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Copiare? Cosi’ fan tutti!

By   /  17 giugno 2014  /  No Comments

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Prima di iniziare il pezzo mi tocca, e lo faccio volentieri levandomi il cappello dell’orgoglio, chiedere pubblicamente scusa per aver disturbato per una manciata di secondi, con il mio rimprovero urlato: “bisogna citare le fonti!”, l’intervento di Giovanni Garabello durante il confronto tra i tre candidati a sindaco, avvenuto il 15 maggio al cinema Eden.

Qualcuno mi ha dato legittimamente del “maleducato” e lo capisco, perché in effetti tale mi sono considerato anch’io. Tre sono state le mie agenzie educative: un’ottima famiglia, l’oratorio (dove però non facevamo scuola di partito, ma di vita), e anche la strada ai confini della periferia nord di Torino, a contatto con ragazzi che avevano il coltello tra i denti (talvolta letteralmente tra i denti). La sera del 15 maggio il pubblico presente in sala ha di certo capito che non sono stato formato né ad Oxford né presso un collegio dei Padri Scolopi. Quell’urlo che mi è sgorgato dal cuore con tutta la sua irruente villania è il medesimo che mi fece rintronare nelle orecchie il mio professore di storia del Risorgimento, per aver dimenticato di citare una fonte nella relazione finale di un laboratorio universitario.

Fatta questa dovuta premessa, veniamo al peccato originale. Questo è il resoconto di quanto successo durante la campagna elettorale. Non è mia intenzione rinnovare polemiche sapendo di disturbare quei sognatori che hanno i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole (Flaiano), ma semplicemente cercare di dare risposte ad un’azione impropria (tale a me sembra) compiuta dai componenti di “Progetto Comune”. Copiare? Così fan tutti. Chi non l’ha mai fatto una volta in vita sua nelle aule scolastiche alzi la mano? Quando a farlo, però, sono coloro che si candidano per governare un paese di ottomila anime, qualche problema c’è. Sono infatti proprio coloro che si propongono al cospetto della comunità come i “moralizzatori della vita pubblica”: un insieme di soggetti integri, incontaminati da qualsivoglia  spregevole impurità, che di solito addebitano ad altri. È proprio vero! Viviamo in una società dove vige, come un soffio salvifico, la mentalità pseudocattolica, capace di azzerare ogni misfatto. Se il peccatore non viene colto con le mani nel sacco, va tutto bene. Al chiuso della propria coscienza, basta un bel pater ave gloria e il fastidio per avere commesso, magari a propria insaputa, il peccato è bell’e rimosso. Un bel lavacro. Se però, purtroppo, si viene beccati, apriti cielo! Balbettiamo qualche giustificazione. Questo ha fatto Giovanni Garabello, candidato sindaco della lista “Progetto Comune”. La sera del 15 maggio, durante il dibattito pubblico tra i tre candidati a sindaco, organizzato dall’Eco del Chisone, Enzo Garrone di “Solidarietà e Progresso” ha denunciato, di fronte alla sala stracolma, che il programma della lista concorrente era stato copiato quasi alla lettera da quello del 2009 del Comune di Vovera. Guarda caso lo stesso programma che portò a diventare primo cittadino Attilio Vittorio Beltramino, che è il cognato di Giovanni Garabello. Le parole pronunciate dal candidato di “Progetto Comune”  sono state: “Un minuto semplicemente per dire che noi siamo indietro rispetto agli altri comuni vicini di cinque anni. Abbiamo come gli altri comuni le difficoltà dei bilanci legati al patto di stabilità … ma gli altri comuni si sono dotati di una metodologia diversa … pur essendo in difficoltà hanno continuato a progettare, hanno continuato a lavorare su quelle che erano le evoluzioni che si stavano intraprendendo … Il fatto di copiare o di non copiare … è una cosa che va benissimo…cioè…il fatto è che li dentro ci sono tutte quelle cose che per cinque anni sono state lasciate indietro, che sì, probabilmente sono state scritte sulla carta e che sulla carta sono rimaste”. Un’accozzaglia di parole che sono servite a mascherare l’imbarazzo del momento. Naturalmente guai a chiedere scusa o a fare un po’ di autocritica. La tendenza, quando va bene, è di incolpare l’altro. Neanche i suoi compagni di avventura si sono azzardati a dare una qualche spiegazione del fotoincolla. La scelta è stata quella di difendersi attaccando, trovando i punti deboli nel “nemico”, come insegna Sun Tsu nell’Arte della guerra.

