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Ma in tempi di forte crisi economica, è ancora possibile trovare un lavoro?

By   /  23 agosto 2016  /  No Comments

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Intorno a questo interrogativo, sentito in tutto il nostro Paese, e non solo, si è svolto un incontro lo scorso 18 giugno. Si è trattato di un’iniziativa della sezione nonese del Partito Democratico, nelle persone del nuovo segretario, l’infaticabile Maria Luisa Simeone, e dell’operativo e preciso Alessandro Cattelan, che vedeva riunite personalità significative del settore piemontese del lavoro. Erano inoltre presenti, tra il pubblico, l’ex segretario della sezione Ignazio Drago, l’ex vicesindaco Stefano Rizzo e i consiglieri PD di Candiolo, presenza quest’ultima dovuta al fatto che il PD di None sta cercando di “fare rete” con i comuni limitrofi, per il settore del lavoro. Dopo i saluti del Sindaco Enzo Garrone, che ha ringraziato i presenti, ha dato il via alle danze il “nostro” Luca Dragotti, caporedattore de “Il Mondo di None” e responsabile della versione web del giornale, che ha illustrato il ruolo delle agenzie interinali, prezioso per l’inserimento (o re-inserimento) nel mondo del lavoro. Com’è ormai noto, queste agenzie assumono i lavoratori per collocarli nelle aziende che richiedono manodopera. La cosa da tenere sempre presente, infatti, come fa notare Dragotti, è che il lavoratore non risulta dipendente dell’azienda in cui presta la propria opera, ma rimane alle dipendenze dell’agenzia interinale che dà in “prestito” il suo servizio alle aziende clienti. Inoltre si tratta di lavoro temporaneo, da “interim”, quindi si parla di contratti a termine, ma se il lavoratore ha ben operato durante il suo periodo di servizio, l’eventualità che l’azienda, soddisfatta, lo prenda alle sue dipendenze, è molto probabile. Ha preso poi la parola la dott.ssa Monica Del Moro, consulente del lavoro che si occupa anche di selezione del personale per le aziende, il cui intervento si è incentrato sulle competenze che si devono possedere, ma anche saper esprimere, quando si ricerca un’occupazione. I colloqui con un esaminatore sono importanti perché, nonostante si dica sempre che bisogna andare oltre le apparenze, nel primo contatto con un eventuale datore di lavoro è la prima impressione quella che condiziona: conta moltissimo il modo di proporsi, sia nella gestualità sia nell’abbigliamento: se si è alla ricerca di un lavoro si investe su di sé. Inutile gonfiare il curriculum, perché poi è difficile sostenerlo ed essere coerenti. Così come grande valore hanno i tirocini, gli stage e tutti i corsi che si possono fare per l’aggiornamento e la propria formazione. I tirocini non devono essere visti come sfruttamento, ma come possibilità di imparare: ciò che conta veramente è che la formazione sia effettiva e non soltanto teorica. Non basta un attestato di partecipazione ad un corso, occorre che attraverso quel corso sia scaturito un effettivo arricchimento delle competenze del lavoratore. In un colloquio le competenze tecniche emergono, se si è in grado di dimostrarle. Tra i vari interventi, la “padrona di casa” Maria Luisa Simeone ha ricordato ai presenti che, oltre alle altre forme di lavoro, vi è anche la possibilità di prestare servizio come volontari nel Servizio Civile Nazionale: non si tratta di un’occupazione vera e propria, ma permette ai ragazzi dai 18 ai 28 anni un approccio formativo che potrà essere loro molto utile nella ricerca di un posto di lavoro; a None è possibile svolgerlo nella Croce Verde. Era presente, a questo proposito, anche il responsabile Luca Ferrua. Il responsabile del Centro per l’Impiego di Pinerolo, il dott. Renato Zambon, con l’aiuto di una serie di slides ha illustrato quelle che vengono chiamate “politiche attive per il lavoro”, le azioni cioè che vengono messe in atto in concreto sul nostro territorio dalla Pubblica Amministrazione, per cercare di arginare il grande problema della disoccupazione di questo periodo. Illustrando le cifre che compongono la domanda presente nel proprio Centro, il dott. Zambon ha presentato un quadro da cui emergono criticità su cui riflettere, ad esempio il titolo di studio: altissima la percentuale di iscritti, circa il 55%, che possiede soltanto la licenza media, ma il dramma è che non ci sono richieste per lavoratori con scolarizzazione di base. “In pratica, osserva Zambon, abbiamo migliaia di persone che non sappiamo dove mandare a lavorare”. Un’attenzione particolare viene riservata all’applicazione di normativa specifica, come la vigilanza sulle aziende che risultano inadempienti alle norme sui disabili o l’apertura di uno sportello dedicato alla discriminazione nei confronti delle donne. Il dott. Zambon ha concluso mostrando un grafico che illustra il fabbisogno di manodopera per i prossimi quattro anni, analizzato per figure professionali, tipologia di incarico, settore produttivo delle aziende. Il risultato di questa tabella evidenzia un fabbisogno di circa 2.500.000 lavoratori da parte delle aziende del territorio, che potrebbe essere un dato incoraggiante per il futuro degli abitanti. “Garanzia giovani” dall’aprile dello scorso anno ha funzionato bene: più della metà dei tirocini avviati per i giovani che vi avevano aderito è andata a buon fine, in maggioranza nel settore turistico e della ristorazione. All’assessore regionale al Lavoro e all’Istruzione, Gianna Pentenero, il compito di riassumere tutti gli interventi, illustrando nel contempo le politiche attive per il lavoro della Pubblica Amministrazione. Ha prima di tutto evidenziato la positiva presenza del Sindaco, visto che l’amministrazione pubblica locale è il primo interfaccia tra la popolazione e la Regione Piemonte, e quindi il governo, per ogni politica attiva da porre in atto. L’assessore ha preso spunto dagli interventi precedenti. Ha ricordato che le agenzie interinali sono private, ma necessitano del riconoscimento pubblico della Regione, sottolineando che il mercato del lavoro è cambiato, e queste agenzie ne rappresentano uno degli indici più rilevanti. Non c’è più il posto fisso. A quanto detto dal dott. Zambon, l’Assessore ha aggiunto che esiste anche un ente regionale che si occupa di collocamento, “Agenzia Piemonte Lavoro”, diretta dal dott. Spadon. Riferendosi anche a ciò che ha sostenuto la dott.ssa Del Moro riguardo alle competenze e alla formazione, ha informato che l’Agenzia in questo momento sta spingendo i giovani a cambiare visione, cercando di diventare imprenditori e non soltanto a cercare un’occupazione. A proposito dei giovani, Gianna Pentenero ha messo in evidenza le difficoltà di chi opera nel settore occupazione, prima di tutto nel reperirli: “Non sappiamo dove siano”, ha detto, “dobbiamo andare noi a cercarli”. Il problema della dispersione scolastica è drammatico. Solo in Piemonte ci sono circa 2.500 ragazzi all’anno che non conseguono la licenza media. Per chi prosegue con l’istruzione superiore, oggi si può anche contare sull’alternanza scuola-lavoro, con cui i giovani potranno avere un contatto diretto con il mondo del lavoro ancora prima di terminare la scuola.

