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It would be rude not to…! Part one

By   /  21 settembre 2014  /  No Comments

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Una coppia, due valigie ciascuno, tre mezzi di trasporto da prendere, tanto entusiasmo, il lavoro e una meta: il Dorset. Potrebbe essere il trailer del film ambientato su di noi ma questa è la nostra vera vita!

Siamo Ilaria e Livio e lasciamo all’immagine che i nostri cari amici ci hanno donato il giorno del nostro matrimonio il compito di presentare i nostri visi a tutti voi mentre a noi spetta raccontarvi perché siamo finiti ad abitare in Gran Bretagna!

Innanzitutto il titolo: sarebbe brutto non… raccontarvi ciò che stiamo vivendo!

Da questo numero, il Mondo di None ci ha gentilmente dato uno spazio per potervi narrare le nostre avventure in terra straniera. Potete decidere di leggerci per curiosità oppure per cogliere la palla al balzo e provare a vivere un’esperienza arricchente all’estero.

Let’s start!

Tutto è cominciato a Novembre, quando Livio si è laureato alla Facoltà di Infermieristica a Torino; nel medesimo periodo abbiamo deciso anche di sposarci. Purtroppo, la situazione del Bel Paese (che tutti conosciamo e viviamo) ha portato Livio a cercare lavoro anche all’estero visto che non aveva ricevuto offerte in Italia.

Ma figurati se ci chiamano!” sono state le nostre ultime parole famose.

Eppure a Marzo Livio ha ricevuto un’offerta di lavoro nel Dorset.

Come si è giunti a questo traguardo?

Innanzitutto grazie a Skype che ha permesso due colloqui con l’agenzia di reclutamento. Le interviewes sono sempre in inglese e servono per testare il livello di comprensione e di scioltezza nel parlare;

superato il primo step si attende che l’agenzia del lavoro definisca un colloquio con i dirigenti della struttura dove si andrà a lavorare.

Il primo colloquio si è svolto a Roma, per un ospedale in una città a nord di Londra ma purtroppo Livio non lo ha passato: il livello di inglese richiesto era troppo alto rispetto alle sue precedenti esperienze e, se si pensa ai ritmi frenetici dei reparti ospedalieri, si capisce perfettamente che in quei luoghi è necessario essere pronti a captare notizie. Brevi, veloci, incapibili.

Nonostante questo primo intoppo l’agenzia aveva visto Livio intenzionato a lavorare sodo e gli ha proposto un colloquio in una casa di cura nel sud della Gran Bretagna. Siamo andati a Milano e dopo un colloquio di circa un’ora (che mi ha permesso, nel mentre, di visitare la bellissima mostra di Klimt) è uscito dall’albergo con un “considerati assunto”. Anche questi incontri sono in lingua inglese e tendono a fare domande più tecniche, per attestare la conoscenza sul campo.

Ovviamente, non si parte per lavorare come infermiere senza gli appositi documenti in regola: la legge inglese richiede che il diploma italiano venga convertito attraverso l’invio di alcuni documenti: l’elenco si può trovare sul sito del Nurse & Midwifery Council (NMC).
Questo ente, dopo aver controllato che tutto sia in regola invia un numero PIN al candidato che lo abilita alla professione di infermiere. Se foste interessati a farlo mettete in conto che ci vuole circa due mesi prima di ricevere il codice. Il numero di mesi sale se NMC vi richiede documenti perché li ha persi, gli sono spariti per magia o perché qualcosa non va. Risultato? si dimezza la voglia..

Anyway, abbiamo vissuto quei mesi intervallando momenti di “sciagurata” leggerezza a giorni di grande trambusto interiore ma siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo e, soprattutto, a concentrarci sull’importanza del nostro matrimonio, il quale veniva prima di tutto.

Ebbene, ci siamo sposati il 17 Maggio e il 5 Giugno siamo partiti per il nostro viaggio di nozze che durerà (almeno) un anno!

State sintonizzati: il resto ve lo faremo sapere il prossimo mese!

Il prossimo numero parleremo di

Nel prossimo numero parleremo di: Geografia – Il Dorset!

Ilaria & Livio

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