta hanno richiesto un nostro intervento, ma posso dire che non sussistono problemi più forti di quelli che presentano i nostri connazionali.

Potesse fare qualcosa per None, cosa farebbe?

Secondo me c’è ancora molto da fare sulla viabilità, soprattutto sulla grande viabilità. Ho in mente un importante progetto che non so se mai si realizzerà, ne ho anche parlato con l’Amministrazione, un progetto che prevede un investimento finanziario importante. Una modifica della viabilità al fondo del cavalcavia, in corrispondenza del primo capannone FIAT Ricambi, una grande rotonda con vie d’accesso da via Pinerolo e via Stupinigi; il Comune ha un terreno di proprietà, che potrebbe diventare un piazzale di sosta per l’interscambio tra il traffico su ruote e quello ferroviario. Una rotonda in quel punto abbatterebbe la velocità in una zona critica, il rettilineo di discesa dal cavalcavia, spezzerebbe l’asse che permette velocità elevate. In più, avremmo il collegamento diretto tra il sottopasso ferroviario e via Stazione, quindi il centro del paese. Per cui: grande parcheggio, interscambio gomma/ferro, abbattimento della velocità e un accesso al paese, per tutti gli eventi. Per chi al mattino decide di andare al lavoro prendendo il treno dopo aver posteggiato l’auto. Così come altri potrebbero fare il cambio tra pullman e treno. Questo è un progetto che decisamente mi piacerebbe veder realizzato.

Ne aveva parlato anche il vice sindaco, mi pare…

Sì, sì, ne stiamo parlando da più di un anno. Logicamente un progetto del genere è un tavolo concertato con Protezione Civile e Città Metropolitana e, come tutti i progetti, va seguito con costanza e tenacia.

Quali sono stati i maggiori problemi con gli ultimi lavori, quelli di via Roma ed ora in via Stazione?

Il problema principale è stata la modifica della viabilità, tutto l’aspetto burocratico, tecnico, logistico collegato al cantiere, col disagio che comporta, alla viabilità e al riordino della segnaletica.

Chiudiamo con un bilancio della sua esperienza di comandante.

Una grande esperienza di vita, nel senso che sono stati rarissimi i giorni in cui io non abbia lavorato volentieri qui, in questo Comando. Un lavoro che mi piace, una squadra che mi piace. Come tutte le squadre, naturalmente, ognuno ha il suo ruolo e i colleghi sono colleghi che si danno da fare, chi più, chi meno, come in tutte le squadre. Poi, i numeri sulle maglie fanno sì che alcuni siano più in strada, sono quelli che devono avere le spalle più larghe per poter accettare le critiche delle persone e tutto quello che ne deriva, sono un po’ più nel mirino, diciamo. Poi ci sono i difensori, che in ufficio devono parare tutto ciò che arriva dalla strada.

Vorrei ancora ricordare un’esperienza importante per questo Comando, avviata nella seconda legislatura di Maria Luisa Simeone, contro lo sfruttamento della prostituzione. Il territorio di San Dalmazzo è stato sottoposto ad un progetto che ha coinvolto il Comando a 360°. La gente ricorderà la presenza di un gran numero di prostitute sulla strada, principalmente di origine nigeriana. Sette, otto anni fa, l’Amministrazione si è impegnata, con i residenti della Frazione, a riqualificare la zona, anche dal punto di vista della criminalità (non parliamo di micro-criminalità, ma di criminalità organizzata). Il Comando ha gestito questo progetto, che ha visto un lavoro durato tre anni, con un numero importante sia di ragazze sfruttate recuperate e inserite nei percorsi sociali previsti dalla nostra legislazione, sia di sfruttatrici arrestate. Il risultato finale è stato un territorio restituito alla collettività, quasi completamente ripulito da questo fenomeno. Quindi un progetto complesso, in cui la squadra è stata fondamentale, contando anche sul decisivo apporto di altri Comuni, visto che riguardava l’asse None-Carmagnola, insomma un progetto molto importante per noi dal punto di vista lavorativo e direi un progetto che ha contribuito a risanare il territorio senza mai perdere di vista l’aspetto umano, delle ragazze sfruttate.

Rifarebbe l’esperienza del Comando, quindi?

Rifarei tutto, certo.

La chiacchierata termina con la visita alla centrale operativa del Comando, con la parete coperta dagli schermi su cui scorrono le immagini delle telecamere sparse per tutto il paese. Uno sguardo su None, da un punto di vista insolito.

Marco GAMBELLA

    Print       Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also like...

Inchiesta sul degrado della stazione

Read More →