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Ricordando le vittime di Parigi…

By   /  30 dicembre 2015  /  No Comments

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«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore.

Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste

che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

Queste sono le parole che Antoine Leiris su Facebook ha indirizzato ai brutali assassini che, venerdì 13 novembre, al Bataclan

hanno ucciso sua moglie. In questi giorni, un po’ dappertutto, sui media nazionali di destra, scorre subdolo e velenoso un tam tam islamofobo che ricorda l’eco della cosiddetta crociata dei pezzenti del 1096. « Dio lo vuole! Dio lo vuole! » : questo fu il motto di riconoscimento che segnò l’inizio delle crociate in Terra Santa. Urbano II aveva stabilito nel mese di agosto la partenza della grande spedizione. Tuttavia decine di migliaia di persone già si erano messe in marcia prima della data convenuta. Senza avere una protezione armata, si precipitarono incontro al massacro. Più di 12 mila persone erano partite dalla Francia a marzo, guidate dal fanatico Pietro l’Eremita, avvolto da un’aura carismatica, e da un nobile dal nome evocativo, Gualtiero Senza Denari. Tira più o meno la stessa aria di crociatismo anche ai giorni nostri. La destra, ideologicamente armata, non vede l’ora di partire. The boots on the ground (scarponi sul terreno)! Salvini, fiero e orgoglioso della sua cultura lepenista de no’ altri, si dice pronto a partire. E già con l’elmetto in testa, palesando tutto il letale entusiasmo patriottico tipico degli Arditi d’Italia, che abbiamo conosciuto nelle pagine di storia, con i soliti toni propagandistici così ha dichiarato: “Guerra all’Isis? Sono pronto a partire anch’io, se c’è da difendere il futuro dei miei figli e la pace messa a rischio. Ho fatto un anno di servizio militare nel lontano ’95, ma farei tutto quello che bisogna fare. Fisicamente non sono un soldato modello, sono un po’ decadente, però se ci fosse bisogno, andrei a combattere. Ma penso che lo farebbero tutti”. Proprio tutti no! Mi dispiace. Al momento però il buon Salvini, col suo fisico decadente e i suoi scarponi (grazie a Dio, da un po’ non indossa più felpe!), si accontenta di caracollare qua e là sul suolo italico. Pronto a difendere le nostre radici cristiane contro la barbarie dell’immigrazione islamica. Ultimamente è stato avvistato a Rozzano, in provincia di Milano, laddove un preside ha preferito escludere i cori religiosi dalla festa della scuola. Senza per questo voler annullare il Natale. Ed il povero dirigente, che per sua fortuna ha avuto la solidarietà di molti genitori e docenti della scuola, è stato fatto oggetto di un bombardamento mediatico senza pari. Su un blog ho letto che nella società attuale risulta alquanto arduo affrontare con un’unica ricetta una materia così complessa qual è quella della diversità e della libera manifestazione plurale del credo religioso nelle scuole. E forse ci vorrebbe un po’ più di attenzione e cautela da parte di tutti. Salvini, il nostro “milite noto”, circondato dalla sua solita aura salvifica, si è presentato davanti alla scuola e, strabattendosene altamente di urtare la serenità dei piccoli utenti della scuola, che forse poco capivano di tutto quel caos creato ad arte intorno a loro dal mondo adulto, portava in omaggio un

piccolo presepe, per ristabilire una volta per tutte la nostra indiscutibile identità.

Mentre di lato, a coronare quel momento di elevata spiritualità, l’ex ministro dell’Istruzione, Gelmini, con la sua aria mesta, cantava insieme ad un gruppetto di devote “Tu scendi dalle stelle”. Con toni musicalmente sgrammaticati. Da parte mia, per contrastare il folle sogno di chi vuole fare “Dio” a propria immagine e somiglianza, rischiando di renderlo piccolo – chi più chi meno – , continuo a preferire il messaggio fermo e determinato di Antoine, sposo e padre affettuoso, e dei genitori di Valeria Solesin, che così ferocemente al Bataclan di Parigi hanno visto morire gli amori delle loro vite. Non avrete il nostro odio!

Gregorio Codispoti

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