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Dall’oratorio alla festainrosso: 500 euro per matiri

By   /  12 ottobre 2016  /  No Comments

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Tutti noi, se ci voltiamo indietro e guardiamo la storia, abbiamo molto da imparare. Non c’è stato nessun uomo che non abbia dimostrato tutti i suoi limiti e i suoi difetti. Spesso l’umanità ha preferito puntare il dito sui difetti degli altri e ha cercato di nascondere i propri, anche contro l’evidenza. Forse proprio per questo oggi viviamo da disperati, “senza la forza della speranza” “senza la voglia e la capacità di sognare.” Carissimo Mario, avete organizzato una serata molto bella, in cui invece di puntare il dito contro le generazioni, avete dimostrato come le generazioni possono parlarsi e dialogare, raccontando la loro specificità e senza per questo doversi omologare e diventare fotocopia l’una dell’altra. Questa esperienza apre le porte alla speranza e non è un discorso che si applica solo in questo ambito, ma si può allargare a tutte “le diversità”. In quella serata, proprio la Festa in Rosso ha fatto incontrare ai credenti un “samaritano” che fascia e cura le ferite di persone depredate e abbandonate dalla vita, “mezze morte”… I buoni cristiani non possono dimenticare questa parabola. Non possono dimenticare che Gesù era speciale nel fermarsi ad ascoltare chi passava sulla sua strada, senza giudicare ma guardando il cuore di quella persona. Sapeva vedere l’amore nel cuore distrutto dal dolore di una donna che per gli uomini era solo una prostituta. Ecco, dopo aver ascoltato il dottor Claudio Amè che cura le persone di Matiri, anche l’Oratorio pensa di lasciare due soldi all’albergatore dicendo “abbine cura e se c’è dell’altro te lo darò al mio ritorno”. E l’altro sarà un continuo pensiero a chi soffre e a chi si prende cura di chi soffre! Ecco, ci piace pensare che quella che gli uomini chiamano sana contaminazione sia in realtà una prospettiva di speranza. La diversità, invece di continuare a creare indifferenza può diventare ricchezza per tutti! Proprio i cristiani dovrebbero riconoscere che Cristo è venuto sulla terra per creare un ponte con l’umanità e ha chiesto all’uomo di non creare divisione, ma di far crescere la possibilità di incontrare tutti. Ed è con questo spirito che l’oratorio ha aderito alla Festa in Rosso, con la gioia di poter dare una piccola testimonianza di un “grande messaggio” ai giovani e agli adulti di None: la ricchezza del saper creare incontro, del saper accogliere chi ci passa vicino, perché ogni uomo diventa “possibilità per amare” e per far crescere l’amore. Questo ha fatto la Festa il Rosso con la sua attenzione e con la proposta di aiutare persone che soffrono! A questa proposta ha aderito l’Oratorio per far diventare vita ciò che viene suggerito dal Vangelo. Ognuno con i propri valori, può contribuire a creare solidarietà e rispetto per la vita umana ed insieme sono maggiori i risultati che si possono raggiungere, anche se ciò che noi possiamo fare è ben poca cosa.

Grazie! Gian Michele e Leo.

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  • Published: 1 anno ago on 12 ottobre 2016
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  • Last Modified: ottobre 12, 2016 @ 10:20 pm
  • Filed Under: Attualità

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