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Intervista a Luca Ferrua

By   /  20 novembre 2013  /  No Comments

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Durante l’intervista, il cellulare di Luca Ferrua, capogruppo della maggioranza in Consiglio comunale e presidente della Croce Verde di None, squilla in continuazione, a testimonianza del dinamismo della persona e delle sue intense relazioni di lavoro e impegno col mondo esterno. Non posso esimermi dal chiedergli un’opinione sullo stato delle cose a proposito dell’attuale legislatura che sta piano piano volgendo al termine. L’interlocutore nel suo buon eloquio esprime un giudizio positivo sull’attuale amministrazione. “Abbiamo lavorato sostanzialmente bene, in un periodo critico, se si considera che in tutti questi anni il convitato di pietra è stata la drammatica congiuntura economica che purtroppo ancora sta attanagliando le vite delle persone. Basti prendere in considerazione le chiusure e le delocalizzazioni delle aziende, le riduzioni dei posti di lavoro che hanno riguardato quest’area industriale. Ciononostante l’amministrazione ha retto abbastanza bene: c’è stata coerenza tra i programmi e la loro realizzazione”

E la scuola materna che fine ha fatto?

“Sì, questo è un punto dolente, ma la mancata costruzione della scuola materna è dipesa più che altro dal patto di stabilità a cui devono attenersi i Comuni e che funziona come una mannaia. C’è da chiedersi perché una norma che è stata concepita per evitare il proliferare della spesa pubblica in  realtà vada a penalizzare i comparti produttivi e tutta l’economia. Per chi dovrà amministrare nel prossimo quinquennio dovrà valere la regola: cercare di fare l’impossibile per mantenere l’esistente. Naturalmente mi auguro che sia la medesima squadra, con i necessari nuovi inserimenti dovute alle defezioni di alcuni soggetti (n.d.r. Maria Luigia Simeone, giunta alla scadenza dei due mandati da prima cittadina; Stefano Rizzo, che per sua scelta ha deciso di rinunciare all’impegno amministrativo, che secondo le previsioni avrebbe dovuto vederlo come candidato sindaco) a proseguire il lavoro già così bene portato avanti in questi anni. Così, forse al prossimo giro, potremo realizzare finalmente la scuola materna”

Quali sono le questioni più rilevanti da lei seguite con particolare cura?

“Il progetto Granello di senape per il recupero delle ragazze sulla strada, L’adeguamento e il completamento del sistema di videosorveglianza per la sicurezza del paese. In ragione di questo progetto None è uno dei paesi del territorio che ha retto meglio alle intrusioni. Ad esempio, le telecamere, sistemate nei punti più vulnerabili del paese, hanno dato un notevole contributo alla soluzione positiva di alcune rapine in negozi e banche. Per quanto mi riguarda, inoltre, con il contributo essenziale del comandante Silvano Bosso della Polizia Municipale, ho curato le attività e iniziative di Protezione Civile, e contribuito a garantire continuità nei progetti scolastici legati alla sicurezza. Vi sono pericoli costanti che devono essere prevenuti e monitorati come il bullismo, il cyber bullismo e le criticità legate al mondo di internet. C’è però una cosa di cui mi rammarico e riguarda il settore del commercio di None. Ritengo di aver lavorato molto insieme ai commercianti locali, parecchie cose sono state fatte ed altre rimangono ancora da fare. Ho attivato in concerto con l’Arch. Primo un progetto di riqualificazione commerciale che prevede una rivisitazione dell’immagine generale e la naturale definizione di un centro commerciale naturale, qual’è il commercio locale. Qualcosa però è cambiato, non c’è più quella semplicità di rapporto con l’associazione commercianti che ha consentito l’ottenimento di risultati importanti. Così non funziona, le prossime elezioni sono alle porte e alcuni protagonismi individuali necessitano di visibilità estrema. Insomma sul commercio, molte promesse e aspettative sono state disattese”

Lei ha anche la delega per la mensa. Cosa può dirmi a riguardo?

“Anche in questo caso abbiamo dovuto fare i conti con la crisi economica. Dai 680 soggetti che prima usufruivano della mensa siamo scesi a 350. C’è stata una decurtazione di circa il 50%.

Abbiamo perso il tempo prolungato alla scuola secondaria di primo grado e molte famiglie a causa della disoccupazione e delle difficoltà economiche contingenti, preferiscono portarsi i bambini e ragazzi a casa per il pranzo”

Lei intende riproporsi al prossimo, imminente, turno amministrativo?

“Enzo Garrone ha sciolto la riserva e sarà il candidato sindaco. La nostra lista, salvo i due nomi eccellenti di Simeone e Rizzo, vuole rimettersi in gioco. E da parte mia sarei felice di proseguire nel mio incarico, al momento è quello di capogruppo, ma stanno cambiando repentinamente alcuni scenari. Si tratta di costruire di nuovo una squadra importante, forte, prudente nell’evitare narcisismi ed estremismi, difficili poi da gestire in corso d’opera. All’interno del gruppo, naturalmente, devono esserci coesione di intenti e coerenza di ragionamenti. Solo un mese fa avrei risposto che sicuramente per quanto mi riguarda, avendo la percezione di poter offrire ancora un importante contributo di idee e impegno, intendevo parteciparvi, ma sono sempre più titubante. Dipenderà molto da come il candidato sindaco intenderà rivisitare il concetto di squadra, dal programma e dai candidati che faranno parte del nuovo gruppo”

Non teme di dover rivivere la medesima situazione accadutale nella competizione elettorale precedente?

“Ho già avuto qualche percezione negativa, ma mi auguro di sbagliare. Allora fu montata una vera e propria campagna denigratoria nei miei confronti, soprattutto da parte di alcuni esponenti di “Solidarietà e Progresso” che scelsero strade alternative. In quella circostanza dovetti subire notevoli contraccolpi anche a livello personale”

Se ben ricordo lei, nella prima metà dell’attuale legislatura, era assessore. Per quale motivo fu poi sostituito insieme a Cammuso?

“Una settimana dopo le elezioni fu così deciso perché c’erano più persone che, per ambizione e competenza, potevano pretendere il ruolo di assessore. Allora, per venire incontro a queste esigenze, si optò per l’alternanza e, quando si arrivò a metà del guado, si rispettò il patto. Cominciammo io e Cammuso per essere poi sostituiti da Garrone e D’Agostino. Non ci furono particolari malumori. Eravamo tutti consapevoli della necessità di posporre gli interessi personali al bene comune e della possibilità di realizzare i progetti senza bisogno di ricoprire cariche speciali”

Che qualità occorre avere per amministrare bene?

“Ho sempre interpretato la carica di amministratore con chiarezza e correttezza assoluta, anche se questo in politica non sempre paga. A mio giudizio, un buon amministratore non si adopera solo manualmente, anche se ogni tanto è necessario, ma è piuttosto colui che sa pianificare, condividere, fare gioco di squadra”

Quante saranno le liste che si candideranno il prossimo anno alla guida del paese?

“Da quattro a sei”

Così tante?

“Da quello che si dice in paese, così sembra. Metto in conto, oltre la nostra lista, altre cinque guidate rispettivamente da Nadia Biscola, dalla coppia Bastino-Garabello, Daniele Carità, dalla Lega, senza dimenticare il Movimento 5 Stelle, Da sei possono ridursi a quattro se ci saranno apparentamenti, cosa che non escludo a priori”

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  • Published: 4 anni ago on 20 novembre 2013
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  • Last Modified: aprile 20, 2014 @ 5:31 pm
  • Filed Under: Politica

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