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Amministrative come vecchie primarie del PD

By   /  17 giugno 2014  /  No Comments

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Al netto della Lega Nord, che si presenta alle amministrative comunali per marcare la propria presenza sul territorio in funzione delle elezioni Europee, la competizione elettorale locale vive sul dualismo tra la lista Garrone e la lista Garabello, ovvero gli eredi e titolari dello scontro interno al PD sulla necessità di fare delle primarie che, nella precedente tornata elettorale, non ci furono. In mancanza di forze concorrenti appartenenti ad altra area politica era possibile, ma non auspicabile, ripartire dal vecchio confronto. Tutto ciò è avvenuto,penalizzando la dialettica elettorale che, anziché disegnare in concreto come sarà None fra 5 anni, ci ha offerto lampi di attacchi personali aventi per oggetto più la forma che la sostanza. La forma talora sarà anche sostanza, ma non ci si può in prevalenza far bandiera della mancata trasparenza degli uni o del fatto che gli altri abbiano copiato un vecchio programma. E’ pur vero che è venuto a mancare un possibile elemento catalizzatore dell’avvicinamento delle due parti. Tale elemento poteva essere l’attuale vice-sindaco Rizzo che, oltre ad essere potenziale attenuatore del contrasto, è sempre stato un punto di apertura ampio verso i giovani ed i nuovi elettori in generale. Nonostante le critiche che si possono muovere a questi concorrenti, essi sono l’unica espressione politica che oggi offre il nostro paese. In loro assenza ci sarebbe un deserto. Il centro-destra che aveva trovato nella Nadia Biscola una valida rappresentante, alle prese con l’impegnativo ruolo del fare opposizione, prima si è diviso e poi è svanito, lasciandoci in eredità solo il ricordo dell’eleganza dalla capogruppo e l’inconsistenza di fondo della sua squadra. Nei paesi limitrofi a questa “inedia” politica ha fatto da contraltare la presentazione di una lista del Movimento 5 Stelle. Circostanza da evidenziare, non per lamentare la loro assenza ma, per sottolineare la poca predisposizione all’impegno personale di quella fascia più giovane o contestataria che nel recente passato, anche a None, ha votato il Movimento. Questa mancanza di impegno nuovo ha avuto la sua rappresentazione plastica sull’ “Eco”. Mentre potevamo leggere schieramenti e programmi degli altri paesi del pinerolese, il redattore locale aveva difficoltà a delineare il quadro a None degli aspiranti amministratori e si aiutava collocando i vecchi esponenti nel limbo di incontri segreti veri o presunti. Ora, a prescindere dagli elogi e dalle critiche, senza entrare nel merito degli uni e degli altri, è indubbio che il Sindaco uscente ha avuto il compito e per taluni il merito di coprire un vuoto non indifferente. E’ ovvio che la sua personalità prorompente può essere letta dagli estimatori come “trascinatrice” e dai denigratori come “dittatoriale” ma rivolti al futuro, essendo in campo buona parte della sua vecchia squadra, direi speriamo che sia stata “buona motivatrice” piuttosto che “cattiva insegnante”. I suoi “eredi” sono chiamati ad una prova di maturità. In caso di loro riconferma hanno l’arduo compito di migliorare quello che per loro solo ieri era il massimo del possibile. Essi rappresentano la stabilità e la continuità ,ma da sole non bastano a definirne il successo se la nuova compagine non avrà un suo elemento di distinzione. È l’arduo destino dei figli obbligati, quantomeno, a rappresentare una evoluzione della linea dei padri. La compagine di Garabello, in caso di affermazione, avrà lo svantaggio di entrare come nuovo gestore e dovrà pagare il prezzo dell’avviamento” Per contro, benché qualcuno li possa definire “il vecchio che avanza” è indubbio che rappresentano la discontinuità immediata, se non rispetto al passato, certamente rispetto a ieri. In ogni caso, per qualcuno di loro, sarà gratificante finalmente giocare una partita in passato negata . In caso di mancata affermazione, senza dubbio saranno titolari di una tenace opposizione, e risulterà istituzionalizzata una forte voce critica, latente in questi anni. In ultima analisi se è giusto aspettarsi molto dai capi squadra non bisogna deresponsabilizzare i nuovi, di entrambi gli schieramenti, che entreranno in consiglio. A loro è demandata una chiave di lettura diversa dei vecchi problemi, ove è possibile, ed un confronto continuo con i “vecchi”. Molti dicono che in ogni caso vinceranno i meno peggio, ma nella ristrettezza dell’offerta, è lecito riconoscere che sono pur sempre i migliori.

 

La Redazione

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  • Published: 4 anni ago on 17 giugno 2014
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  • Last Modified: giugno 17, 2014 @ 9:05 pm
  • Filed Under: Politica

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