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It would be rude not to…! Part three

By   /  9 novembre 2014  /  No Comments

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Fermi tutti! salvate le vostre carte di credito! non salite su quell’aereo! cosa state pensando?
che dopo avervi “intortati” dicendovi quanto è emozionante partire all’avventura, di quanto eccitante sia vivere “due cuori e una capanna”, di quanto sia delizioso il luogo in cui siamo… venire qui sia la cosa più facile del mondo?
Prendere un biglietto aereo si, ma dobbiamo prima darvi qualche informazione burocratica: vivere in UK è un diritto, in quanto cittadini comunitari, a patto che si abbia di che mantenersi.

Sinteticamente, gli step sono i seguenti:

Per vivere qui bisogna conoscere l’inglese, procurarvi un cellulare con un numero inglese, affittare un appartamento, aprire un conto in banca e poi, finalmente, cercare lavoro, Dare un indirizzo e un numero italiani non è un buon modo di presentarsi: chi lo assume, uno che sta a 2000 km? Guardatela a rovescio: assumereste uno che abita a Tolosa? Lo prendereste sul serio?

Nel dettaglio:

(Riguardo l’inglese non ci esprimiamo neanche: non basta dire “lo impareremo quando saremo sul luogo” perché potreste passare le vostre giornate da non lavoratori ad andare a fare la spesa e a rispondere a sole due domande: “vuole la busta di plastica? ha la carta sconto?”NO WAY!)

First of all:il numero di cellulare inglese! cosi come nessuno si sognerebbe mai di telefonare ad un possibile candidato italiano in Italia, allo stesso modo nessuno telefonerebbe mai a qualcuno che, pur essendo fisicamente in UK, abbia un numero di telefono italiano. Bisogna, quindi, mettersi il cuore in pace e a) comprare un cellulare (se ne trovano di belli e funzionali e economici di seconda mano); b) comprare una SIM inglese.

Le compagnie telefoniche più conosciute sono la O2, la EE, la 3 e la Vodafone ma anche i supermercati hanno le loro: Tesco Mobile et Asda mobile, per citarne alcune. Ci sono due modi per ricaricare il telefono: la Pay as you go o anche chiamata top up SIM card, praticamente non si è abbonati a nessun piano tariffario semplicemente si ricarica il telefonino quanto e quando pare e stop. E poi ci sono i piani telefonici detti SIM mobile phone deals o plans che esistono anche in Italia.

Secondly, la CASA: non che non possiate vivere sulle panchine del parco, ma un indirizzo inglese è necessario per dimostrare la vostra presenza in Inghilterra.
I costi degli appartamenti sono alti rapportati a quelli italiani. La soluzione più semplice è quella di cercare un appartamento da condividere. Parlando per esperienza, i vostri coinquilini possono appartenere a sole due categorie: il male o il peggio. Queste case condivise presentano almeno tre vantaggi: costano poco, si possono fare nuove amicizie (e impratichire l’inglese) e, per eventuali problemi/ dubbi/ nuove scoperte, si può chiedere direttamente ai coinquilini. Per i singles è molto semplice trovare soluzioni ideali. Le coppie fanno una fatica sovrumana.

Dopo qualche mese di convivenza forzata è nata, nella neo famiglia Toneatto, la voglia di avere degli spazi propri. Anche perché l’angelo del focolare non solo lavora a tempo pieno ma fa anche gli straordinari di pulizia per altri quattro uomini (oltre al suo). E questo comincia a diventare stretto.

Cambiare casa si può ma si è sottoposti ad un procedimento più lungo: si naviga sui siti internet e si contatta l’agenzia affinché vi faccia visitare il flat dei vostri sogni. Fin qui niente di difficile.
Se sarete fulminati come Paolo sulla via di Damasco comincia la parte un pò più tortuosa: al vostro “si, lo vogliamo!” l’agenzia vi risucchia i soldi (non restituibili) per aver fatto il loro lavoro; subito dopo cominciano gli incartamenti che riguardano essenzialmente le referenze (del datore di lavoro, del precedente padrone di casa e del “good character” -una persona residente in UK che confermi che non siate dei criminali-). Poi si aspetta. Tanto. E si paga. Tanto.

Et voilà, alcuni link utili: www.rightmove.co.uk, www.spareroom.co.uk, www.gumtree.com!

Terzo e non meno importante: il NI number: è una specie di Codice Fiscale tramite il quale il datore di lavoro potrà versare in contributi della National Insurance allo stato Inglese. Senza tale documento non si può essere assunti in regola e, per un breve periodo di tempo, si pagheranno molte più tasse del normale..

Per riceverlo bisogna chiamare il Job Centre più vicino, dando le proprie generalità e l’indirizzo di casa. L’ente vi darà un appuntamento al quale presentarsi con un documento d’identità, il contratto di lavoro e una lettera del vostro datore di lavoro o comunque un altro documento che provi la vostra condizione lavorativa. Il NINo arriverà direttamente a casa vostra tra le 2 e le 4 settimane.

Quarto, il conto in banca: senza conto non vi pagano. Basta scegliere la banca che più vi aggrada (il colore, il simbolo, se è sotto casa vostra o se ha filiali nel mondo: sta a voi), prendere appuntamento, arrivare con i soliti documenti identificativi e il gioco è fatto!

Finalmente arriviamo al punto cruciale: il lavoro!
possiamo orgogliosamente dire che il Dorset è pieno di CV di Ilaria.
Cercate sui siti, stressate le agenzie, portate a mano il Curriculum. Qualcuno risponderà ma bisogna darsi tempo. Lasciate mantecare e cominceranno ad arrivare le offerte dopo un mesetto.
Consiglio: camerieri o lavapiatti nei ristoranti. Non si guadagna molto ma si fa pratica della lingua, si conoscono belle persone e avere qualcuno in sala che sia davvero italiano è la giuoia dei ristoratori (spesso inglesi).
Gli inglesi vogliono avere informazioni spicce quindi CV formato europeo lo cestinano senza pietà:
http://www.cvlavoro.com/modelli-curriculum-inglese/8186-esempio-cv-in-inglese–modello-base.html

Ed ecco a voi alcuni siti sui quali cercare annunci di lavoro: www.monster.co.uk, www.totaljobs.com, www.reed.co.uk. Questi sono solo alcuni. Ogni volta verrete indirizzati a siti sempre diversi nei quali potrete diffondere il vostro verbo (inglese) e le vostre competenze.

Il succo della questione è: venite preparati e convinti. Abbiamo già incontrato un sacco di persone inutili che non sanno perché siano qui ma se la cavano comunque egregiamente.

Nel prossimo numero parleremo di: missione lavoro!
Ilaria & Livio

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