Due ministri tedeschi della compagine di Angela Merkel, rispettivamente dei dicasteri della difesa e dell’istruzione, un anno fa si dimisero per avere copiato la tesi di laurea.  Alla ministra Schavan per aver “simulato in maniera sistematica e intenzionale prestazioni intellettuali che lei stessa non ha prodotto” fu anche tolto il titolo di dottore conseguito nel 1980.

Nei länder germanici (dove vivono i tanto vituperati tedeschi), però, prevalgono il senso di responsabilità e il primato della coscienza (Martin Lutero), per cui i due capi di dicastero non ci pensarono un attimo di più a dare le dimissioni e a chiedere pubblicamente scusa. Pur sollecitati a dare una qualche giustificazione, Garabello e quelli di “Progetto Comune” hanno fatto finta di niente o hanno minimizzato. Sono andati avanti per la propria strada, diffondendo in rete, nella dotta lingua inglese (che loro conoscono bene insieme al greco e al latino di Orazio), una frase reiterata “Distraction: Just another meaningless message to keep you from paying attention to all of the issues that really matter”, che più o meno così si può sintetizzare: un messaggio privo di senso che serve a distogliere l’attenzione dalle cose concrete. Quindi, il fatto di avere denunciato che sussisteva un problema di riproduzione non era stato altro che un tentativo per gettare fumo negli occhi e distogliere l’attenzione dai veri problemi della popolazione nonese, afflitta da un decennio di amministrazione berlusconiana-renziana (sic!). Bella faccia tosta! Dopo qualche ora gli amanuensi scrivevano su facebook: “è scesa in campo l’artiglieria pesante … forse perché Progetto Comune sta centrando il suo obiettivo: coinvolgere i Nonesi per il cambiamento. Noi continueremo tra la gente, ad ascoltare e dialogare; voi ci state dando in questi giorni conferma che questo metodo è il migliore. Non ci lasciamo distrarre, ma continuiamo a pedalare in salita!”. Il metodo migliore? Avere un programma già bell’e confezionato, pieno di buone intenzioni, e andare dai cittadini abbindolandoli con la disponibilità all’ascolto dei loro suggerimenti. Con tutta l’intellighenzia concentrata in un sol luogo (ingegneri, laureandi e laureati in varie discipline, professori, insomma persone istruite), i “progettatori” non potevano sedersi intorno a un tavolo e, prendendo anche spunto dalle linee direttive del programma volverese, formulare una proposta autentica, non riprodotta alla lettera? Democrazia diretta o fuffa? Sul ciacolatoio che è facebook, nei loro profili, durante l’agone elettorale, c’erano delle belle fotografie che li ritraevano al lavoro. Una di queste, inserita il 23 aprile, aveva la seguente didascalia: “Siamo all’ascolto e prendiamo appunti … ci sarà da lavorare duro!”. Già è vero! Pedalare in salita, lavorare duro, ma ogni tanto qualche scorciatoia li ha aiutati a riprendere fiato. Trascorre un giorno ed ecco un altro tentativo sulla difensiva: “… le buone idee devono diventare un patrimonio comune ed è un merito saperle riconoscere; i Comuni ben amministrati devono essere un esempio da seguire, specie ora che si parla di “unioni di Comuni”; gli obiettivi validi realizzati devono essere condivisi per imparare le modalità di messa in pratica (Piano Strategico, Ludoteca, Centro Cure Primarie, Politiche Giovanili … ). I nostri avversari credono di averci infangati, ma, come al solito, si fermano solo all’apparenza, alla forma e non colgono il valore dei contenuti che noi abbiamo ricercato. Li realizzeremo anche a None per far riguadagnare al nostro paese i cinque anni perduti e caratterizzati da continue lamentele sul Patto di Stabilità e senza voler imparare da chi, nelle medesime difficoltà, ha saputo ben operare”. Difesa un po’ fragile, propria del pugile messo alle corde che, non sapendo mettere in atto una controffensiva adeguata, fa roteare disordinatamente le braccia pur di assestare un colpo all’avversario. In fondo intendevano affermare: certo che abbiamo copiato il programma di Volvera, perché, a nostro giudizio, Volvera è il comune più virtuoso dell’Italia peninsulare e insulare, ma soprattutto