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“Aiutaci tu, mamma chitarra!” La Torino elettronica dei Righeira

By   /  29 marzo 2016  /  No Comments

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righeira_oggiCari amici/che de “Il mondo di None”, avete passato bene le feste? Spero proprio di sì! Come sempre siamo qui per parlare di musica, oggi facciamo poca strada, ci spostiamo a Torino per ascoltare l’elettronica dei Righeira.

Michael e Johnson, rispettivamente all’anagrafe Stefano Rota e Stefano Righi, si conoscono sul finire degli anni ’70 ed iniziano ad esibirsi utilizzando i loro pseudonimi seguiti dal nome “Righeira”, nato da una storpiatura dal sapore caraibico del cognome di Johnson (Righi).

Michael si cimenta nella versione italiana di un brano di una band elettronica tedesca, con lo pseudonimo Italo Monitor, Johnson invece pubblica un 45 giri dal titolo “Bianca Surf/Photoni” in collaborazione con Giulio Tedeschi (fondatore dell’etichetta indipendente Meccano Records) e Oderso Rubini (mente della Italian Records di Bologna).

Queste prime esperienze musicali inseriscono i due “fratelli” all’interno del circuito legato alla nascente scena new wave italiana dell’epoca, nel 1982 Michael e Johnson entrano in contatto con il duo musicale La Bionda, protagonisti della dance internazionale.

Scocca la scintilla, l’incontro è la chiave che permette ai Righeira di imporsi nel panorama musicale italiano e non, in studio di registrazione viene ultimata e perfezionata una prima versione di “Vamos a la playa” e nella primavera del 1983 la CGD decide di investire in questi due giovani, pubblica la canzone che ottiene un riscontro di pubblico inaspettato.

Il pezzo dei Righeira è una bomba, arriva a vendere 3 milioni di copie in tutta Europa, ancora oggi è una delle canzoni italiane più conosciute nel mondo.

L’intero album che oltre a contenere il già citato singolo, vede brani come “No tengo dinero”, “Hey Mama”, “Luciano Serra pilota”, ha un buon successo di vendite, oltre al riscontro positivo della critica addetta ai lavori e del pubblico.

Il 1985 è l’anno dell’ennesimo centro dei Righeira con “L’estate sta finendo”, altro singolo dal sapore estivo, sapientemente scritto in collaborazione con i La Bionda.

Non è solo la musica ad accendere i riflettori sul duo torinese, la stravaganza dei loro look sempre diversi e bislacchi è qualcosa di divertente ed irriverente, forse figlia di quell’estrazione musicale vicina al punk e alla new wave; d’altronde Johnson è stato un “agitatore” con la sua fanzine “Sewer”, fra le pagine ciclostilate articoli sulle band inglesi e le prime realtà torinesi.

Nel 1986 partecipano al Festival di Sanremo con la canzone “Innamoratissimo (tu che fai battere forte il mio cuore)”, sempre sotto la supervisione dei loro produttori La Bionda.

Dopo una serie di collaborazioni con svariati musicisti ed un pezzo inserito nella colonna sonora di “Rimini Rimini”, film di Sergio Corbucci del 1987, i Righeira pubblicano ancora un disco “Uno, zero, centomila” nel 1992 e poco dopo decidono di interrompere la loro avventura musicale.

Michael e Johnson riprendono un percorso sonoro individuale, ma la voglia di rivestire i panni di un tempo è tanto, decidono così di ritornare insieme come Righeira e nel 2001 pubblicano un ep con le rivisitazioni del loro classico “Vamos a la playa”.

La cresta dell’onda fondamentalmente non è mai stata abbandonata: partecipazioni in tv, programmi radio, cinema indipendente e svariate attività culturali; i “fratelli” sono diventati un culto per intere generazioni!

Riscoprite il suono della nostra città, l’elettronica fatta nelle cantine torinesi degli anni ’80 e cercate i dischi dei Righeira…divertimento assicurato!

Alla prossima.

Claudio “Clay” Mangolini

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  • Published: 2 anni ago on 29 marzo 2016
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  • Last Modified: marzo 29, 2016 @ 10:52 pm
  • Filed Under: Musica

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