Poi ha evidenziato un altro grosso problema, già accennato dal dott. Zambon. È molto difficile ricollocare gli “over 40”: fino a ieri erano gli over 50, “ci siamo accorti che l’età critica si è abbassata”. Quelle persone cioè, che in seguito alla crisi hanno perduto il posto di lavoro che magari avevano da molti anni, e che sono troppo giovani per andare in pensione, ma troppo vecchi per il mercato del lavoro. Per tali soggetti esistono vari percorsi per incentivarne il ritorno alla formazione. Si tratta di un aspetto non secondario, in quanto, dopo molti anni presso un’azienda, svolgendo un unico tipo di mansione, si ha comunque bisogno di tornare ad avere una visione elastica del lavoro, occorre essere pronti ad affrontare un’occupazione diversa dalla precedente. Per tale tipo di formazione, la Regione Piemonte ha disposto il cosiddetto “buono servizi”, a beneficio degli over 40, da utilizzare per i corsi di formazione. Ultimato l’intervento, sono incominciate le domande, con cui i presenti hanno messo a confronto la teoria esposta dai relatori fino a quel momento, con la realtà, che mostra un quadro ben diverso da quello ipotizzato. Molti giovani ritengono ancora che si possa trovare lavoro soltanto attraverso conoscenze personali. Inoltre, si è parlato di corsi di formazione non gratuiti, ma, in molti casi, offerti a caro prezzo, alternanza scuola/lavoro che si spera funzioni meglio delle deludenti “estati lavoro” degli anni passati, maggior cura delle liste speciali, in particolare quelle dei disabili, che non vengono rispettate pienamente, corsi di formazione per i quarantenni che nella realtà non funzionano o sono addirittura ai limiti della truffa, agenzie interinali che spesso sono gestite in modo poco chiaro e, anche in questo caso, in modo quasi disonesto. Tutti problemi che appesantiscono gli sforzi per la ricerca di un’occupazione stabile o, almeno, meno precaria di quanto offra oggi il mercato del lavoro. Ancora una volta quindi è apparsa la contraddizione, che può avere effetti drammatici su chi affronta la ricerca di un’occupazione, tra una serie di progetti e di iniziative, sia pur articolati e ben progettati, e la quotidianità di una crisi che appare difficile da superare. Forse, come ha affermato in chiusura l’Assessore Pentenero, solo investendo davvero sulle persone, sulle potenzialità dei singoli, si riuscirà a trovare un percorso coerente che offra speranze effettive.

Marco Gambella

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