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Bestiario nonese: il pavone narcisista

By   /  12 ottobre 2016  /  No Comments

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Eccoli i pavoni nonesi! Sono un po’ dappertutto, tendono a fare la ruota con i loro colori sgargianti. Naturalmente non lo fanno, come si dice, per intimidire gli avversari, ma semplicemente per sedurli. Il bisogno fisiologico di questo continuo mettersi in mostra è legato alla necessità di sopravvivere: non passa un giorno che questo rituale immutabile si ripeta. Così come gli uccelli appartenenti alla famiglia dei fasianidi, al levare del giorno, spiccano il volo dall’albero sul quale hanno consumato la notte e discendono sulla terra a cercare il proprio nutrimento, allo stesso modo i pavoni vanesi di None escono dalle loro case, sempre innamorati di se stessi, e si spandono per le vie con la necessità di somministrare alimento al proprio narcisismo. Ovunque si arrampichino sono seguiti da un cane chiamato “ego” che morde loro le calcagna. Nell’arco della giornata sostengono poi lunghe conversazioni con se medesimi, in quanto i loro interlocutori nemmeno sono inquadrati nella cornice della loro vista, e si credono tanto intelligenti che talvolta neanche comprendono una parola di ciò che vanno dicendo. In fondo utilizzano gli altri come base per erigere un monumento alla propria vanagloria. A capire immodestamente qualche buon manuale di psichiatria, può sembrare che i narcisisti in realtà non necessitino degli altri, la cui presenza anzi provoca in loro una certa irritazione, essendo questi poco più che componenti di un gioco troppo estraneo e noioso. Che non può essere il loro gioco. Mentre fingono di osservare chi hanno davanti assaporano, nel proprio fastidio per l’altro, una specie di perversa voluttà. Il piumaggio del pavone rappresenta una sorta di albero natalizio dai molteplici colori e riflessi. La parata amorosa nel corteggiamento fornisce all’uccello galliforme la possibilità di mettere in mostra i molteplici elementi che lo compongono: oltre la livrea turchina dai riflessi metallici che ricopre il collo e il corpo, uno strascico di un centinaio e mezzo di piume che il pavone dispiega a ruota. I neri, i marroni, e tutte le sfumature derivate nella gamma del rosso, dell’arancio, dell’ocra sono dovuti alla presenza, in concentrazione variabile, di un pigmento scuro (melanina). Le iridescenze, le tinte dai riflessi metallici – i verdi, i blu, e le dorature – prendono origine dalla diffrazione dei raggi luminosi. Siffatta scomposizione della luce è assicurata dalla struttura particolare e complessa degli elementi costitutivi del piumaggio, che agiscono come veri e propri prismi.

Allo stesso modo i nostri narcisisti, avendo in dote un particolare piumaggio (l’eccessivo esibizionismo e l’illusione di grandezza), si compiacciono della propria presunta grandezza, della propria ostentata unicità, delle proprie capacità che essi ritengono di possedere in quantità illimitate. Ad essere sinceri non disdegnano gli altri, più che altro li sopportano e se ne nutrono come parassiti, per il fatto che dalla svalutazione di questi derivano il loro valore o la convinzione della propria eccessiva autostima. Sono presenzialisti, occupando sovente tutti gli spazi pubblici, e parlano parlano di sé, anche se in apparenza sembrano parlare dei grandi temi dell’esistenza o della schiuma dei giorni. Ho la vaga sensazione che, quando contemplano su qualche superficie riflettente la propria immagine lo facciano, ripetendosi quanto siano indecenti e mediocri gli altri. Insomma, come si dice, il pavone narcisista è un individuo che incede in un mondo di omuncoli. Ecco qualche modesta contromisura nei confronti dei pavoni: il loro comportamento, i loro atti, le loro parole e persino i loro pensieri non hanno niente a che fare con voi e pertanto darvi importanza e tentare di cambiarli non vi servirà in alcun modo, anzi vi porterà ulteriore sofferenza. Quando dunque avete a che fare con un pavone narcisista, bisogna anzitutto investigare sul perché della situazione che si è determinata e capire come potete cambiare voi medesimi rispetto a loro. Forse avete una personalità succube di cui non siete consapevoli? Oppure vi siete accorti, quando ormai era troppo tardi, di avere a che fare con esseri dotati di un amore eccessivo di se stessi? Da quel che so, benché il loro narcisismo non sia di certo colpa vostra, alla fin fine siete voi che permettete a questi energumeni ingombranti, gonfi di superiorità, di entrare nel vostro spazio. Solo prendendo coscienza di ciò che vi ha indotto in tali situazioni, vi farà uscire da questo circolo vizioso.

Non dissimile è il discorso che riguarda la bibbia delle facce (facebook) e i tanti gruppi sociali in essa contenuti: stabilito che due sono le caratteristiche principali dei narcisisti, l’esibizionismo grandioso e l’illusione di grandezza, questi, soffrendo soprattutto della prima caratteristica, si fanno notare attraverso la loro attività frenetica sui cosiddetti social forum, dove danno tutti i particolari delle loro attività sociali che mettono in bella mostra nelle loro cerchie di amici. C’è chi sostiene che lo spazio virtuale elimini tutte le restrizioni determinate nel comportamento umano dall’universo sociale. In tal modo i pavoni digitali (di None non diversamente che altrove), smanettando sulla tastiera, possono dare libero sfogo alla propria vanità, impulsività, ricorrendo spesso alla menzogna, alla magniloquenza, all’insulto. Insomma possono dare prova di comportamento infantile senza dover entrare direttamente in conflitto con i loro interlocutori. Naturalmente non c’è nulla di male nei social forum, se vengono utilizzati con discernimento per mantenere dei legami con parenti o amici. Purtroppo, tuttavia, sovente essi si rivelano come fonti putride di maldicenza e rancore.

Gregorio Codispoti

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