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Il Mobbing: come (non) si è evoluta la legislazione in materia

By   /  11 maggio 2015  /  No Comments

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Nonostante il fenomeno sia, purtroppo, sempre più conosciuto sorprenderà sapere che ad oggi di fronte al mobbing si può fare ben poco, almeno in Italia; basti pensare che il nostro ordinamento giuridico non si è ancora dato una disciplina ad hoc ma ha lasciato alla giurisprudenza il compito di individuare nel caso specifico la condotta illecita e di punirla.

Ed è, infatti, la giurisprudenza ad aver dato una definizione del mobbing – dall’inglese “to mob”, ovvero aggredire, assalire – consistente in “una serie di atti o comportamenti vessatori, di tipo commissivo od omissivo, protratti nel tempo e posti in essere nei confronti di un lavoratore da parte dei suoi colleghi (il c.d. “mobbing orizzontale”) o da parte del suo superiore (c.d. “mobbing verticale”)”*.

Nel 1999, appena 16 anni fa, fu il Tribunale di Torino** a dare un certo risalto anche mediatico al fenomeno, con una sentenza che riconosceva gli abusi e soprusi sopportati da una lavoratrice in ambiente di lavoro e gli effetti devastanti che questi avevano avuto sulla sua sfera psico-fisica.

Ma dal 1999 ad oggi poco è cambiato; anzi, una recente sentenza della Cassazione non ha potuto fare altro che ribadire la mancanza di una disciplina nel nostro codice penale “nonostante una delibera del Consiglio d’Europa del 2000 che vincolava tutti gli Stati membri a dotarsi di una normativa corrispondente“***.

Risultava, dunque, impraticabile nel 2011 come oggi adire le vie penali; vero è che rimane la strada del procedimento civile, “costituendo il mobbing titolo per il risarcimento del danno eventualmente patito dal lavoratore”**** e facendo discendere la responsabilità del datore di lavoro dall’articolo 2087 c.c. secondo cui “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Ma è, anche, evidente la discrasia sussistente tra la possibilità di essere tutelati a livello penale e di esserlo a livello civile, senza contare che ancora non si capisce perché il legislatore italiano non sia stato in grado di recepire una direttiva a tal riguardo molto chiara e risalente a quasi 20 anni fa.

E’ probabile che, come in molte altre cose, anche in questa noi italiani arriveremo prima o poi, allineandoci – finalmente – ai Paesi europei più evoluti.

*Trib. Milano, sez. lav., 20 maggio 2000; Trib. Milano, sez. lav., 11 febbraio 2002; Cass. Civile, sez. lav., 6 marzo 2006 n. 4774

** Trib. Torino, sez. III, 16 novembre 1999;

***Cass. penale, sentenza n. 685, 13 gennaio 2011;

**** Cfr Cass. penale n. 685/1999

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  • Published: 3 anni ago on 11 maggio 2015
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  • Last Modified: maggio 11, 2015 @ 10:04 pm
  • Filed Under: Economia

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