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La triste fantozziana crociera di un cittadino nonese

By   /  14 dicembre 2014  /  No Comments

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Dopo circa quattro anni che mia moglie cercava di convincermi a partecipare ad una Crociera nel Mediterraneo Orientale per visitare, in particolare, la Grecia, un mese fa mi lasciai convincere e prenotai, pur con qualche difficoltà nei rapporti on-line, attraverso l’Agenzia Crocierissime.it – che ha il monopolio per le prenotazioni online di crociere gestite da qualsiasi Compagnia di navigazione – una crociera dal il 27 settembre al 4 ottobre, con la compagnia Norwegian, con partenza e arrivo a Venezia. Così il mattino del 27 ci avviammo, allegramente, alla Stazione di None per salire sul treno per Torino Porta Susa con notevole anticipo sull’ora di partenza, dal momento che il servizio trasporti sulla linea Pinerolo-Torino è abbastanza deficiente per sopperire eventualmente con l’auto.

Giungemmo, infatti, a Porta Susa con un’ora di anticipo sulla partenza del treno Freccia Bianca per Venezia e con santa pazienza ci sedemmo su una panchina del marciapiedi in attesa del Freccia Bianca. Dopo un po’ pensai di andare a prendere un caffè al box poco lontano, per non andare al bar che si trovava ben tre marciapiedi più lontani. Tardai un po’, perché c’erano anche altre persone e mia moglie si alzò per un attimo a guardare cosa stessi facendo, lasciando così incustoditi, il tempo di un respiro, borsa e bagagli. In quel frangente di brevissima distrazione qualche brava persona pensò bene di prelevare la borsa di mia moglie e la mia bellissima macchina fotografica Panasonic completa di tanti accessori. Appena accortici del furto, provvidi immediatamente alla denuncia presso il locale Ufficio della Polizia Ferroviaria, dove, con un’incredibile efficienza, cortesia e correttezza, alla nostra decisione di voler tornare a casa, i funzionari presero contatto con l’Agenzia Crocierissime.it chiedendo all’addetta, signorina Marina, se, inviando loro una copia del verbale della denuncia e lei, a sua volta, trasmettendola all’Ufficio della Polizia, sarebbe stato possibile imbarcarci ugualmente. Alla risposta affermativa, due funzionari della Polizia ci accompagnarono, noi con la nostra brava denuncia e copia dei biglietti di viaggio per la crociera, al treno Freccia Bianca per concordare con il capotreno il non pagamento anche dei biglietti a fronte della denuncia. Il capotreno acconsentiva, ma, ecco la prima beffa: appena il treno ripartì, il responsabile del servizio con giustificazioni varie ci disse che non poteva condonarci il biglietto e così pagammo il biglietto per intero, senza la promozione del sabato (50%) ed in più il sovrapprezzo per averli acquistati sul treno (212 euro in tutto). Finalmente giungemmo a Venezia Santa Lucia con un po’ di ritardo e ci avviammo verso il punto d’imbarco che, a causa delle poco chiare informazioni dell’Agenzia, raggiungemmo con un notevole ritardo, per fare il check-in dei bagagli. Nel frattempo ricevetti un’ulteriore telefonata dalla signorina Marina che mi confermava che era tutto a posto, perché avevano mandato la copia della denuncia: ci avrebbero imbarcati. Ci augurava un bellissimo viaggio. Arrivammo al check-in dei bagagli, dove stavano due dipendenti della Norwegian a cui spiegammo la nostra situazione. Ci fecero compilare due moduli per i bagagli. E qui viene il bello: ci accingemmo a salire al piano superiore per compilare i nostri check-in e li ci sentimmo dire che tassativamente, senza i documenti di mia moglie, non potevamo imbarcarci. Niente da fare, nonostante le nostre proteste. Così telefonai alla fantomatica Marina del Servizio Clienti dell’Agenzia, riferendo il fatto. La donna prima restò basita, poi disse che avrebbe sentito il suo responsabile. Dopo pochi minuti mi richiamò, dicendomi che il suo superiore suggeriva di sentire la Capitaneria di Porto di Venezia. Al che mi infastidii alquanto, perché era impossibile a dieci minuti dalla partenza rintracciare la Capitaneria, che oltretutto non sapevamo neanche dove fosse. Così ci avviammo di corsa a recuperare i bagagli, ma ormai non c’era fu più niente da fare, perché i bagagli erano in distribuzione sulla nave e non c’era più possibilità di recuperarli. Nel frattempo spuntò fuori da un gabbiotto un signore che si qualificò quale Capitano Bettini, Direttore della Compagnia, che si scusò per il disguido. Ci promise di farci avere notizie in merito entro due giorni. Mi invitò a fornirgli via e-mail i miei riferimenti che io già gli avevo dato verbalmente. Amareggiati tornammo sui nostri passi: andammo a riprendere il vaporetto per la Stazione di Santa Lucia. Va ricordato che era la vigilia del matrimonio di George Clooney e per Venezia era, in ogni caso, alta stagione, quindi per le strade, sui vaporetti, c’era una ressa indescrivibile. Accadde così che saliti sul vaporetto e in mezzo ad un’enorme ressa di passeggeri, spingi di qua e spingi di là, alla discesa dal mezzo mi ritrovai senza il mio borsetto con tutti i documenti e tra l’altro un libretto di assegni intonso. Ci guardammo in faccia con mia moglie e mi venne spontaneo affermare: “Si vede che siamo ormai rimbambiti! Sarà meglio, per il futuro, starcene tranquilli a casa nostra”

