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Bella la festa, ma forse è più ragionevole spostarla in altro tempo o in altro luogo

By   /  27 luglio 2015  /  No Comments

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La festa è finita! Complimenti per l’organizzazione e il legittimo successo ottenuto e confermato! Conosco buona parte dei volontari della None Pro Loco e ne riconosco l’abnegazione, l’entusiasmo e lo spirito di sacrificio con cui ogni anno organizzano una delle feste più importanti del paese. Per tutte queste ragioni, da insegnante, anche a nome dei colleghi e di tutti coloro che operano all’interno della scuola media “Ada Gobetti”, mi permetto di sottolineare un aspetto di cui non si tiene granché conto. E tengo a precisare che quanto mi accingo a scrivere non contempla alcun fine polemico, ma intende semplicemente suggerire alcune ragionevoli proposte. Anche quest’anno, come già successo in quelli precedenti, a lezioni e attività non ancora terminate, improvvisamente è avvenuta un’invasione di mezzi, cavi, bombole, capannoni. Si sa che avete tutte le autorizzazioni del caso, a qualunque livello istituzionale. Una cosa, però, va messa in rilievo. Fino alla fine di giugno la scuola è impegnata, non solo per il disbrigo delle ultime pratiche scolastiche (ad esempio, cosa non trascurabile, gli scrutini), ma anche e soprattutto per lo svolgimento degli esami di terza.

Quest’anno, inoltre, purtroppo l’occupazione del cortile della scuola è stata eseguita già a partire da lunedì 8 giugno, quando le lezioni non erano ancora terminate. Così è capitato che, dovendo fare i consueti intervalli giornalieri per dare un po’ di sfogo alla giusta fame d’aria dei ragazzi, si siano create delle situazioni di potenziale pericolo: tra cavi elettrici che come serpenti sgusciavano da ogni lato, bombole di gas non ancora messe in sicurezza, blocchi di cemento della tensostruttura, cucine, forchettoni e quant’altro. E tutte queste masserizie, alla fine, hanno finito per bloccare le vie di sicurezza. Noi della scuola, teniamo a dire, abbiamo le menti indottrinate di cultura della sicurezza, essendo obbligati a costanti corsi di formazione in merito e quindi siamo, il più possibile, preparati alla cosiddetta “valutazione dei rischi”. E tutti ben sanno cosa voglia dire, tenuto conto dei vari incidenti avvenuti in alcuni edifici scolastici! Detto ciò, c’è una cosa, poi, che ha lasciato piuttosto allibiti: la visione di un bel wc mobile a doppia cabina, collocato in bella mostra all’ingresso dell’edificio scolastico. Ci è sembrato sinceramente uno sfregio al decoro di un luogo istituzionale che, a nostro giudizio (checché ne pensi l’opinione pubblica), deve essere considerato sacro. In quel luogo agiscono e operano insegnanti che hanno a cuore la trasmissione del sapere e la formazione culturale ed educativa dei ragazzi, ma è il luogo dove soprattutto vivono buona parte del loro tempo i vostri figli (utenti preziosi), che ci premuriamo, nonostante tutte le difficoltà quotidiane da affrontare, di trasformare in cittadini consapevoli della società di domani. Non è stato proprio un bel vedere! A meno che, sia pure inconsapevolmente, si ritenga che il binomio scuola-cesso sia l’icona adeguata che parte consistente della comunità nonese ha in testa. Non è stato nemmeno un bel vedere quanto rimasto dopo la festa: nel cortile decine e decine di mozziconi di sigaretta; nel prato, di solito adibito alle attività motorie degli alunni, parti di esso devastate da buche ridotte in posacenere (che contenevano i residui dei barbecue).

Ci è stato infine un episodio spiacevole capitato ad una collega, che in quei giorni di inizio giugno aveva posteggiato l’auto davanti alla scuola, come fa di solito ogni giorno nell’arco dell’anno scolastico. È stata presa a male parole da uno dei giostrai che aveva urgenza di sistemare il proprio camper nell’area antistante le scuole e che nel fare manovra si sentiva ostacolato dall’utilitaria della signora. Nella dialettica del momento, quando l’insegnante, con modi gentili, ha cercato di spiegare che quello era il posto dove di solito parcheggiava prima di entrare a scuola a prestare il suo regolare servizio, il giostraio ha così sintetizzato il suo pensiero: “Si sbrighi che ho da lavorare, tanto lo sappiamo che gli insegnanti non hanno nulla da fare!”. Naturalmente questa è la traduzione, di registro alto, delle parole del nostro interlocutore. Lascio a voi immaginare quale sia stata la versione originale! Dopo quanto da me riferito, ecco le proposte. Se chi ha l’onere di organizzare questa festa, assolutamente apprezzata dalla comunità nonese e dal sottoscritto, percepisce nello stesso tempo la consapevolezza di rispettare il “tempio” (uso questo termine volutamente) della scuola, può fare semplicemente due cose: o spostare la festa al termine di ogni attività scolastica, oppure, se permane la necessità di mantenere le scadenze tradizionali, di trasferirla in altro sito.

Gregorio CODISPOTI

con la condivisione dei colleghi

della scuola media

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  • Published: 3 anni ago on 27 luglio 2015
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  • Last Modified: luglio 27, 2015 @ 11:49 pm
  • Filed Under: Attualità

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