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Forconi 2013: lo Stato sfida, il cittadino risponde

By   /  20 gennaio 2014  /  No Comments

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9 dicembre 2013: è la giornata della rivolta dei “Forconi”. L’Italia è scesa in piazza, lavoratori, studenti, disoccupati e commercianti, hanno manifestato il loro malcontento nei confronti di uno Stato che non c’è. Il cittadino non si vede tutelato da una Nazione che nei suoi confronti, segue un percorso a senso unico: l’aumento di tasse evidenzia perfettamente che è proprio il cittadino stesso ad essere al servizio dello Stato. A Torino si sono verificati episodi non proprio piacevoli, in particolar modo sotto la Mole, la protesta è degenerata in violenza: scontri nella centralissima Piazza Castello, davanti alla sede della Regione Piemonte, momenti di tensione davanti al Comune. Non solo scontri, ma anche gesti inaspettati, a Porta Susa, i poliziotti si sono tolti il casco in segno di solidarietà nei confronti dei manifestanti, perché d’altronde, anche loro fanno parte del popolo. Nel nostro paese, la protesta ha avuto ottimi riscontri, il 100% dei commercianti di None ha aderito, tranne due noti supermercati: “l’Italia si ferma, ribellarsi è un dovere, siamo tutti cittadini Italiani”, recita il manifesto che i negozianti hanno distribuito. Una manifestazione del tutto pacifica quella intrapresa dai commercianti di None – “sono soddisfatto della reazione composta dei commercianti” – ci spiega Gaetano Cetrangolo, Presidente dell’associazione commercianti ed artigiani – “non è mancato il supporto dei commercianti che provengono da altri paesi ed abbiamo dato la libera scelta ai cittadini di entrare nei supermercati, ottenendo dalla maggior parte di loro molta solidarietà”. Gabriella Cutrera, membro dell’associazione, ha spiegato  – “ non siamo ai livelli di saturazione e povertà, dato che le bollette riusciamo ancora a pagarle, siamo lavoratori che sbarcano il lunario con sacrifici, nonostante i problemi che affliggono le nostre attività”. Le altre voci raccolte, hanno viaggiato nella stessa direzione – “devono andare tutti a casa, siamo arrivati a questo punto perché ci hanno spremuto troppo, non possiamo fare più sacrifici di cosi” –  questo è il pensiero che accomuna non solo i commercianti, ma tutti gli italiani. Non so quanto tempo resisteremo, ci vuole una svolta più consistente per cambiare e per farlo dobbiamo essere tutti uniti.

Luca Dragotti

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  • Published: 4 anni ago on 20 gennaio 2014
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  • Last Modified: aprile 22, 2014 @ 10:05 pm
  • Filed Under: Attualità

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