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Pensare ai rifiuti ma non ogni tanto

By   /  20 ottobre 2015  /  No Comments

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Come ogni anno, in sede di predisposizione del Bilancio, ci ritroviamo a discutere di tariffe e di tassa rifiuti (Tari). Le Amministrazioni Comunali devono far quadrare i bilanci. I costi dei servizi aumentano e occorre farvi fronte. Nessuna Amministrazione Comunale ha piacere di applicare aumenti sulle tasse, soprattutto perché fatalmente sollevano forme di malcontento e incidono sui consensi e sul gradimento in loro favore da parte del cittadino utente. Nell’articolo sull’Eco del Chisone del 29 aprile 2015 il Sindaco fa risalire l’aumento all’aggiunta di 1 ecopunto nuovo , di 4 cassonetti dell’umido e di un bidone per l’indifferenziata. Inoltre inserisce tra le cause del rincaro l’aumento della quantità di rifiuti prodotti pro capite e la scarsa qualità della raccolta plastica. 1) Per quanto riguarda i cassonetti in più, la giustificazione pare alquanto blanda poiché il noleggio di tali cassonetti incide per circa 5000,00 Euro all’anno: pertanto non comportano aumenti così sensibili su un Piano Finanziario stimato per il 2015 di Euro 1.157.555. 2) Sulla scarsa qualità della raccolta plastica invece il Sindaco ha ragione: effettivamente il materiale conferito nei cassonetti non è sempre tutto riciclabile. Il Conai ha ridotto il contributo e pertanto si è dovuto correre ai ripari modificando i cassonetti della raccolta plastica con il risultato che fuori dagli stessi troviamo sacchetti pieni di bottiglie di plastica abbandonati. Ma questo dipende solo dall’inciviltà di chi li abbandona. 3) L’aumento dei rifiuti pro capite forse è riferito all’aumento dell’indifferenziato che viene conferito in discarica piuttosto che al rifiuto che viene avviato al riciclo. In questi anni ci hanno sempre detto che il nostro Comune aveva un’alta percentuale di raccolta differenziata. Ma è proprio così? Se si analizzano i dati delle performance dell’Ente scopriamo che nel 2011 la differenziata era 38318,00 ql. e nel 2013 siamo scesi a 26099,00 ql. Eppure qualcuno solo a marzo 2014 diceva che le ecoisole avevano favorito la percentuale di raccolta differenziata e si affrettava a vantare una riduzione sulle bollette del 12%. In questi anni, dopo una partenza nel 2008 di raccolta differenziata – a livello di bacino – del 35%, si è arrivati nel dicembre 2012 sino al 55%. Poi un calo continuo sino al 50,27 % del dicembre 2014. Infatti nella delibera dell’Assemblea Consorziale del Consorzio Acea Pinerolese n. 13 del 22 dicembre 2014 si legge: “i risultati al momento conseguiti sulla raccolta differenziata non raggiungono – a livello di bacino – gli obiettivi previsti dalle normative nazionali (per il 31.12.2012 era previsto il 65% ). Pertanto nell’anno 2015 dovranno essere attivate azioni volte al miglioramento dei risultati”. Nella stessa delibera è stato inoltre approvato il Piano Tecnico Finanziario per i servizi di igiene ambientale per l’anno 2015 di Euro 17.827.882,00 con una percentuale di aumento rispetto alla proiezione per il 2014 del 2,28% .Forse la percentuale di bacino della raccolta differenziata è diminuita anche causa della chiusura di tante aziende per la crisi economica. Non tutti sanno che i Comuni acquisiscono i MUD ( Modello Unico di Dichiarazione Ambientale ) delle aziende che smaltiscono i loro rifiuti privatamente. Se rientrano nei criteri di assimilazione, le loro quantità vengono utilizzate dal Consorzio per calcolare la raccolta differenziata di bacino. Ma che cosa è il Consorzio Acea Pinerolese? Nel 1986 prende vita il Consorzio Pinerolese Energia Ambiente che, costituito originariamente da 18 Comuni, opera attraverso un’Azienda multi service: l’Acea. Il Consorzio (diventato nel 1991 Consorzio Acea) ha un’espansione notevole sia come numero di servizi gestiti (inizia la gestione