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Aiutaci tu, mamma chitarra!

By   /  6 ottobre 2014  /  No Comments

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Buongiorno cari amici e amiche, come state? In trepidazione per l’arrivo imminente dell’estate? Immagino di sì, ora però, lasciatevi cullare dalle onde sonore della musica del maestro della Trinacria, Franco Battiato.

Nasce a Jonia in provincia di Catania il 23 marzo del 1945, dopo la maturità presso il Liceo Scientifico di Acireale, si trasferisce a Roma nel 1965 per poi spostarsi in un secondo tempo a Milano.

Muove i primi passi all’interno della musica in un locale del capoluogo lombardo, il “Club 64”, dove si esibiscono fra i vari artisti gente come Gino Paoli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo e altri.

Incide due 45 giri per la rivista “Nuova Enigmistica Tascabile”, collabora con Giorgio Gaber scrivendo alcuni brani per trasmissioni televisive dell’epoca, recita una piccola parte all’interno di una rappresentazione di William Shakespeare.

Sul finire degli anni ’60 pubblica alcuni brani con la casa discografica Philips, nel 1971 attraverso una etichetta indipendente, Bla Bla, manda in stampa “Fetus”, disco dalle sonorità elettroniche e quasi fantascientifiche, con testi assurdi quasi ispirati agli scritti psichedelici di Aldous Huxley.

L’anno successivo esce “Pollution”, altro viaggio allucinato e allucinante in bilico fra forma cantautorale e nuovi esperimenti sonori d’avanguardia.

I primi anni musicali di Franco Battiato sono stati segnati da varie sperimentazioni, lo stesso discorso vale per la sua carriera che vi consiglio di approfondire andando a cercare in rete.

Questo l’indirizzo del suo sito “www.battiato.it”.

Oggi voglio parlarvi di uno dei suoi dischi più popolari, “La voce del padrone”, buona lettura e buon ascolto.

La voce del padrone”

Il 1981 è l’anno che vede l’uscita del mitico disco di Franco Battiato, “La voce del padrone”, che contiene due delle sue canzoni più conosciute, andiamo con ordine.

Una foto in bianco e nero quasi stilizzata di Battiato con delle palme in lontananza, su sfondo blu, è la copertina di questo album; una specie di sguardo verso orizzonti nuovi, musicali e di concetto.

Il disco viene registrato a Milano presso gli “Studi Radius”, di proprietà di Alberto, storico chitarrista della Formula 3 e collaboratore di Battiato; infatti, in quest’album suona la chitarra in tutte le tracce.

Summer on a solitary beach” è la canzone d’apertura, uno spaccato in bilico tra la realtà e la fantasia per via delle immagini evocate dal testo.

Passammo l’estate su una spiaggia solitaria, e ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto…” (n.d.A.).

I suoni si muovono fra le sonorità elettroniche degli anni ’80 e la new wave inglese.

Alzi la mano chi non conosce “Bandiera bianca”, la traccia numero due di questo disco.

Cosa posso aggiungere?

Il testo è pieno di riferimenti culturali e politici, da Bob Dylan a Beethoven, terrorismo, denaro e molto altro; andate a cercare il testo per comprendere meglio quanto vi dico.

Gli uccelli” la terza canzone nella scaletta dell’album, è una lode poetica al volo, un sussurro delicato su una base quasi corale, lirica.

La quarta traccia risponde al nome di “Cuccurucucù”, altro singolo di successo di Franco Battiato, suoni in bilico fra il punk inglese e la new wave fanno da tappeto ad un testo pieno di citazioni.

Anche in questo caso correte a cercare il testo.

Siamo quasi in dirittura d’arrivo, “Segnali di vita”, il quinto pezzo, anticipa le sonorità che verranno intraprese da Battiato nel corso della sua carriera, una sorta di pop più intimista, sempre ricercato e raffinato.

Centro di gravità permanente” è la penultima traccia di questo disco favoloso; si tratta di un pezzo conosciutissimo, carico di atmosfera e con le “solite” citazioni colte del maestro siciliano.

La canzone che chiude l’album è un omaggio all’amore fisico, narrato in modo elegante da Battiato, “Sentimiento nuevo” è il titolo; i suoni sono spensierati, quasi una canzone da spiaggia, una degna chiusura per un disco ondeggiante e pieno di stili differenti.

Come vi dico sempre…andate a cercare il disco, non ve ne pentirete.

Nel prossimo articolo andremo a fare un giro nelle sonorità elettroniche dei nostrani Bluvertigo.

Alla prossima.

Claudio “Clay” Mangolini

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  • Published: 3 anni ago on 6 ottobre 2014
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  • Last Modified: ottobre 6, 2014 @ 10:13 pm
  • Filed Under: Musica

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