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Con lo sciopero dei vigili romani si torna a parlare di assenteismo nella Pubblica Amministrazione, ma con il Governo Renzi cambierà davvero qualcosa?

By   /  7 aprile 2015  /  No Comments

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Quello che è successo a Roma un mese fa in occasione di San Silvestro è stato solo la punta dell’iceberg, ma ha permesso di riportare l’attenzione su una pratica ormai talmente diffusa in Italia da rischiare di passare in sordina.

Se ne parla solitamente in riferimento ai dipendenti dello Stato ed un motivo ci sarà: un’indagine del 2013* ha calcolato come l’assenteismo nel pubblico risulti del 46, 3% più alto rispetto a quello stimato nelle imprese associate a Confindustria e, sempre secondo tale studio, abbassarne il livello per portarlo a quello del settore privato comporterebbe un risparmio di circa 3, 7 miliardi, non male per Paese che è sempre a caccia di nuovi modi per finanziarsi.

Questo forse il motivo per cui la lotta all’assenteismo e agli sprechi nella Pubblica Amministrazione sono divenuti i cavalli di battaglia del nuovo Governo, già prima che lo “sciopero selvaggio” di Roma li riportasse in auge.

D’altronde, lo stesso decreto attuativo della Legge delega 10 dicembre 2014 sembrerebbe applicabile anche al pubblico impiego, questo perlomeno è quanto ritiene il noto giuslavorista Ichino, che alla sua stesura ha partecipato: “Certo che le nuove regole saranno applicabili anche ai dipendenti pubblici. Tanto è vero che, quasi all’ultimo momento, è stata cancellata la norma che ne prevedeva espressamente l’esclusione”.

Dunque, verrebbe meno il diritto al reintegro anche per i dipendenti pubblici in caso di licenziamenti economici e per buona parte di quelli disciplinari (l’istituto dovrebbe rimanere in piedi solo per quelli discriminatori e per quelli disciplinari se il giudice accerti che il fatto contestato non sussiste); non tutti però la pensano così, ad esempio il Ministro della Pubblica Amministrazione Madia, secondo cui “gli statali sono esclusi, perché entrano per concorso e quindi seguono regole diverse”, perciò come al solito la questione è ancora tutta da vedere.

Se poi effettivamente la nuova disciplina si estendesse anche al settore pubblico è, però, certo che si andrebbe a scardinare uno dei principali cancri del settore, rendendo forse più cauti i suoi appartenenti nell’utilizzo improprio e scorretto dei permessi retribuiti e della malattia e aumentandone finalmente i livelli di produttività.

Lorenza Ippolito

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  • Published: 3 anni ago on 7 aprile 2015
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  • Last Modified: aprile 7, 2015 @ 10:36 pm
  • Filed Under: Economia

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