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“Aiutaci tu, mamma chitarra!”

By   /  9 novembre 2014  /  No Comments

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Questa settimana andiamo a fare un giro in quel di Monza, per scoprire un gruppo nato intorno alla metà degli anni ’90, che dopo vari cambi di formazione e nome si è fatto conoscere negli ultimi 20 anni come Bluvertigo.

Molti di voi diranno “…il gruppo di quello che ha fatto X-Factor!” o “…quello che ha rilasciato l’intervista dicendo che usava certe sostanze stupefacenti come antidepressivo!” e cose di questo tipo, ebbene sì, i Bluvertigo sono proprio il gruppo di Morgan.

Ora sgombrate il campo dai pregiudizi e dopo aver letto l’articolo andate a cercare qualche loro disco.

Nel 1986 Marco Castoldi conosce Andrea Fumagalli e i due decidono di fondare una band con il supporto di un amico, due anni dopo nascono gli “Smocking Cocks” (traduzione letterale del cognome di Andrea).

Per problemi legati ad un ambiguo doppio senso del nome, dopo aver firmato un contratto con l’etichetta discografica Polygram, cambiano nome in Golden Age e pubblicano il loro primo album, “Chains”; nel 1990 la band decide di interrompere il percorso musicale intrapreso.

Dopo qualche anno passato a comporre nuovi brani, Morgan da vita ad una nuova band, i Bluvertigo nascono ufficialmente nel 1994 con la realizzazione del primo singolo “Iodio”, che appare nell’album d’esordio della band “Acidi e basi” pubblicato nel marzo del 1995.

Il viaggio musicale della band va avanti fino al 2001, anno in cui il gruppo decide di fermarsi per una “pausa”; in mezzo tanti concerti, due dischi, un’apparizione al Festival di Sanremo e varie collaborazioni.

Notizia recente quella di una reunion del gruppo e relativa tournée.

Acidi e basi”

Il primo disco dei Bluvertigo fa parte di una trilogia da loro denominata “chimica” o “degli elementi”, la copertina è realizzata dall’artista Robert Gligorov.

Dieci sono le tracce che compongono questo album fantastico, arrivato sul mercato discografico italiano in un periodo particolare, in cui i suoi del gruppo erano in anticipo sui tempi.

L’eretico” è l’apripista,

Il singolo, come accennavo prima s’intitola “Iodio”, un pezzo dalle sonorità quasi funk anni ’70, si sporca con le distorsioni del rock per una canzone dal sapore amaro, quasi un inno contro l’amore.

…bisogna sempre cercare di farsi accettare, bisogna sempre scrivere solo testi d’amore, è necessario ogni volta mentire al nostro cuore, non sarebbe meglio liberarsi e confessare? Io sinceramente provo anche…odio, la mia vicina che reclama per il frastuono che procuro, odio è un sentimento umano e duraturo…” (n.d.A.)

Dall’odio all’amore con la terza traccia, “I still love you”, pezzo romantico dalle sonorità new wave affini ai Simple Minds di metà anni ’80.

L.S.D. La sua dimensione”, la quarta canzone dell’album sembra quasi un inno alla ricerca interiore, dove i suoni delicati del sax di Andi si fondono con gli altri strumenti, in un delicato crescendo di emozioni.

Siamo giunti alla metà del disco, “Vivo su una mela” è il quinto pezzo, un rock più deciso come tappeto sonoro per un testo che sembra uscire fuori dalla penna di un artista maledetto di fine ‘800.

Decadenza” è un’altra traccia dominata da un testo irrequieto, inquieto.

Il settimo pezzo, “Complicità”, è la versione in lingua italiana di una canzone dei Depeche Mode del 1986, “Here is the house”; il testo non è un riadattamento dell’originale ma una nuova visione delle cose da parte di Morgan.

Merita davvero di essere ascoltata (n.d.A.).

Salvaluomo”, “Storiamedievale”, “Il Dio denaro”, sono in ordine le ultime tre canzoni canzoni che vanno a chiudere un disco complicato, complesso, decisamente in anticipo sui tempi; dove finalmente i testi hanno una forma profonda e mai banale e le musiche fungono da splendida cornice al tutto.

Nel prossimo numero ci sposteremo da Monza a Torino per parlare di un personaggio mitico, Fred Buscaglione.

Alla prossima.

Claudio Clay Mangolini

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  • Published: 3 anni ago on 9 novembre 2014
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  • Last Modified: novembre 9, 2014 @ 7:08 pm
  • Filed Under: Musica

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