Loading...
You are here:  Home  >  Politica  >  Current Article

ORMAI AL CONGRESSO DEL PD

By   /  20 novembre 2013  /  No Comments

    Print       Email

Il Congresso Pd ha offerto al rifondarolo in disarmo alcune occasioni di riepilogo del tormento in corso.

Gianni Oliva ha spiegato che la politica è l’arte del possibile, ma per vincere occorre efficacia comunicativa e bisogna semplificare il linguaggio come bisogna semplificare la burocrazia che è troppa per aprire un’impresa. Ma dalle stesse parti ci spiegavano, una volta al governo, che per governare bisogna tenere conto di una società ormai complessa, che ormai sono finite le grandi appartenenze, che ormai sono evaporate per sempre le grandi ideologie, che ormai sono implose le smisurate identità, che sono ormai archiviati i grandi partiti del Novecento, che ormai bisogna ingoiare l’innalzamento a sorpresa e a dismisura dell’età pensionabile. Non sono mancati due esodati che hanno contestato da elettori del Pd la riforma Fornero apprezzata da una recente dichiarazione di Renzi.  Quando parla di uguaglianza, il prof. Oliva prende subito le distanze dall’egualitarismo e sollecita invece una legge per riconoscere coppie di fatto e diritti degli omosessuali. Oliva non parla della disuguaglianza nei redditi e nei salari bassi (Marchionne guadagna 400 volte un suo operaio di Mirafiori) che in Europa e in Italia sono una causa e non una conseguenza della crisi. Partito liquido, solido o gassoso? La disputa non appassiona Oliva, che ormai vuole semplificare. Nino Contu, che sostiene Cuperlo, teme eccome il partito liquido che si ridurrebbe a comitato elettorale di cordate in perenne fibrillazione per una poltrona in Parlamento o da qualche altra parte. Dell’intervento di Bresso per Pittella mi ha colpito l’insistenza sulla questione meridionale: l’aggravarsi del divario non facilita la ripresa economica, ma la impedisce. Mi ha sfavorevolmente colpito il passaggio sui diritti che proteggerebbero una fascia sempre più ristretta di lavoratori delle grandi fabbriche, mentre lascia sprovvisti di tutele precari, cococo, partite Iva e disoccupati. La soluzione suggerita sarebbe di spalmare questi diritti su tutti. Per ora, qualcuno li ha persi di sicuro e subito, mentre gli altri sono ancora alla finestra in attesa che arrivi lo spalmato. Il prof. Ichino ha lasciato il Pd ed è andato su con Monti a guerreggiar, ma ha lasciato gran parte del suo pensiero nel Pd, che con Bresso ne custodisce e coltiva la sempreverde eredità neoliberista.

Walter Rossi ha sollecitato provvedimenti e proposte concrete per il lavoro giovanile, mentre Mario Ruggieri ha osservato che il linguaggio semplificato di Renzi punta a conquistare il voto dei delusi dal centrodestra. Cuperlo rappresenta la vecchia nomenclatura di derivazione comunista. Solo Pippo Civati avanza un programma di riforme sociali e di lotta alle disuguaglianze che può riconquistare consensi tra le file del partito più grande, che è quello degli astenuti la scorsa volta e dei potenziali astensionisti della prossima. Non si può pretendere di accontentare tutti e di rappresentare tutti: se qualcuno vuole rifare la Margherita che la rifaccia.

Sindaco, vicesindaco, sindaco in pectore e presidente dell’associazione commercianti erano presenti, ma non hanno pensato di arricchire o vivacizzare il dibattito. Nemmeno lo hanno mortificato. Con la loro silente presenza hanno segnalato una vicinanza, o un’appartenenza, o una disponibilità, o un protettorato. Ormai.

Mario Dellacqua

    Print       Email
  • Published: 4 anni ago on 20 novembre 2013
  • By:
  • Last Modified: aprile 20, 2014 @ 5:33 pm
  • Filed Under: Politica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You might also like...

Intervista al nuovo Segretario del circolo PD di None – Alessandro Cattelan

Read More →