Dopo di che ci avviammo alla stazione ferroviaria per cercare il primo treno per Torino: purtroppo sino al mattino successivo, non ce n’erano. Così acquistammo un biglietto per il Freccia Bianca del giorno dopo. Stanchi e con il morale sotto i tacchi ci avviammo a cercare una camera per dormire qualche ora. Non so se riuscite a ricordare San Giuseppe e la Madonna alla ricerca di un locanda a Betlemme; ebbene, noi che per le calli entravamo in tutti gli alberghi, locande od hotel a chiedere un posto per la notte non eravamo dissimili dai due santi pellegrini. Dopo ben due ore e più, finalmente un po’ di luce: in un albergo trovammo una camera con servizi in comune, ma che ce ne fregava! Avevamo uno spazzolino in comune, niente cambi, niente asciugamani. L’accettammo senza riserve e, dopo una veloce cena, andammo a buttarci sul letto, vestiti. Io potei dormire sino alle cinque del mattino, ma non mia moglie, continuamente assalita da voraci zanzare. Alle cinque del mattino, prendemmo quello che restava dei bagagli (un borsone ed una piccola borsa bianca dove tenevo le medicine e parte del denaro) e senza far colazione ci avviammo alla stazione, dove, ovviamente, a quell’ora i bar e gli spacci erano ancora chiusi. Restammo in paziente attesa del treno e dell’apertura di un bar per fare un po’ di colazione. Finalmente salimmo sul treno e alle 13 ritornammo a None. Voi immaginate che sia finito tutto qui, ma neanche per idea … la storia continua. Non trovando un referente valido, mi misi al pc e scrissi all’agenzia una dettagliata descrizione di quanto era successo, chiedendo loro il rimborso delle spese vive sostenute (all’incirca 600 euro) e la possibilità di riconoscerci un’indennità per i danni morali (mia moglie non si è ripresa del tutto ancora oggi!).

Sollecitai inoltre un segno di conferma di ricevimento della e-mail. Al mercoledì, non avendo ottenuto risposta alcuna, particolarmente arrabbiato, chiamo l’agenzia (croceissime.it). Prendete buona nota dell’inefficienza e di assenza di onestà di costoro! Al telefono finalmente parlo con il famoso responsabile del servizio clienti e, mio malgrado, incomincio ad insultarlo, accusandolo di maleducazione per non avermi dato alcun cenno di risposta alla mail. A quel punto mi sento rispondere: “Ma cosa volete? Avete voluto rischiare ad andare a Venezia ed ora vi arrangiate!”. Io ribatto che c’era stato un accordo tra la sua collaboratrice e la Funzionaria della Polizia. La cara signorina non solo aveva fatto pervenire al pc della Polizia di Torino il duplicato dei documenti di viaggio, ma mi aveva ancora telefonato, dicendomi che non c’erano problemi di sorta, mentre ci recavamo al punto d’imbarco. Niente da fare, con una cocciutaggine incredibile, la colpa rimaneva solo ed esclusivamente nostra. Probabilmente ci avrebbe fatto scrivere dal loro Ufficio Legale. Purtroppo era un buon quarto d’ora che urlavo e le mie corde vocali, a causa dell’operazione subita per estirpazione di un carcinoma alla corda vocale sinistra, cedevano e dovetti interrompere la telefonata. Dopo un po’, mi ripresi e pensai di telefonare al Capitano Bettini che dopo quattro giorni non mi aveva ancora detto niente dei bagagli.

Naturalmente la storia va avanti per le vie legali. Ho infatti provveduto a prendere contatto con il mio avvocato che mi ha assicurato che tutti i motivi che ho elencato sono validi per un giusto indennizzo. Mi auguro che così avvenga e nello stesso tempo non auguro a nessuno un’avventura fantozziana come questa.

Francesco CERCHIO

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  • Published: 3 anni ago on 14 dicembre 2014
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  • Last Modified: dicembre 14, 2014 @ 9:17 pm
  • Filed Under: Attualità

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