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Animali dottori per persone meno fortunate

By   /  7 giugno 2015  /  No Comments

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Nell’articolo di questo mese, voglio parlare di un argomento a me molto caro, e in continua evoluzione: la PET THERAPY. In concreto è un’interazione molto dolce tra l’uomo, in questo caso malato, e l’animale. L’obiettivo del trattamento è quello di andare a migliorare patologie comportamentali, fisiche, cognitive, psicosociali e psicologico-emotive.

In questo caso, i nostri amici animali, sono dei veri e propri dottori che, senza nemmeno accorgersene, diventano stimolo per la rinascita di tantissime persone, sia bambini che adulti. Il mondo della Pet Therapy coinvolge una vasta varietà di animali, tra cui cani, gatti, cavalli, pony, asini e addirittura delfini.

Per ogni paziente bisogna prima di tutto individuare l’animale più adatto, per indole e per attitudine, a intraprendere il percorso terapeutico. Pertanto è fondamentale una conoscenza profonda sia dell’uomo che dell’animale. La Pet Therapy, infatti, si fonda su una concreta collaborazione tra un gruppo di medici, psicologi, veterinari, comportamentalisti e operatori specializzati nel settore.

Le attività svolte con gli animali sono molteplici e possono essere di “assistenza”, andando a migliorare il periodo di permanenza del paziente in ospedale piuttosto che in una casa di cura, o di vera e propria “terapia” dove ci si pone l’obiettivo di lavorare e migliorare aspetti invalidanti fisici ma anche mentali.

I due principali campi applicativi della terapia con gli animali sono: i disturbi dell’umore, dove solitudine, malinconia e depressione risentono positivamente della possibilità di avere un amico che non chiede spiegazioni ma che necessita di coccole, gioco e accudimento; e le malattie neurologiche e cardiocircolatorie, come demenza senili, convalescenza da ictus e coma, in quanto dà la possibilità di svolgere attività mirate alla riabilitazione motoria e psichica.

Di non minore importanza sono poi gli impieghi della Pet Therapy nel campo dei disturbi psichiatrici e psicopatologici, primo fra tutti l’autismo, sfruttando la capacità degli animali di infondere senso di sicurezza e protezione, instaurando profondi rapporti di fiducia con i pazienti.

Ad oggi, in Italia, sono molte le associazioni che si occupano di sviluppare e formare animali e personale per questo genere di attività, con corsi specializzati in tutte le regioni. È importante ricordare che si può essere operatori Pet Therapy anche senza animale, formandosi in modo da poter assistere i pazienti nelle sedute terapeutiche, con gli animali messi a disposizione dalle società stesse.

In ogni caso ognuno di noi può avvicinarsi al mondo della Pet Therapy per aiutare gli altri, ma anche noi stessi. A tale proposito voglio cogliere l’occasione di questo articolo per ricordare a tutti i lettori che a None è stata fondata un’associazione, Associazione Annalisa, per i bambini affetti da problemi di psicomotricità. Tale associazione si è prefissata il nuovo obiettivo di raccogliere fondi che permettano ai bambini di poter effettuare delle sedute di ippoterapia, e tutti noi possiamo dare il nostro contributo per migliorare la vita di questi bambini!!

Elisa Fiorentino

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