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Io non sono un renziano…

By   /  22 maggio 2014  /  No Comments

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Io non sono un renziano e fortunatamente neanche un nostalgico, come Bastino rivela di essere. Tuttavia, per il bene del Paese (inteso come Italia) e in ragione dei tanti problemi che lo assillano, mi auguro sinceramente che il capo del governo riesca nel suo intento di cambiare lo stato delle cose, non per spirito velleitario, ma semplicemente per la necessità storica e sociale che lo richiede.

Per quanto riguarda la questione ammnistrativa locale, io voterò convintamente la lista del candidato sindaco Enzo Garrone. Oltre che per spirito di servizio nei confronti del partito (un po’ semplicistico definirlo il partito di Renzi) – del quale sono un militante convinto e dalle cui idee originali non ho mai disertato – lo farò per tante altre ragioni, la prima delle quali concerne ovviamente la stima nei confronti del candidato Garrone e delle altre persone che lo accompagnano in questa avventura, nonché per la bontà e qualità del programma. Poi, perché non sopporto lo schema un po’ manicheo, sempre portato a spaccare il mondo in due: mi riferisco a coloro che amano il dualismo, dottrina  che divide il mondo  tra “autentico” e “inautentico”, tra “esistenziale” ed “esistentivo”. Ovvero tra il fondamentale, il profondo, il nascosto, da un lato, che rappresenta la vera essenza dell’essere, e invece l’inessenziale e l’apparente, dall’altro, che costituisce la banalità del quotidiano e del contingente. Ho volgarizzato Heidegger, me ne scuso con i filosofi, di cui il pianeta abbonda.Adesso volo rasoterra, perché non tollero l’aria rarefatta di chi è abituato ai voli stratosferici. Insomma, per farla breve, non si può sempre ragionare dividendo l’esistente  in bianco e nero, in noi e voi, la luce e le tenebre, il bene e il male. Ci sarà pure qualcosa che  sta in mezzo tra questi estremi.Perché, quando sento parlare Domenico Bastino e chi lo segue acriticamente, mi torna in mente sempre la frase del Marchese del Grillo (nel bel film di Monicelli, interpretato da Alberto Sordi):

… ma io so io, e voi non siete un ca**o.

C’è, ad ogni modo, una ragione più importante. Ho letto i programmi dei due gruppi. Ad una lettura superficiale sembrano identici, ma ad esaminarli con più attenzione, ti accorgi che in quello di “Solidarietà e Progresso” ad un certo punto si parla di Integrazione e Diritti

E quel paragrafo programmatico così recita: “… continueremo ad incentivare il dialogo tra le culture per consentire il superamento di pregiudizi ancora esistenti perché nella differenza tra le culture sta la ricchezza. La società italiana ha cambiato profondamente il modo di essere e di fare famiglia. Prendendo esempio da altre Amministrazioni Comunali, istituiremo il “Registro delle Unioni Civili”, al quale potranno iscriversi tutte le famiglie di fatto, superando le discriminazioni e favorendo la loro integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio conviventi o che lo vorranno diventare”.  E questa è musica per me, che da tempo inseguo il sogno di una società di uguali. Di famiglie allargate inserite in comunità più ampie. Contro la visione arcaica di qualsivolgia family day. Allora Bastino, che pure svolge un lavoro encomiabile con gli immigrati, mi deve dimostrare che differenza c’è tra la visione del mondo delle due liste. La musica è uguale (caro Garabello). Forse sono diversi i musicisti? Diciamo che quelli di Progetto Comune, per un principio di superiorità etica, presumono di avere più bon ton, poi non vestono berlusconiano o renziano. Salutano e stringono  sempre la mano alle persone che incontrano. Cedono il posto alle signore sui mezzi pubblici. Gli altri probabilmente (Solidarietà e Progresso), secondo la visione di Bastino, hanno l’immonda abitudine di infilarsi le dita nel naso.

(GC)

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  • Published: 4 anni ago on 22 maggio 2014
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  • Last Modified: maggio 25, 2014 @ 9:16 pm
  • Filed Under: Politica

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