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It would be rude not to…! Part four

By   /  18 gennaio 2015  /  No Comments

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Nella foto a fianco potete ammirare e rimirare il primo schemino che la famiglia Toneatto ha fatto e ha appeso nella nuova casa. Ebbene si, ci siamo dati all’arte del “planning familiare”. In questo schema sono riportati i nostri turni di lavoro insieme al cosiddetto spare time: il tempo libero che o viene utilizzato a nostro piacimento: dal gruppo di conversazione francese per Ila alla partita di basket per Livio, gli amici a cena oppure per stare tranquilli a casa.

Sarebbe troppo semplice pensare che questo sia uno schema fisso. Ebbene no! cambia, cambia ogni settimana o ogni giorno, dipende dai capricci dei datori di lavoro o dalle esigenze dei colleghi che richiedono un cambio turno.

Siamo qui per lavorare e lavorando facciamo anche molti sacrifici. Ma non siamo soli e non siamo un’eccezione: abbiamo conosciuto ragazzi italiani diciottenni che sono venuti qui ad imparare l’inglese in una delle tante scuole e la sera, per non gravare sulle famiglie, lavorano come lavapiatti nei ristoranti;

giovani greci che servono nei fast- food e nelle tavole calde, con conseguenti orari da pazzi;

ragazze spagnole, venezuelane, argentine che lavorano dalle 40 alle 50 ore a settimana facendo combaciare due lavori perché, altrimenti, “si fa fatica a campare”.

Tutto ciò non è per criticare gli altri paesi europei che hanno problemi economici e politici e fanno scappare i giovani, ma è solo per dire che gli immissari in questo grande mare inglese sono principalmente questi.

La nostra amica nonese Giada, che e’ venuta a Londra per qualche giorno, ci ha scritto entusiasta poiché ha “incontrato un sacco di italiani e tutti sono felici”.
Come le abbiamo confermato, troverà sempre tanti italiani felici ma non bisogna farsi abbindolare: in UK se le cose sono molto semplici da un lato (gli inglesi pensano in linea retta) e’ bene anche rendersi conto che ci sono anche alcune difficoltà: il costo della vita, la burocrazia, la testardaggine degli inglesi che piuttosto che farsi capire morirebbero e, in qualche caso, anche un’iniziale dose di pregiudizio che ci dipinge come popolo di fannulloni (ma li smentiamo sempre!)

Diciamo che… bisogna provare! e non bisogna scoraggiarsi.

Dopotutto qui vige la meritocrazia quindi, se si dimostra la propria bravura gli inglesi non sono stupidi e se ne accorgono: sono talent scout inside!

La nostra idea e’ quindi che e’ bene provare! provare e allargare i propri orizzonti. Provare impegnandosi. Provare con la testa sulle spalle. Magari non a Londra, che per quanto stimolante non porta a nulla se non ad una bellissima vacanza, ma spingersi verso mete non proprio comuni, in cittadine meno scontate.

Bisogna partire con convinzione, munirsi di coraggio e di voglia di fare. Mamma, papà e gli amici (ai quali è dedicato un paragrafo più avanti) devono poi essere sempre di supporto e non abbandonare mai il pargolo esploratore a se stesso ma lasciarlo vivere le sue esperienze.

Ripetiamo due punti principali che avevamo scritto nello scorso articolo:

1- il Curriculum Vitae dev’essere sintetico e NON nel “formato Europeo”. Dev’essere allegata SEMPRE una lettera di accompagnamento (chiamata cover letter). Sul web trovate tanti esempi dai quali prendere spunto ma non copiare: i talenti da mostrare sono i vostri!

2- mandate il CV ovunque: a mano, nelle agenzie del lavoro, direttamente nelle aziende.

E’ buona prassi, quando verrete chiamati per un colloquio, compilare i formulari che vi daranno, nei quali troverete anche le domande impossibili (“ma daaaaaiiiiii, che domande cretine!!”, come dice Livio): quali sono i tuoi punti di forza, dove ti vedrai nei prossimi anni, dimmi 10 aggettivi che descrivono la nostra azienda ecc… solo una spremitura inutile di cervello ma si deve fare. Poi vi chiameranno per il colloquio vero e proprio.

Utile consiglio per gli studenti: non sappiamo dove sarete tra una decina d’anni ma il mondo sta diventando sempre più globalizzato (ve ne siete accorti?) quindi impegnatevi durante le ore di lingua inglese, sia che siate alle medie o alle superiori e non tagliate le lezioni all’Università.

Che andiate a lavorare in una tabaccheria o come manager dell’azienda di famiglia, che decidiate di intraprendere la carriera di imbianchini o di insegnanti ormai la lingua inglese è obbligo parlarla, scriverla e capirla.

Non solo per trasferirvi ma anche per poter capire cosa la gente vi dice quando siete in vacanza. Non solo in ferie ma anche per mostrarsi competitivi nel mondo del lavoro, in qualsiasi settore decidiate di inserirvi.

Il nostro amico Raphael, atleta olimpico brasiliano, è stato a Torino e Milano qualche mese fa ma è tornato dispiaciuto perché non è riuscito a comunicare: nessuno che sia riuscito a spiaccicare una parola nella lingua più usata nel mondo. È questo il biglietto da visita che desideriamo mostrare?

Visto che ci viene cosi bene ci prodighiamo in un ultimo consiglio per gli studenti (che, alla fine di questo articolo ci odieranno): impegnatevi ad imparare una seconda lingua straniera! Che sia il francese, lo spagnolo, il tedesco, l’arabo o il cinese, mettetevi in tasca un qualcosa in più.

Un esempio: Ilaria al momento sta lavorando come Customer Care Agent di Google per la linea francese. Nel Dorset cercano molti “cugini d’oltralpe” ma non ne trovano, così finiscono per rivolgersi a persone “francofone”.

Infine, cari genitori, zii, cugini e padrini che state leggendo, non abbiate paura a lasciar andare il vostro ragazzo a vivere un’avventura in un paese straniero. Se avete fiducia in lui e se lui sarà capace di prende questa decisione in maniera intelligente e consapevole dovrete appoggiarlo facendogli sentire la vostra presenza ma allo stesso tesso tempo mantenere le distanze quanto basta per non opprimerlo con ansie inutili. E’ un gioco di equilibri che solo un genitore consapevole è in grado di fare perché non così semplice: possiamo immaginare quale sia la difficoltà di vedere un figlio che è rimasto in famiglia tutta la vita andarsene di casa, ma in un mondo senza confini come quello degli ultimi anni, non dovrebbe sconvolgere poi troppo la stabilità interna.

Uno sforzo oggi porta sicuramente a grandi soddisfazioni domani!

Nel prossimo numero parleremo di: Le festività!

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