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It would be rude not to…! Part five

By   /  2 marzo 2015  /  No Comments

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All I want for Christmas is…!” Mariah Carey concluderebbe con la parola “you” ma noi ci permettiamo di proporvi una versione un po’ diversa, grazie a ciò che abbiamo vissuto nei giorni di festa dicembrini: case abbellite da mille lucine, le strade piene zeppe di luminarie, cartelloni pubblicitari che inneggiano l’arrivo di Babbo Natale nella casetta popolata da elfi e situata nel centro commerciale, corse agli acquisti e gli immancabili mercatini di Natale nei quali si sente profumo di… zenzero? No, panini del porcaro (yummy!).

La cosa che vi potrà sorprendere e’ che questa corsa al Natale e’ cominciata dal 1° Novembre: accantonato Halloween, quando nelle altre parti del mondo le famiglie portavano i fiori ai propri cari al cimitero, i nostri nuovi compatrioti (che di cimiteri sono pieni), cominciavano ad addobbare le case e a comprare pupazzetti di Rudolf la renna: vuoi mai che il Natale arrivi e loro non se ne accorgano!

Mentre Livio comprende lo spirito commerciale e ricorda come il giorno dopo la fine della scuola già si comincino a vendere zaini e diari per Settembre (è il marketing, baby!), Ilaria non ne capisce l’utilità e ha emboli multipli ogni volta che vede un Babbo Natale impiccato ad un balcone.

Abbiamo provato ad osservare come gli inglesi vivono il Natale e i risultati della nostra ricerca sono stati i seguenti:

  • In terra d’Albione alcune abitazioni sono stracolme di lucine ed addobbi al contrario di altre assolutamente “spente”. Passeggiando in una qualunque strada si nota molto questo stacco netto tra una casa e l’altra: non c’è omogeneità. Sarà perché a) sfigurerebbero? b) risparmiano sulla bolletta? c) il vicino gli ha chiesto in prestito tutti gli addobbi e loro sono senza?
  • Qui, se non hai una maglietta in tema natalizio sei out (e noi lo siamo, senza ombra di dubbio): renne stampate, disegni di pupazzi di neve con il naso a carota che spunta dal maglione, pance di Babbo Natale tridimensionali (ah no, quella l’hanno di natura…) ebbene, nessuno si vergogna ad andare in giro così, mentre noi, per pudore e per vergogna, ci teniamo a farvi sapere che ci siamo astenuti all’acquisto.
  • Abitiamo in un palazzo sopra un grande supermercato. Uno di quelli che è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Dal 22 Dicembre l’ampio parcheggio è sempre stato pieno. Non solo alle 10 di mattina, non alle 18 di sera ma anche alle 3 di notte: quando le persone sane di mente dormono o si alzano per andare a fare la pipì, la gente usciva con carrelli della spesa colmi di delizie (o, più probabilmente, con cibi pronti)
  • la televisione non ha fatto altro, in tutto questo periodo (1 mese circa), che trasmettere ogni giorno le 100 canzoni natalizie più belle di sempre, i quiz con i VIPs come protagonisti per raccogliere fondi per le associazioni caritatevoli, i consigli sui regali (“i 100 giocattoli migliori” è una trasmissione realmente esistita)!


Sebbene tutto questo sforzo per rendere bella e partecipativa questa festa sia da standing ovation e non da tutti, ciò che ci ha colpito di più è stato il vuoto cosmico che aleggiava. Non abbiamo sentito nulla. Nulla. Niente che ci smuovesse i cuori, che ci portasse ad essere più buoni, ne che ci facesse aprire il portafogli. Sarà stata anche la situazione di trovarsi all’estero, posto nuovo, senza familiari e amici, il primo Natale della famiglia Toneatto… ma questo già lo sapevamo e l’avevamo messo in conto!

Il tempo atmosferico, poi, non ha aiutato: sembrava di esser stati catapultati nel bel mezzo di Agosto (solo l’aria pungente ci ha aiutati a scampare all’ologramma estivo): cielo limpido, sole caldo, l’oceano che invitava ad un bagno. Pensiamo che, dopo questo, non ci sia nulla di più sconcertante che passare il Natale in Australia: ce lo confermate voi, cari amici a Melbourne e Sidney?

Ebbene, nonostante tutto, è stato un bel Natale. Nell’ordine:

  • Ila ha preparato il Calendario dell’Avvento con tante attività da fare in 25 giorni;
  • Abbiamo comprato un alberello (una sagoma in legno, in realtà) e, come vuole la tradizione, i regali che avevamo ricevuto durante la nostra vacanza in Italia gli sono stati messi attorno;
  • Ci siamo scambiati gli auguri con gli amici e il vicinato a base di bigliettini lasciati sulle bacheche;
  • Siamo riusciti a salutare le nostre famiglie via Skype: erano tutti in tuta e col fiatone visto che si preparavano alla lunga maratona dei cenoni in famiglia;
  • Abbiamo fatto un video di auguri un po’ stile Grinch durante la visita al mercatino di Natale di Salisbury (e abbiamo visto anche la Magna Carta! gne gne gne!);
  • Ci siamo regalati qualcosina a vicenda anche se ci eravamo detti “quest’anno niente regali”. Succede anche a voi?;
  • Livio ha lavorato il 24 e il 25, durante il turno di notte, e siamo riusciti a passare le mattine e i pomeriggi insieme;
  • Siamo andati a Messa il 25 mattina e, visto che il tempo era invitante, ci siamo fatti una passeggiata sulla spiaggia. Tornati a casa abbiamo preparato un buon pranzetto a base di spaghetti con i frutti di mare e zucchine. Per concludere, una torta al cioccolato (di Panettone -buono- neanche a parlarne).

Cosa volere di più?

Auguri di un buon Natale e felice 2015 a tutti (anche se in ritardo) e, soprattutto, buona ripresa delle attività quotidiane!

Nel prossimo numero: vivere in/la comunità!

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