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Ridotto il diritto allo studio in Piemonte

By   /  29 luglio 2013  /  No Comments

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Diritto allo studio

La Regione Piemonte ha approvato recentemente un bilancio di previsione in cui sono stati vincolati circa 9 milioni di euro per la copertura dei servizi di welfare studentesco, dimezzando così i già ridottissimi fondi dell’anno scorso; parallelamente il Ministero ha “ridotto” il Fondo Integrativo Nazionale per il diritto allo studio dai 245 milioni di euro del 2010 ai 13 (13!) del 2014. Saranno così più di 10.000 gli studenti idonei non beneficiari, abbandonati a se stessi, senza borsa e senza tetto, sebbene siano diritti e servizi che lo Stato, secondo la sua stessa Costituzione, dovrebbe garantire loro.

Di fronte ad una situazione così catastrofica, la Giunta regionale ha introdotto nel bando Edisu per il diritto allo studio 2013-2014 criteri di merito molto restrittivi (medie fino al 28 o persino al 29 come soglia minima d’idoneità alla borsa), con cui verrebbe fortemente limitata l’idoneità alla domanda e dunque diminuito il numero di idonei non beneficiari, nascondendo in questo modo la realtà, ovvero lo smantellamento del diritto allo studio.

Come se non bastasse, un decreto regionale ha modificato la composizione del Cda dell’Edisu, abbassandone il numero da 16 a 5, ed escludendo i rappresentanti degli studenti regolarmente eletti per quell’organo: una mossa significativa dello stato della nostra democrazia, e figlio della precisa volontà di mettere a tacere gli studenti in materia di diritto allo studio.

Lo smantellamento del diritto allo studio comporta da un lato una drastica riduzione di borse di studio e di posti letto, e pertanto una restrizione dell’accesso al sapere ai soli che ne hanno le facoltà economiche, dall’altro la dismissione di alcuni servizi fondamentali per la vita quotidiana degli studenti (mense e aule studio su tutti): la fuga che ne conseguirà degli studenti da Torino è un dramma sociale senza precedenti per una città, come la nostra, caratterizzata e animata in molti suoi quartieri centrali dalla vita universitaria.

Dramma sociale che si inserisce in un più ampio e trasversale attacco alle fasce più deboli del tessuto sociale di Torino e del Piemonte: sono scaricati sulle spalle di studenti, precari, disoccupati e migranti i recenti tagli ai trasporti pubblici e la simultanea svendita a privati della GTT da parte del Comune, la privatizzazione e la chiusura di molte strutture ospedaliere, l’affossamento delle politiche assistenziali nei confronti dei senza-lavoro e dei senza-casa.

Gli studenti hanno contrattaccato in vari modi, ad esempio realizzando un’aula studio all’aperto, in piazza Castello, sotto il Palazzo della Regione, studiando davanti a chi intende negarne il diritto. Hanno portato in piazza tavoli, sedie, computer e libri, e hanno messo in scena quella che l’anno prossimo, con la chiusura di molte aule studio, sarà la loro condizione: studiare sotto un ponte!

Inoltre si è svolta un’assemblea pubblica sul tema del diritto allo studio e di un più ampio quadro di welfare regionale in via di estinzione, alla quale hanno aderito numerose realtà, comitati e sindacati che da anni si oppongono all’austerity e alla miopia sociale. Dall’università ai trasporti, dal lavoro alla sanità, negli interventi che si sono seguiti in assemblea è stato messo attentamente in luce come le politiche di tagli, licenziamenti, privatizzazioni e speculazioni, operate sul terreno ideologico della crisi economica, rispondano in realtà ad un preciso disegno politico neoliberista di trasferimento di ricchezze dal basso verso l’alto. Da quest’analisi, l’esigenza di una mobilitazione dal basso condivisa e unitaria, che unisca i percorsi di lotta delle varie realtà, nella direzione di una forte alleanza sociale che segni il riscatto di quelle fasce deboli oggi invisibili e abbandonate a se stesse: “Larghe Intese Precarie”!

Nunzio SORRENTINO

CoGeNo – Comitato Genitori di None (CoGeNo@googlegroups.com)

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