delle reti fognarie e del calore) sia come bacino di utenti: nel 1997 i Comuni serviti diventano 47. Nel 2003 dal Consorzio Acea nascono il Gruppo Acea e Acea Pinerolese Energia S.r.l. Il Consorzio ACEA Pinerolese è stato costituito nel marzo 2004 ed ha per scopo istituzionale l’esercizio delle funzioni comunali che ad esso siano, obbligatoriamente o volontariamente, conferite dai Comuni consorziati. In particolare esercita le funzioni di “Consorzio di Bacino” per il governo dell’organizzazione dei servizi di igiene ambientale. Il Consorzio ACEA Pinerolese, oltre ad assicurare sul proprio territorio di riferimento l’organizzazione dei servizi cosiddetti di “raccolta” (raccolte differenziate, raccolta RSU, spazzamento stradale, realizzazione e gestione delle Ecoisole), predispone i piani finanziari e la tariffa rifiuti per ciascun Comune, sulla base dei dati forniti dall’ATO-R, sentiti i Comuni interessati sulla qualità del servizio. Esso approva inoltre il piano d’erogazione del servizio agli utenti, disciplinando i rapporti con il gestore, verso il quale esercita poteri di vigilanza. Con stipula di apposito Contratto di Servizio, il 26 settembre 2007 il Consorzio ha affidato ad ACEA Pinerolese Industriale S.p.a. la gestione del servizio di igiene urbana presso tutti i 47 Comuni costituenti. Ogni Comune ha un suo rappresentante politico nell’assemblea: il Sindaco (o un suo Assessore delegato) ha facoltà di voto che pesa quanti sono i millesimi della sua quota di partecipazione. L’Assemblea consorziale è un organo di indirizzo politico-amministrativo del Consorzio. Ora ci chiediamo: in questi anni la politica ha saputo veramente incidere sulle scelte ambientali del Consorzio? Ogni rappresentante ha saputo svolgere il suo ruolo o si è limitato a votare a favore perché tutti facevano così? Si è provato a cercare nuove strade da percorrere per cercare di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata che le normative italiane ci impongono? La risposta la si può trovare negli atti deliberativi pubblicati sul sito del Consorzio: Sono ben pochi gli interventi dei rappresentanti dei Comuni e, quando si vota, sempre tutti favorevoli. Poche e rare sono state le proposte dei nostri rappresentanti politici locali nelle assemblee del Consorzio. Sono mancate l’informazione, l’educazione ambientale verso i cittadini e, forse, anche scelte coraggiose da parte di chi avrebbe dovuto decidere quale strada intraprendere. Ci si è limitati ad approvare piani e proposte forniti dal gestore del servizio – Acea Pinerolese S.p.A. Ma qual è la soluzione ? Il programma per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ruota intorno al principio del rifiuto zero. Quello che può sembrare un obiettivo ambizioso e utopico, in realtà rappresenta l’unica strada da percorrere per salvare il nostro ambiente, per tutelare la nostra salute e per ridurre drasticamente i costi dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Dobbiamo abituarci a valorizzare i rifiuti che produciamo. Dobbiamo passare dall’abbandono alla consegna di una risorsa da valorizzare. La soluzione è cercare di produrne il meno possibile e cercare di far durare il più a lungo possibile ciò che utilizziamo. In seguito, siamo chiamati a valorizzare ciò che scartiamo riutilizzando tutti i materiali che possono essere riciclati con la differenziata. Occorre darsi obiettivi sfidanti e impegnarsi per raggiungerli. La Strategia europea EU 2020 punta al “rifiuto zero”. Riciclaggio, compostaggio e riutilizzo devono prendere il posto di tecniche pericolose e sorpassate come l’incenerimento e lo stoccaggio in discarica. Occorre che di rifiuti si parli molto di più non solo quando c’è da battersi contro discariche e inceneritori perché non li vogliamo sul nostro territorio o perché ci viene aumentata la bolletta della Tari.

Dall’angolo di via Roma 11 Loredana Brussino

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