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Il Ministero stila la classifica dei migliori sistemi sanitari italiani nel 2012: il Sud rimane fanalino di coda

By   /  27 luglio 2014  /  No Comments

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Anche quest’anno il nostro Ministero della Salute ha voluto redigere una graduatoria delle Regioni più “meritevoli” dal punto di vista sanitario nell’anno precedente, analizzandole e assegnando per ciascuna un punteggio sulla base di 21 indicatori, che vanno dall’

estensione delle vaccinazioni alla prevenzione degli incidenti sul lavoro, dal numero di posti letto nelle RSA alle percentuali di cesarei e di screening preventivi effettuati annualmente nelle strutture adibite, fino al tasso di ospedalizzazione/deospedalizzazione e alla rapidità con cui vengono organizzati gli interventi di emergenza.

Fondamentale anche l’attenzione riservata alle malattie rare, il cui numero riconosciuto è stato ampliato proprio recentemente e, di conseguenza, anche la necessità di predisporre le cure e le strutture adeguate per i pazienti.

Si tratta, insomma, di una valutazione a 360° che ha un unico punto di riferimento: il rispetto dei LEA, quei Livelli Essenziali di Assistenza già oggetto di dispute costituzionali ma che, ad ora, rimangono l’unico baluardo per garantire a tutti il diritto imprescindibile alla salute e all’assistenza sanitaria, indipendentemente dal reddito o dal luogo di residenza, e che fanno del nostro Paese, checché se ne dica (si veda il Rapporto 2012 dell’Euro Health Consumer Index, che pone l’Italia al 21° posto sui 34 Stati europei considerati, seguita soltanto dai paesi tradizionalmente più poveri e arretrati) ancora oggi un riferimento per la Sanità mondiale.

Non c’è, purtroppo, da sorprendersi del risultato emerso dal rapporto: i posti più bassi sono occupati dalle Regioni del Sud, che faticano a tenere testa ad un Centro e ad un Nord decisamente più efficienti e all’avanguardia; in particolare, sul podio troviamo l’Emilia Romagna, l’Umbria e la Lombardia.

La maglia nera va, invece, a Calabria, Puglia e Campania; quest’ultima, secondo i dati Agenas 2012, risulta la peggiore in termine di strutture ospedaliere, con ben 5 strutture campane tra le 10 peggiori d’Italia e il 24, 5% di casi in cui gli indicatori risultano inferiori alla media regionale; au contraire il Piemonte rimane stabile al 5° posto guadagnato nel 2011, dovendosi però specificare che il rapporto non tiene conto dei recenti e gravi ammanchi nelle casse della Giunta Regionale che si sono tradotti in numerosi e preoccupanti tagli alle cure mediche.

Una considerazione conclusiva: posto che l’intento, lodevole,  del Ministero è quello di monitorare la situazione del nostro sistema sanitario nazionale e organizzare al meglio i finanziamenti che debbono essere distribuiti alle varie Regioni, aiutando quelle più in difficoltà, la sensazione è che più che aumentare i flussi di denaro, vista la cronicità della situazione, servirebbe in primis un maggiore controllo dello Stato sulle variegate realtà regionali e locali, affinché ciò che venga dato sia poi davvero utilizzato nell’interesse della comunità.

Lorenza Ippolito

 

 

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  • Published: 3 anni ago on 27 luglio 2014
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  • Last Modified: luglio 27, 2014 @ 3:31 am
  • Filed Under: Sanità

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