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In ricordo del preside Alessandro Scarca

By   /  13 luglio 2014  /  No Comments

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La mia prima vera esperienza lavorativa come professore lo fatta col preside Scarca. Negli anni 0, conciliando lavoro e studio, ero stato due anni come istitutore in un collegio  di Torino gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane e per otto anni nelle ferrovie. Poi finalmente arriva la sospirata cattedra di lingua francese a None e di inglese a Moncalieri. Ovviamente ho optato per None, presentandomi alla scuola media e facendo conoscenza col preside. La scuola media di None allora ospitava ragazzi provenienti anche dai paesi vicini:Airasca,Castagnole,Volvera,Virle e Pancalieri. La sede centrale,con segreteria e presidenza, era in via Beccaria n. 1-3, dove attualmente cla sede dell.S.L., dellVIS e della FIDAS. Il primo incontro col preside stato molto cordiale anche se con un certo distacco, dovuto al grado gerarchico e ad una mentalitche poi, con lo scossone dei moti studenteschi del 8, radicalmente cambiata. Il preside sembrava segregato nel suo ufficio, ma in realtera sempre presente in caso di bisogno;  alla fine delle lezioni era sempre lin fondo al corridoio a controllare che tutti gli alunni lasciassero la scuola in fila e in silenzio. I rapporti con i professori erano ottimi. Ancora a distanza di molti anni, quando ormai era giin pensione , alcuni miei amici presidi ,che in precedenza avevano insegnato a None ,mi chiedevano notizie di lui. Io ne conserverper sempre un buon ricordo; sotto lpparenza un podistaccata e burbera, aveva una grande umanit una naturale disponibilitallccoglienza. Gli anni della sua presidenza per la scuola, come per gli amministratori comunali, sono stati anni difficili: None in un decennio passa da circa 3000 a 6000 abitanti, con tutti i problemi drdine sociale posti dalla massiccia immigrazione dal Veneto, dalla Sardegna e dal Meridione, oltrechda altri paesi del Piemonte e altre regioni. Lavoro, frugalited austeritcredo che costituissero le sue tre regole di vita piimportanti.  Anche lui credente e appassionato lettore delle Sacre Scritture, cristiano praticante, sicuro della resurrezione, avrapprezzato il profeta Ezechiele ldove dice: i portnella pianura che era piena di ossa inaridite: Mi disse:iglio dellomo potranno queste ossa rivivere? Io risposi: ‘Signore, tu lo sai’ dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombefarentrare in voi il mio spirito e rivivrete”. (Ezechiele 37, 1-14). Nella certezza della resurrezione, gli diciamo non addio ma arrivederci preside Scarca.

                                                              Prof. Aldo Sandullo

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