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“NostriSguardi”

By   /  29 luglio 2013  /  No Comments

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Giovedì 13 giugno, a None presso il cinema teatro Eden, le Commissioni Famiglia e Giovani della Parrocchia di None hanno organizzato la proiezione del documentario NostriSguardi, film di genere sociale sulla formazione scolastica (http://www.youtube.com/user/Nostrisguardi). L’intento è stato quello di offrire una opportunità per riflettere sul mondo degli adolescenti ed il loro rapporto con la scuola. Un  tema considerato sempre più un problema sociale, sul quale ci si scontra con scarso successo, tanto da ricorrere alla definizione, forse abusata, di “emergenza educativa”. L’invito è stato accolto da molte persone: la sala era quasi al completo, erano presenti in particolare i giovani dell’oratorio, genitori , educatori e diversi insegnanti delle scuole nonesi.

Sono intervenuti il regista Riccardo Di Battista e gli autori di NostreStorie (Daniela Baral, formatrice e tutor di classe Rosanna Basso, formatrice e tutor di classe,Monica Di Martino, formatrice e orientatrice, Ezio Mattio, psicologo si occupa di supervisione dei formatori e attività di sportello con gli studenti), nonché attori con alcuni dei loro studenti. In sala era presente anche la consigliera della Regione Piemonte, G. Pentenero, che ha altresì portato la testimonianza di una scuola pubblica che funziona, anche grazie alla volontà e intraprendenza di molti insegnanti. Il film si basa sul libro “NostreStorie – dialogo a 4 voci sull’educazione” e narra le esperienze di un gruppo di tre formatrici ed uno psicologo che condividono percorsi di crescita con gli adolescenti frequentanti un centro di formazione no profit della periferia torinese: l’Engim di Nichelino.

Alla base di tutto, NostriSguardi nasce da un’esigenza: far capire ai giovani che gli adulti, e nello specifico gli insegnanti, sono altre persone da loro e viceversa, che possono mettere a disposizione la loro esperienza senza per forza mettersi in cattedra, additando e classificando i loro allievi nella facile categoria dei “buoni” e dei “cattivi”. è una narrazione di frammenti di vita quotidiana, con un filo conduttore che li lega: “adulti” e “ragazzi” che s’incontrano in classe, riescono a guardarsi, a comunicare, ad  abbattere il rigido muro delle regole scolastiche, facendo emergere i loro vissuti, spesso difficili (gli allievi dell’Engim hanno alle loro spalle percorsi scolastici e famigliari tutt’altro che lineari…) in un percorso esperienziale dove emerge, più forte che altrove, la dimensione dell’ascolto reciproco. Quella dimensione che fa superare la barriera degli stereotipi comuni (“quelli che non capiscono niente, non possono capire, sono vecchi, etc…”) e salda un rapporto di fiducia tra persone e generazioni diverse.

La costruzione di una relazione di fiducia è la dimensione basilare per instaurare un rapporto formativo con gli adolescenti. Ciò implica un grande sforzo, in particolare da parte degli “adulti” fatto di comportamenti e atteggiamenti conseguenti: fermarsi per guardarsi, riconoscersi, comprendere le fragilità e alla fine, valorizzare le ricchezze dell’altro, senza giudicarlo a priori. Il messaggio degli autori, protagonisti diretti di questa esperienza, è che si può ricostruire un rapporto positivo con i ragazzi anche a partire dalla scuola e con coloro che hanno apparentemente più difficoltà: un nuovo approccio formativo è possibile, basato sull’ascolto e sulla narrazione, dove la scuola si costruisce quotidianamente insieme: insegnanti e alunni, due facce della stessa medaglia, ovvero due linee che s’incontrano, parti distinte ma di un’unica pasta da modellare. Perché non provarci?  Molti stimoli e alcuni interrogativi nel dibattito successivo che è scaturito dalla proiezione di. NostriSguardi .

In generale, tutti gli interventi che hanno animato il dibattito con gli autori, hanno condiviso che la relazione di fiducia e di dialogo con i ragazzi, è il presupposto necessario per provare a richiedere ed ottenere un impegno, anche in ambito scolastico. Prima di una trasmissione di nozioni, è fondamentale un’azione di coinvolgimento, che metta in moto motivazioni, risvegli interessi e faccia sentire i ragazzi protagonisti.

Ma se “mettersi in ascolto” è la dimensione imprescindibile attraverso la quale gli “adulti” possono costruire una rapporto di fiducia con gli adolescenti, come conciliare il tutto in ambito scolastico con le esigenze didattiche specifiche? Ovvero, come sposare il ruolo dell’insegnante, e più in generale quello di un educatore, con la necessità di “valutare”, fare verifiche e dare giudizi sul livello di apprendimento (ovvero dare un voto e talvolta purtroppo “bocciare”) di un programma fatto di contenuti formativi ben identificati?  Un quesito che lascia aperte tante risposte, ma che non esclude in ogni caso la necessità che gli “adulti”, indipendentemente dal loro ruolo educativo, si presentino quotidianamente di fronte ai ragazzi come “persone vere”, ovvero riferimento credibile, per nulla perfetto, ma autorevole in quello che sono.

Persone e non Figure, come definiscono i ragazzi molti degli insegnanti che hanno conosciuto nel loro percorso di studio.  Sguardi, Storie: dentro la corazza spessa e apparentemente non scalfibile di un adolescente, c’è talvolta una storia difficile, dura da sopportare in questa giovane età; catturare lo sguardo, essere in grado di guardarli, chiamarli per nome uno a uno, riconoscerli per quello che sono e che in potenza sono in grado di dare, affinchè ognuno trovi la propria strada, senza pre-giudizio. Un ringraziamento a tutti per gli stimoli: speriamo che a ognuno di noi, ne porti frutto all’interno delle proprie realtà di famiglia, lavoro ed impegno con gli adolescenti.

Laura  FERRARI

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  • Published: 5 anni ago on 29 luglio 2013
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  • Last Modified: marzo 29, 2014 @ 12:17 pm
  • Filed Under: Cultura
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