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Neve di ieri… neve di oggi

By   /  13 luglio 2014  /  No Comments

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Qualche giorno fa mi sono ritrovata a passeggiare con un amico di infanzia sulla via Brignone: calpestando un soffice manto di neve, lo scricchiolio ovattato che è arrivato alle nostre orecchie ci ha fatto tornare indietro di “qualche anno”, quando eravamo alunni della scuola elementare e la nostra aula si trovava proprio in via Brignone nei locali che oggi ospitano il Centro Anziani. Il nostro Insegnante era un “Maestro Unico” che molti nonesi hanno conosciuto e che sicuramente ricordano con grande emozione: il Maestro Santiano Giuseppe (leva 1920).

Era consuetudine, dopo la prima nevicata, andare “in gita in Riserva”: non ricordo se le nostre mattinate bianche richiedessero particolari autorizzazioni, ricordo solo che si partiva con grande gioia ed il nostro maestro – capofila – non aveva bisogno di girarsi troppe volte indietro per avere conferma che il suo plotone marciasse in fila compatto ed allineato.  Si andava a cercare il campo più adatto ad essere trasformato in pista da ghiaccio e ci si divertiva veramente tanto. Il ricordo è ancora così vivido che sorridendo ci siamo detti che tutto sommato non era passato poi così tanto tempo!!

Poi improvvisamente il nostro pensiero  torna al presente.

Nei giorni scorsi è finalmente arrivata la neve: la stavamo aspettando da tempo, era domenica, tutti a casa, che meraviglia!!  

Fino a che il TG regionale non ha dato notizia che il giorno dopo le scuole a Torino sarebbero state chiuse: e allora è partito un tam tam di sms tra i genitori che si è così amplificato da indurre il Palazzo Comunale a lanciare un messaggio vocale  per rassicurare le famiglie sulla regolare apertura delle scuole.

Allora tutta la meraviglia si è trasformata in perplessità: ma è possibile che 30 centimetri di neve possano mettere in pericolo i nostri ragazzi al punto di dover chiudere le scuole?? Le strade erano percorribili grazie al lavoro di un notevole numero di uomini che non hanno  certo risparmiato energie per un paio di giorni e notti interi, le scuole erano riscaldate e sicure e allora…? Dov’era il problema? Perché togliere un altro giorno di scuola proprio in questi tempi di tagli e ritagli?

Ah si!! Dobbiamo sempre trovare un altro responsabile – in questo caso il Comune – che si assuma l’onere di giustificare la nostra pigrizia o che semplicemente scelga al posto nostro; e se sbaglia … pazienza, tanto  è pensiero consolidato che sia sempre colpa del Comune.

Chissà come potremmo cambiare il nostro modo di vedere le cose per trasformare un ipotetico problema come la caduta di qualche fiocco di neve in un’opportunità, magari di uscire a piedi per portare i ragazzi a scuola (per chi se lo può permettere) o di aspettarli all’uscita cogliendo nei loro volti quello stupore che provavamo noi quando andavamo alla ricerca di una pista da ghiaccio in Riserva.

Quell’amico di infanzia e compagno di scuola è diventato il mio compagno di vita: io e Mario dalla finestra di casa nostra, oggi, guardiamo i nostri figli che in cortile realizzano il loro pupazzo di neve e ci auguriamo che il nostro pensiero positivo risvegli anche in noi quel bambino che vorrebbe ancora giocare a palle di neve!!!

Antonella Tuninetti

(leva 1967)

Cambiare le nostre convinzioni ci permetterà di cambiare la nostra realtà,

rendendo possibile un mondo nuovo.

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