perché è stato amministrato con idee innovative e rivoluzionarie dal cognato di Garabello, Attilio Vittorio Beltramino. Perché allora non hanno copiato il programma di Avigliana (TO), Aci Bonaccorsi (CT), Castello d’Argile (BO), Canegrate (MI) e di altri paesi che per le loro buone performance compaiono tra i comuni più virtuosi d’Italia nel sito dell’Associazione dei Comuni virtuosi? Perché non, addirittura, la  Costituzione Americana, dove è inserito il diritto alla felicità? Quello che più disturba è che non abbiano voluto rendersi conto di aver commesso una scorrettezza. Chi li ha rimproverati di riproduzione di opera dell’altrui ingegno, si sarà anche fermato all’apparenza, ma la forma è sostanza. Lo dice Aristotele. Molto ingenua la domanda di uno di “Progetto Comune” che chiedeva perché si trattasse di plagio. Tanto vale spiegarlo, affinché non ci cadano più la prossima volta: il plagio, che come termine non ricorre mai nei testi di legge, è l’appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un’opera dell’ingegno altrui (Fonte: sito dell’Accademia della Crusca). E appropriarsi della fatica intellettuale altrui investita nella stesura di un documento scritto, cosa è se non plagio?  Confesso, come ha rimproverato Mario Dellacqua, di essere uno di quelli che si è stracciato le vesti per l’identità fra alcune parti del  loro programma e quello di altri Comuni. Appena ne venni a conoscenza, restai di stucco. Non ci volevo credere. Alcune parti? Il programma era copiato quasi al 90%, al punto tale da lasciare un refuso abbastanza grave (le storiche paste di meliga non sono nonesi, bensì volveresi!). Di originale c’era ben poco: solo la cornice e naturalmente il cambio dei nomi da Volvera a None, da volveresi a nonesi. Trentaquattro righe. C’è da chiedersi a cosa sarebbe servito per None un programma eccentrico, sia dal punto di vista geografico (un programma scritto per Volvera), sia dal punto di vista temporale (programma del 2009). Bisogna a questo punto, a bocce ferme, provare a fare alcune considerazioni: probabilmente il gruppo di Nonunomanoi, solo a pochi mesi dalla scadenza, aveva deciso di presentare una propria lista. Infatti, a fatica, erano riusciti a mettere insieme i componenti. E questo è talmente vero che addirittura per alcuni componenti di “Solidarietà e Progresso”, da loro tanto denigrati per le scelte politiche della maggioranza uscente e soprattutto per aver appoggiato la sindaca Maria Simeone, “c’erano due o tre posti liberi nella lista”. Proprio a causa della loro improvvisazione, penso che fosse mancato il tempo per mettere sulla carta uno straccio di programma, per cui avevano scelto di “saccheggiare” il programma del 2009 di Volvera, nella speranza che nessuno se ne avvedesse. Purtroppo per loro, anche in questo caso la saggezza popolare era prevalsa: il diavolo ci aveva messo la coda. Per alcune imprevedibili coincidenze ecco uscire allo scoperto la magagna. Qualche anno fa fui rimproverato per aver affermato in una discussione politica che i panni sporchi si lavano in famiglia (questa frase è poi diventata la bandiera che orgogliosamente, in nome della trasparenza, ancora sventolano i membri di Nonunomanoi). Ma, per dindirindina, mi domando e dico: scegliere nel segreto dei loro angoli non ottusi, dove pure confezionano cose egregie (soprattutto quando parlano di solidarietà, uguaglianza, letteratura e vino), di “rubare” in maniera intenzionale e sistematica una prestazione intellettuale, che non è il prodotto del loro ingegno, senza ammetterlo pubblicamente e senza citare almeno le fonti, cosa è se non un inganno, un qualcosa di riprorevole tenuto all’ombra delle loro segrete stanze? E come si può (o come si poteva dare credito) a chi usa queste scorciatoie? Naturalmente restiamo in attesa di una risposta plausibile.

Gregorio CODISPOTI

 

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  • Published: 4 anni ago on 17 giugno 2014
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  • Last Modified: giugno 17, 2014 @ 9:08 pm
  • Filed Under: Politica

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