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Riforma del Lavoro: sul Job Act di Renzi piovono già critiche e malcontenti

By   /  20 marzo 2014  /  No Comments

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Renzi

Negli ultimi giorni si è fatto un gran parlare della proposta del nuovo Segretario del PD Renzi, che punta a presentare per gennaio il suo Piano per il Lavoro, con l’obiettivo di affrontare e ricomporre la frammentazione e l’eterogeneità di un mercato del lavoro, quello nostrano, che, tra contratti a termine e vari co.co.co e co.co.pro, risulta sempre più labile e incerto.

Il fulcro del Piano starebbe nel contratto unico, “un contratto di lavoro stabile a tempo indeterminato con tutele crescenti per tutti i nuovi assunti”, dove, però, l’articolo 18, già comunque “martoriato” dal Governo Monti e dalle riforme Fornero, rimarrebbe sostanzialmente invariato.

Anzi, a quanto pare, l’idea è di non applicarlo nemmeno ai neo-assunti, almeno per i primi tre anni di lavoro.

A ciò ha fatto subito seguito la reazione del Segretario della Fiom Landini, che ha voluto lanciare a Renzi un appello: “se vuol fare una cosa intelligente ripristini l’articolo 18, perché impedisce di licenziare in modo illegittimo. Ripristini un diritto di civiltà”.

E Landini non è l’unico critico nei confronti delle proposte del PD; il Ministro Giovannini taccia la proposta renziana come “confusionaria”, auspicando che “a gennaio queste proposte diventino molto più concrete”, anche perché “la proposta del contratto unico è una delle vie possibili, ma non è l’unica: bisogna tenere conto che ci sono molte imprese in difficoltà”.

In attesa di vedere cosa Renzi e il suo team predisporranno per il nuovo anno, alcune considerazioni possono già essere fatte; l’idea di una reductio ad unum della contrattualistica del lavoro di per sé appare anacronistica e per di più pericolosa: se la prospettiva è, difatti, visti i tempi di crisi e la tendenza generale (si vedano le manovre operate sull’articolo 18), quella di ridurre per tutti ed indistintamente le già flebili tutele previste dai nostri CCNL e dalle leggi in materia, allora hanno ben ragione i detrattori di Renzi a contestare le sue proposte.

Ad oggi ciò che risulta più impellente è diminuire il divario esistente tra alcune categorie di lavoratori, tra le donne e gli uomini, tra i giovani che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e i lavoratori “maturi”, tra i precari e gli stabili, e ciò può avvenire non tanto creando un unicum di riferimento quanto agendo con tante e diverse riforme mirate, per rendere il nostro mercato del lavoro più dinamico, aperto e meno gerarchizzato.

Lorenza Ippolito

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  • Published: 4 anni ago on 20 marzo 2014
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  • Last Modified: aprile 20, 2014 @ 9:43 pm
  • Filed Under: Sanità

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