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La festainrosso destina 4120 euro a caritas, Mehlab e amres. Il totale sale a 109.124 euro

By   /  12 ottobre 2016  /  No Comments

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Attorno alla festainrosso gira molta stima, persino ammirazione, affetto e mille gradazioni di rispetto. Tra di noi si rafforzano con il collaudo della fatica comune i legami di comprensione e la fraternità. Fabrizio è felice che sempre volti nuovi si affaccino alla festainrosso. E scrive: “Di malumori non ne ho e sono consapevole che la concitazione dei lavori fa succedere di tutto, ma non è mai nulla che non si autoregoli nell’armonia del gruppo che come sempre alla fine porta a casa l’obiettivo che si è posto. Quindi qualsiasi cosa vi possiate dire, fatelo con la solita fratellanza che ci distingue”. Con la sua visione positiva e sorridente, Fabrizio ci invita a non lasciarci dominare dalle inevitabili amarezze tipiche di un ambiente lavorativo che non conosce gerarchie formalizzate: per fortuna. Abbiamo raggiunto l’obiettivo. E’ questo che conta, dice Fabrizio. Contano molto le manifestazioni di altruismo, sacrificio, fratellanza che si sono espresse in tanti modi. Le facciamo pesare di più o ci lasciamo condizionare da pur presenti episodi di debolezza? Ho sempre paura di dimenticare qualcuno. Siamo una cinquantina. Non so se vi rendete conto delle energie di generosità che riusciamo a sprigionare in noi stessi. E che riusciamo ad attivare in altri. Ci sono altre generosità nascoste che aspettano di incontrarci e di diventare nostre complici. Siamo percepiti come un gruppo determinato, abbastanza unito, affiatato e combattivo con tutte le nostre fragilità e inquietudini. Ciò non ha impedito al calabrese Christian – sorprendente l’efficacia della sua presenza – di osservare che tra noi non ne ha trovato uno solo normale e giusto. Ha ragione. Per fare una festa come la nostra è richiesto in dotazione il prerequisito di una dose di pazzia. Il risultato però è che un po’ tutti sono indotti a rispettarci. Sono convinto che la strada scelta sia quella giusta: non abbandonare il sogno di cambiare il mondo, ma perseguirlo con il passo umile delle realizzazioni quotidiane e concrete. Con il tempo, dal basso, con gli altri. Su questo terreno siamo andati molto avanti: il progetto idrico in Kenya, la scuoletta di italiano per stranieri, gli aiuti alla Caritas nel quadro di un più ampio progetto per il lavoro e per l’accoglienza a None, il costante sostegno a Mehlab di Padre Angelico in Eritrea, una casa in comodato gratuito per la prima famiglia di profughi a None. Prima i nostri e aiutiamoli a casa loro: noi non inventiamo slogan per nascondere il rifiuto di accogliere (accompagnato dall’inconfessato desiderio di vedere i disperati annegati se non cannoneggiati). Assumiamo una quota dell’impegno concreto per evitare che il nostro domani si trasformi in un inferno di violenza quotidiana. Dobbiamo saper vedere i piccoli risultati positivi: tra noi è arrivato Nikolai che ci ha dato una mano enorme, disinteressata e puntuale fino alla commozione. Positivo è stato anche l’inserimento dei lavoratori della Caritas, nel quadro di una collaborazione che punta a stabilire un legame fra aiuto e contributo lavorativo alla vita sociale. Positivo è anche il rapporto con i volontari del SVPC. Feconda e sempre perfezionabile l’intesa con la None Pro Loco. Ricca di possibilità e di prospettive è la collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Prever”: con la gestione degli aperitivi e del banco vini gli allievi hanno dato alla festa un’immagine qualificata e accattivante. Per il futuro ogni proposta è possibile e legittima, compresa la chiusura della ditta. Sarà dura sia continuare, sia smettere, specie se si scopre che la linea della contaminazione che abbiamo seguito ha prodotto un formidabile incoraggiamento: il gruppo dell’Oratorio infatti ci ha appena consegnato 500 euro per Matiri dopo la serata del 23 giugno con Claudio Amè, Federico Ciaffi e Feffo Dal Zilio.Cammin facendo, possiamo maturare e motivare nuove scelte. Secondo me, ogni aiuto va vincolato a obiettivi visibili e controllabili di animazione culturale, o di mobilitazione politica o di attivazione di energie solidali a livello locale.

Mario Dellacqua

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  • Published: 1 anno ago on 12 ottobre 2016
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  • Last Modified: ottobre 14, 2016 @ 9:37 pm
  • Filed Under: Attualità

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