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It would be rude not to…! Part six

By   /  7 aprile 2015  /  No Comments

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Scene di vita quotidiana:
Livio: “Usciamo da casa e prepariamoci per questa giornata!”
Ila: “Okay, Livio! Che cosa faremo oggi??”
Livio: “Quello che facciamo tutti i giorni, Ila: TENTARE DI CONQUISTARE IL MONDO!”

D’altro canto, ogni mattina ogni inglese si alza e si barrica nella sua corazza di menefreghismo e saprà che dovrà ignorare Livio&Ilaria più del giorno prima!

Non importa se lottiamo come i romani contro Asterix e Obelix: siamo sicuri di avere abbastanza fascino per farci amare da quest’isola!

Sicuramente due sono i campi ai quali puntare:

cominciamo a parlare dell’aspetto religioso: due parrocchini come noi (chi ci conosce lo sa e forse ci evita pure..) non potevano non fare una ricerca su Google sulla chiesa romana cattolica delle vicinanze: cosi, qualche settimana prima della partenza, siamo andati sul sito del Vaticano, il quale ci ha reindirizzati ai siti delle chiese locali.

Come sapete la religione principale e’ quella anglicana, con la Regina Elisabetta a capo. Gli inglesi non vedono di buon occhio il Papa e alcuni di loro fanno plateali balzi dalla sedia quando ci scoprono cristiani.

Accanto a queste ci sono movimenti, confessioni e chiese differenti: Evangelisti, Mormoni, Metodisti, Testimoni di Geova e anche una mai sentita “Life church”.

Nonostante queste altre professioni religiose, noi ci siamo trovati subito bene nella Chiesa del Sacro Cuore di Bournemouth: Father Bruce e’ un personaggio! somiglia a don Giancarlo, parla un po’ (più) di italiano (!!) ed e’ molto accogliente: alla fine di ogni Messa chiede ai visitatori stranieri di palesarsi e dire la loro città di provenienza. Poi, si mette fuori dalla porta e saluta tutti, tranne Livio, che scappa sempre!

D’estate la parrocchia organizza barbecue, vendite di torte, quiz nights, concerti e, tra le altre cose, lezioni di salsa! chi ha Fb ha potuto vederci all’opera con i passi latini e ci siamo divertiti molto a ballare con le signore (giovani o giovani da molto più tempo), con il diacono, Padre Bruce e gli altri! abbiamo fatto amicizia con alcuni giovani ma purtroppo ora che ci siamo trasferiti a Poole riusciamo ad andare sporadicamente.

Eh si! trovando un appartamento tutto nostro abbiamo anche cercato una chiesa più a portata di mano di quella di B’mouth. La chiesa di St. Mary fa proprio al caso nostro! Al momento, un restio Livio tenta di passare inosservato davanti a Padre Mark (giovane, barbuto “come vuole la moda” e con un orecchino) ma sicuramente e’ questione di tempo: ci beccherà e dovremo darci disponibili per fare il catechismo/ animazione ai bambini durante la Messa!

Per quanto riguarda la parte “Comunale” siamo un po’ indispettiti perché nessuno ci ha accolti con le dovute onorificenze e non ci ha ancora presentati al sindaco.

A parte gli scherzi, qui sono molto attenti alla burocrazia e a far si che il cittadino rispetti le regole. Solo un esempio: qualche mese fa ci e’ arrivata la lettera relativa alle Council Taxes (le salate tasse sulla casa) e, assieme a quella, anche l’invito a registrarci nelle liste elettorali altrimenti ci avrebbero multati di 80 sterline. Il voto? noi? ma certo!

Purtroppo per Ilaria qui chiedono di riempire i documenti con il cognome da sposata ma, ça va sans dire, non corrisponde al documento d’identità! ebbene, anche in questo caso e’ stato utilizzato “Ilaria Toneatto”, salvo poi vedersi recapitare una lettera che diceva che la signora non era stata trovata negli archivi e, se entro tot giorni non avesse aggiustato la situazione, avrebbe rischiato una multa salata e qualche mese di galera! Paura e panico!

Ebbene, nonostante il carattere minatorio della missiva, dopo aver fissato un appuntamento hanno risolto il problema e ci siamo anche fatti una chiacchierata cordiale avente come argomento “Sestriere”!

Non abbiamo compreso se gli amministratori comunali si fanno aiutare da un gruppo come la ProLoco (non ne sentiamo parlare) ma è evidente che tutti fanno la loro parte affinché gli eventi vadano a buon fine e siano godibili a tutti. Vi confidiamo che è un compito relativamente semplice perché gli svaghi non sono molti (a parte durante l’estate) e la gente si accontenta di ciò che viene offerto. Non sono pretenziosi, ecco.

Per farvi un esempio, qualche mese fa c’è stata una festa con fuochi d’artificio: felici, siamo tornati a casa alle 21 da lavoro e ci siamo preparati, salvo poi scoprire che la festa era finita alle 20. Siamo rimasti un po’ delusi e ci siamo fiondati nel primo pub che servisse cibo per mangiare almeno qualcosa (le cucine chiudono alle 22ca).

Chiacchierando con alcuni inglesi, è saltato fuori che loro sono i primi a non comprendere il motivo per il quale i locali chiudano le cucine e le porte molto presto: questa decisione “culturale” porta i giovani a non avere luoghi di ritrovo ma a gironzolare per le strade della cittadina sbronzi e con la birra comprata nei negozi off-licence che (loro si) sono aperti fino a tardi. Molti adolescenti (ragazzi e ragazze in egual misura) hanno problemi con l’alcool: non sono controllati, non possono andare al cinema o al bowling perché costano e necessitano di macchina, non ci sono oratori o spazi messi a disposizione dal Comune. Non stiamo sponsorizzando l’alcolismo ma quanti tra noi hanno passato le serate al Beckett’s o all’Animal House a bere una birra e a mangiare patatine e un panino? Quanti possono dire di essersi sentiti al sicuro in un luogo che gli avrebbe fatto passare una serata divertente e sana? Ugualmente, non dimentichiamolo, il contributo che l’Oratorio e del Comune (con l’aiuto di tutte le associazioni) fanno si che None sia una cittadina bella da vivere. Con i suoi alti e bassi come in tutte le città del mondo ma scommettiamo che, se andate in giro di sera alle 20, il centro non sia deserto e non vi ritroviate ragazzini ubriachi che vi urlino contro (urlate, urlate, tanto lo slang non lo capiamo.. ancora!)

Bene, dopo avervi risollevato il morale riguardante la cittadina che state abitando, vi salutiamo e vi aspettiamo alla prossima! Ora ci diamo da fare per integrarci: dobbiamo assolutamente creare i gruppi Facebook “You live in Poole if…” e “B’mouth comune irreprensibile!”

Nel prossimo numero: scuole!

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