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L’invasione digitale de Il Mondo di None a Santena

By   /  15 maggio 2015  /  No Comments

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1La cultura è una delle vitamine della Nostra mente. La cultura è elasticità mentale. La cultura è la possibilità di interfacciarsi con il mondo a 360°. La regione Piemonte non è povera di arte, musei ma soprattutto storia per poter accrescere la nostra istruzione. Con questi principi nascono le Invasioni Digitali, un movimento spontaneo nato nel 2013 dalla volontà di diffondere 3attraverso i nuovi media digitali la cultura e il patrimonio artistico del territorio in cui viviamo. Nel pieno della rivoluzione digitale, l’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare le istituzioni e siti culturali ad un utilizzo consapevole e competente del web e dei social media. Quest’anno le Invasioni digitali si sono svolte dal 24 aprile al 3 maggio. Come funzionano? Come un flash mob. Gli organizzatori propongono l’invasione di un luogo, un giorno ed un orario di ritrovo. I partecipanti, armati di smartphone, tablet, videocamere, visitano il luogo della cultura concordato e condividono attraverso i propri canali internet (blog, social network) la loro esperienza. Coloro che li 8“seguono” da casa possono condividere a loro volta i contenuti degli invasori, creando così un effetto virale.

Quanto costa la partecipazione? Zero. L’organizzazione è fatta a titolo di volontariato. Chi lo desidera può sostenere il progetto con una donazione spontanea.

La nostra Invasione Digitale si è svolta a Santena nel Castello Cavour. La dimora, grazie ad arredi, biblioteca, archivi ed una memoria storica degna di nota, rappresenta un unicum straordinario: è uno dei castelli più importanti 4del Piemonte. Fu costruito tra il 1712 ed il 1720 dall’architetto Francesco Gallo su volontà di Carlo Ottavio Benso. Estinta la famiglia Benso di Santena, nel 1760 il castello passo ai Benso di Cavour che ne fecero la loro dimora. Dal 1947 il complesso è stato lasciato in eredità alla città di Torino. La visita è iniziata nel magnifico parco del castello, che si presenta “romantico” all’inglese, con gli imponenti platani “a zampa di elefante”, è stato studiato dall’abate d’Arvillars e perfezionato dal grande architetto Xavier Kurten. Abbiamo proseguito nella torre, qui è presente la camera da letto, (trasferita dalla residenza di Torino), e l’archivio di Camillo Benso. Nel 10palazzo, abbiamo visitato il Salone Diplomatico, dove Camillo Benso riceveva i membri del governo, il Salone delle Caccie, che presenta un arredamento tra il 1700 ed il 1800, dove gli stucchi sono a cura dell’architetto Giovanni Battista di Bartolomeo. Sono presenti due paraventi che richiamano il gusto settecentesco orientale, la coppa in porcellana di Sevrès, dono di Napoleone III, la sala era frequentata dalle nobildonne. Non manca una bacheca con alcune delle 66 onorificenze del Conte tra cui il Collare dell’Annunziata, il più importante riconoscimento con il quale si diventava cugini del Re. La Sala da pranzo vanta la collezione di quadri ad opera di Crivellino, successivamente siamo giunti nello studio di Emilio Visconti Venosta, un diplomatico e politico 11italiano espulso per motivi politici. Al piano superiore, spiccano le due sale dedicate alla cognata di Cavour, Adelaide Lascaris e quella alla Contessa di Castiglione, infine la Camera Verde, con una rara collezione di quadri di Bagetti. La nostra visita si è conclusa nella tomba di famiglia che ospita le spoglie di Camillo Cavour ed appunto, della sua famiglia. Le lapidi sono semplici con altrettante iscrizioni. Una curiosità sulla morte di Cavour: nel 1855 il Conte era stato scomunicato, quindi non aveva diritto ad una sepoltura religiosa, per questo motivo 5 anni prima, impegnò il sacerdote francescano e suo amico, prete Giacomo da Poirino a somministrargli l’estrema unzione ignorando la scomunica. Il prete fu sospeso successivamente ma Cavour ottenne le esequie.

 6Si è conclusa la Nostra prima invasione digitale…sul web sono comparsi foto, video, articoli su giornali e blog; anche noi abbiamo contribuito a promuovere la cultura, cosa che tutti siamo chiamati a fare. Il turismo è l’unico settore che registra un tasso di crescita continuo e rapido. L’Italia e il Piemonte detengono il primato per numero di siti Patrimonio Unesco. Bisogna prenderne coscienza e diventare ambasciatori delle meraviglie che ci circondano.

Ringraziamo la collega Francesca Druetti, del direttivo Amici della Fondazione Camillo Cavour per il supporto nell’organizzazione dell’iniziativa.

Ulteriori informazioni sul Castello di Santena sul sito http://www.camillocavour.com/

L. Dragotti – S. Fiorentino

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  • Published: 3 anni ago on 15 maggio 2015
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  • Last Modified: maggio 15, 2015 @ 4:52 pm
  • Filed Under: Turismo

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