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Intervista Stefano Rizzo

By   /  22 maggio 2014  /  No Comments

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Stefano Rizzo sosterrà la lista di Enzo Garrone, ma non ne farà parte. Lui che fino a un paio di anni fa sembrava il candidato predestinato a succedere a Maria Luisa Simeone. Ragioni importanti, tra cui l’imminente laurea in scienze politiche, e la conquista di un vero lavoro, ormai diventato per la stragrande maggioranza dei giovani come la ricerca del santo Graal, però l’hanno portato a rinunciare alla politica amministrativa, senza perdere di vista l’impegno militante nel partito democratico, al quale è iscritto fin dai suoi esordi.

Lo invito a parlare delle emozioni da lui provate quando ha partecipato alla presentazione della lista di Solidarietà e Progresso il 14 aprile.

E’ stata una serata emozionante. Una bella squadra affianca il candidato sindaco Garrone

a cui auguro il successo che merita”

Quindi con la politica storia finita!

“Credo di essere giunto ormai alla fine di un percorso amministrativo iniziato dieci anni fa. Prima come consigliere, poi come vicesindaco nel secondo mandato del sindaco uscente. E’ stata un’esperienza importante, soprattutto la prima, che mi ha consentito di scoprire i meccanismi della macchina comunale, ma la considero ormai conclusa. Se mi fossi candidato a Sindaco avrei rischiato di fare dell’impegno politico il mio lavoro a tempo pieno, mentre ho sempre creduto che la migliore condizione per amministrare liberamente un paese, fosse quella di essere indipendenti economicamente. A condizioni diverse avrei certamente continuato. Naturalmente continuerò a fare politica in altro modo, come cittadino consapevole e come militante di partito. Posso testimoniare infatti che si può fare politica, anche lontano dai palazzi del potere, basta essere mossi dalla passione e dalle idee”.

Cosa significa militanza?

Troppo facile mettere la faccia quando le cose vanno bene, occorre farlo soprattutto quando vanno male. Non ci si può defilare al minimo soffio di vento contrario, come talvolta accade, qualunque sia il livello politico di partecipazione. Non c’è un partito che ti possa rappresentare totalmente. Nel 2007 restai sorpreso dalla forza dirompente dei cosiddetti ‘amici di Grillo’, quando, completamente fuori dalle logiche del potere e dei partiti, parlavano di moralità della politica e osteggiavano l’immunità dei parlamentari. Non vi aderii, perché resto tuttora convinto della forza dei partiti, e, per quanto mi riguarda, in particolare del Partito Democratico, di cui sono un appassionato militante. Tuttavia non ho mai considerato quella manifestazione come “anti-politica”, un’etichetta troppo frettolosamente appiccicata per oscurare le contraddizioni di un’intera classe politica. Sono veramente convinto che i partiti possano dare un contributo essenziale al miglioramento del nostro vivere civile, naturalmente quando restano nel solco dell’etica pubblica e applicano il metodo della democrazia interna”

Quando hai cominciato a fare politica?

“Io ho cominciato a fare politica all’età di sedici anni, quando nelle file dell’Italia dei Valori andavo nei mercati per propagandare gli ideali delle battaglie che allora meritoriamente portava avanti l’ex magistrato Antonio Di Pietro. Poi, ho scoperto gli spazi politici che si aprivano con la fondazione del partito democratico e vi ho aderito senza riserve”

Ripercorriamo gli anni di vita amministrativa, Vediamo i momenti salienti!

“Il risultato più soddisfacente è legato alla realizzazione della casa della cultura. Per anni ho fatto volontariato quando i locali della biblioteca erano annessi alla scuola ‘Don Albera’ e, appena sono entrato nella prima squadra amministrativa della sindaca Simeone, non mi è parso vero condividere con i miei compagni di viaggio il progetto della nuova casa della cultura da realizzarsi nel vecchio municipio. Il percorso progettuale è iniziato nel 2006, allorché è stata concepita l’idea, ed è terminato nel 2011, nel momento in cui l’opera è stata finalmente inaugurata. Da allora la biblioteca, che può contare sull’azione meritoria di una quindicina di volontari, ha fatto passi da gigante: nel giro di qualche anno si sono moltiplicati sia gli utenti del servizio sia gli eventi. Inoltre, da qualche tempo, siamo in grado di tenere aperto anche il sabato pomeriggio. Nel Sistema bibliotecario, soltanto None e altri tre comuni di ben altre dimensioni, possono garantire questo servizio. Infine, voglio ricordare il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la posa della fibra ottica, la promozione del software libero e le tante iniziative organizzate in biblioteca.”

C’è stata anche qualche tensione nella maggioranza, se ben ricordo …

“Il momento di maggiore tensione c’è stato quando, come avevamo concordato all’inizio dell’ultima legislatura, a metà del percorso amministrativo, si è deciso il cambio degli assessori. Ferrua ha ceduto il testimone a Garrone; Cammuso a D’Agostino. Sì, non c’è dubbio, quello è stato un passaggio difficile che Maria Simeone ad ogni modo ha saputo gestire bene. Tengo a precisare che la sindaca uscente non è mai stata un’accentratrice, come molti sospettano, anzi ha dato spazio a tutti, permettendoci così di crescere amministrativamente”.

Cosa pensi dell’attuale campagna elettorale appena iniziata per designare il prossimo primo cittadino?

“Sarebbe bello e interessante se gravitasse intorno ai contenuti; da quel che si vede, però, c’è ancora qualche ruggine di polemiche non ancora sopite. Temo che man mano che ci avviciniamo alla scadenza elettorale, aumenterà la vis polemica. Ho consigliato alla squadra di Garrone di non cedere alla tentazione di rispondere alle provocazioni della parte avversa ma di limitarsi a parlare di contenuti. Personalmente ho trovato inopportuno l’uso che è stato fatto alla presentazione di Progetto Comune, della figura di un uomo politico scomparso, a cui tutti siamo legati… l’ho trovata una “caduta di stile” da chi in questi anni ci ha spesso rimproverato il metodo più che il merito delle nostre proposte.

E delle due liste, che più o meno fanno parte dell’area di centrosinistra o sinistra che dir si voglia?

“La mia impressione è che siamo rimasti allo schema del 2009: da un parte gli amici di Maria Simeone, dall’altra gli amici di Domenico Bastino. Quindi uno scontro basato su posizionamenti personali, non contenutistici. Io sono abituato a parlare con tutti e mi definisco un amico della Costituzione. In realtà non si è capito che la lista che fa capo a Enzo Garrone si fonda su un progetto del tutto nuovo: la squadra che partecipa alla competizione è il frutto di una contaminazione tra vecchia guardia e nuove risorse. Tengo a precisare che non basta inserire dei volti sconosciuti per dare il senso del nuovo che avanza, quando alle spalle troneggia gente ormai logorata dall’esperienza amministrativa.”   

(GC)

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  • Published: 4 anni ago on 22 maggio 2014
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  • Last Modified: maggio 25, 2014 @ 9:17 pm
  • Filed Under: Politica

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