Loading...
You are here:  Home  >  Musica  >  Current Article

P.m.f.

By   /  20 novembre 2013  /  No Comments

    Print       Email

pfm 1(1)

“Aiutaci tu, mamma chitarra!”

Ciao a tutti, questo è il nostro quinto appuntamento con la musica sulle pagine de “Il Mondo Di None”.

In questi giorni ho ricevuto alcuni commenti positivi alla rubrica, grazie, sono davvero contento che questi viaggi fatti di note e parole hanno un impatto benevolo e riscuotono interesse nei lettori.

Oggi voglio parlarvi della Premiata Forneria Marconi, conosciuta dai molti con l’acronimo P.F.M.

La Premiata Forneria Marconi nasce in quel di Milano dalle ceneri di un gruppo beat “I Quelli”, band in cui ha militato anche un giovane Teo Teocoli e Alberto Radius; cambia nome e diventa Krel ma con scarsi esiti commerciali.

I componenti della band: Franco Mussida, Franz Di Cioccio, Flavio Premoli, Mauro Pagani, Giorgio Piazza (questi i membri originari) sono dotati di tecnica invidiabile dal punto di vista compositivo e strumentale.

Il rock progressivo inizia a muovere i primi passi in Inghilterra dove si formano gruppi con veri virtuosi dello strumento.

Questo genere musicale unisce il rock con gli accenti tipici della musica classica, il folk, il jazz e tutto quello che permette alla fantasia e alla padronanza didattica di svilupparsi attraverso le note; sembra essere la formula ideali per il gruppo.

Il nome è un omaggio ad un forneria in provincia di Brescia.

Grazie all’aiuto del loro impresario il gruppo riesce ad esibirsi come band di supporto nei concerti in terra italica di band del calibro di Yes, Deep Purple, Procol Harum e altri.

Nel 1971 esce il loro primo lavoro, “Storia di un minuto”, che contiene uno dei loro pezzi più famosi “Impressioni di settembre” con il testo scritto da Mogol.

L’anno seguente vede la luce “Per un amico”, sin da subito il loro stile musicale ha grandi affinità con le band proveniente dal Regno Unito, infatti nel 1972 dopo un concerto a Roma, Greg Lake (bassista del Emerson, Lake & Palmer) li porta a registrare a Londra a registrare la versione del suddetto disco in lingua inglese.

Giorgio Piazza lascia il gruppo nel 1973 e al suo posto entra Patrick Djivas proveniente da un’altra band del panorama progressive, gli Area; registrano il loro terzo album “L’isola di niente” e anche di questo disco viene realizzata l’edizione in inglese.

Dopo una serie di cinquanta concerti in Nord America la P.f.m. si trova ad essere uno dei gruppi rock italiani con maggior successo nel mondo; addirittura nel 1975 si trovano a suonare davanti alla Regina Madre alla Royal Albert Hall di Londra.

Seguono vari dischi e ci troviamo catapultati nel 1979 anno che vede la collaborazione fra la band e Fabrizio De Andrè per una serie di concerti e la realizzazione di un album dal vivo.

Gli anni ’80 vedono l’abbandono della nave da parte di alcuni elementi e i dischi registrati non hanno più il classico marchio di fabbrica della band, così la P.f.m. decide di fermarsi senza annunciare uno scioglimento ufficiale.

“Ulisse” del 1997 è l’album del ritorno sulle scene.

La Premiata Forneria Marconi è di nuovo in pista, nuovi dischi, concerti in giro per il mondo, opere rock e molto altro.

Oggi il demone del progressive rock è vivo e loro ne sono la prova tangibile.

Ora però facciamo un salto indietro, a quel 1971…“Storia di un minuto” è il disco di oggi, buona lettura e buon ascolto.

“Storia di un minuto”

Il primo album della Premiata Forneria Marconi ha una copertina quasi onirica, degna di una band progressive; realizzata da tre artisti lombardi, Caesar Monti fotografo e pubblicitario è uno di questi.

La prima traccia “Introduzione” è un soffio di vento fra le mani, mentre una chitarra e un vocalizzo accennato lasciano spazio ad un dolce suono di flauto; lentamente il caos ordinato e tutti gli strumenti iniziano a fare il loro lavoro.

“Impressioni di settembre”, il secondo pezzo dell’album, è uno dei più conosciuti del gruppo.

Un lieve arpeggio di chitarra introduce una voce quasi sussurrata e lentamente ci troviamo catapultati in un mare di tastiere, il mitico fraseggio di moog (strumento storico per le band dell’epoca) rimane impresso nella memoria come un tatuaggio, indelebile.

Uno strano miscuglio di tarantella, progressive rock è la base per la terza traccia “E’ festa”, il titolo del pezzo viene ripetuto “ad libitum”. Un mantra.

“Dove…quando…” è una lunga suite divisa in due parti, la prima con arrangiamenti classici e arpeggi di chitarra in amore con i fiati, mentre le parole narrano il sentimento di un uomo verso colei che lo tiene appeso alla vita; la seconda parte sembra uscire dagli spartiti di Gustav Mahler o Alban Berg, laddove si adagiano i violini nasce un crescendo vorticoso e febbrile degli altri strumenti.

Un capolavoro da riscoprire.

La sesta traccia “La carrozza di Hans”, prende in prestito immagini dalle favole per stenderli su tappeti sonori degni di un cantore di tempi andati, l’anima rock non dorme sonni eterni e rimane in agguato per saltare fuori come un lupo mai stanco.

“Grazie davvero” è la traccia conclusiva del disco, i suoni cristallini delle voci sono supportati da un ciclico arpeggio ipnotizzante della chitarra in un aumento di intensità, ci si trova davanti ad una mini suite tecnica e carica di poesia.

Un disco da ascoltare e “consumare”.

Con la speranza di avervi fatto passare un quarto d’ora di pieno svago, vi saluto rinnovando l’appuntamento con questa rubrica su “Il Mondo Di None”.

Posso già anticiparvi che nel prossimo numero andremo a fare un giro a Firenze, la città dei Litfiba.

Per qualsiasi informazione, critica o suggerimento, non esitate a contattare la redazione del giornale.

Alla prossima.

Claudio “Clay” Mangolini

    Print       Email
  • Published: 4 anni ago on 20 novembre 2013
  • By:
  • Last Modified: aprile 20, 2014 @ 5:29 pm
  • Filed Under: Musica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also like...

“Aiutaci tu, mamma chitarra!” – Intervista a Cesare Micanti

Read More →