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Nuovi tagli alla sanità. A rimetterci, questa volta, sono i malati di Alzheimer

By   /  20 settembre 2013  /  No Comments

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Con la delibera approvata il 2 agosto scorso dalla Giunta Regionale di Piazza Castello si compone l’ennesimo tassello della malasanità in Piemonte.

Con tale decisione, infatti, la quota di spesa gravante sul malato ospitato presso una struttura di ricovero e quindi, molto spesso, sulla sua famiglia, già onerata da carichi di sofferenza non indifferenti, si innalza ulteriormente, abbassandosi au contraire il rimborso dovuto dalla Regione; di conseguenza, con operatività dal 1 ottobre, si calcola che la spesa di un paziente non autosufficiente sarà circa 178 euro mensili in più rispetto a quella previgente, mentre per i malati di Alzheimer si arriverà addirittura a 678 euro in più al mese.

L’Assessore Regionale alla Salute Ugo Cavallera si difende, facendo notare che “l’incremento a carico del cittadino è una conseguenza della normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza, che ha portato la compartecipazione al 50 per cento”.

Ma ciò non basta a placare le polemiche: pur in un clima di dissesto finanziario che ha colpito tutti i settori dell’economia e tutte le regioni d’Italia indifferentemente, ci si chiede, però, fino a che punto la crisi possa tarpare le ali ad un settore, qual è quello sanitario, in cui a considerazioni prettamente economico-tecnicistiche se ne affiancano altre, ineludibili, di ordine etico-morale.

Senza alcun dubbio, poi, con questo provvedimento viene confermato un trend degli ultimi anni, quello di aumentare la compartecipazione del malato alle spese anche laddove il malato in questione sia tra i più gravi, come nel caso di specie il malato di Alzheimer.

Molto critici anche Reschigna, Presidente del Gruppo regionale del PD, e Boeti, Consigliere Regionale PD, secondo cui “continuano le scelte sbagliate e all’insegna dell’ingiustizia sociale da parte della Regione Piemonte. […] Siamo contro una politica che vuole fare risparmiare la sanità scaricando i costi sulle famiglie e sul sistema delle politiche sociali. L’Assessore Cavallera non può raccontare in giro per il Piemonte che il nuovo piano tariffario eliminerà le sperequazioni tra i territori, se queste sperequazioni vengono fatte pagare alle famiglie piemontesi”.

I due leader democratici concludono, poi, con la loro intenzione di “assumere, con la prossima ripresa delle attività del Consiglio regionale, una forte iniziativa nei confronti della Giunta, tesa alla modifica della delibera in questione”.

 La partita, dunque, è ancora tutta da giocare.

Lorenza Ippolito

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  • Published: 4 anni ago on 20 settembre 2013
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  • Last Modified: aprile 20, 2014 @ 3:08 pm
  • Filed Under: Sanità

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